Tessute insieme stanno danza, mimica, parola, voce, immagini, musica, luci.Ma nulla è fuori contesto.
Ad un certo punto il filo dipanato dalla parola, dalla danza e dalla musica, indugia, in modo straordinario, sul nesso liberazione dell’io-capacità d’amare.
Penelope, dopo aver buttato alle spalle le esperienze tragiche, ma mai raccontate col gusto attualmente osceno del gossip sull’intimità, si interroga, rivolgendosi sottintesamente al pubblico, su cosa sia essere capacità d’amare.
La risposta è fornita dall’immagine di un giglio.

La fragranza di esso emana incondizionatamente.
Il giglio non mette in atto alcuna strategia.
È lì. Nel campo.
Attende soltanto di essere annusato.
Sebbene esso corra il rischio di non essere notato, la fragranza si diffonde intorno, non è condizionata da presenza alcuna, se non dall’essenza stessa della sua natura e di ciò che gli permette di essere tale.
Questa la sintesi di una pièce teatrale scritta da una conterranea con musiche composte da un mio caro amico.
Protagoniste due donne, una con la voce, l’altra con la mimica, una sorta di alter ego che faceva da eco alla sillabazione, ora lenta, ora velocemente ritmata, delle battute.
Semplice lo scheletro del monologo interiore: una novella Penelope, senza tempo e senza spazio, drammatizza sulla scena la propria liberazione interiore.
Unica presenza maschile una voce fuori campo, presente ad intervalli.
Maria, l’autrice del pezzo, è stata premiata e tra qualche giorno l’opera, indefinibile nel genere, sarà rappresentata a Napoli.
Auguri al musicista, sempre capace di sorprendermi, e a Maria.
Le mie riflessioni post pièce
La natura fa sbigottire. Come sempre.
Meno gli esseri umani.
Non sempre soltanto natura benigna.
E se essere capaci d’amare, come fragranza di sé, da dono si trasformasse in essenza distillata? Per un attimo ho pensato al senso de “Il profumo” di Suskind, da pochi compreso, perché fermi come bimbi all’oscenità fenomenica dell’intreccio.
La foto che ritrae il lilium è un dono di Marzia(http://alchimie.splinder.com), cui va il mio grazie



