Avrei voluto scrivere un pesce d’aprile, ma non ci sono riuscito. Ieri sera ho azionato il lettore dvd e goduto per quasi due ore con ESPIAZIONE , tratto dall’omonimo romanzo di McEwan e diretto da Joe Wright. Qualche critico ha sentenziato così… un film a cui manca il coraggio di andare fino in fondo, perdendo l’occasione di riflettere sull’invenzione narrativa cinematografica. Ma che cosa vuol dire? Assolutamente nulla. Il film è un capolavoro. Così sentenzio io. Punto. 
***Il gusto per le miniature rappresentava un aspetto della sua indole metodica. Un altro era la passione per i segreti: un suo prezioso stipetto laccato disponeva di un cassettino segreto che si apriva spingendo l’estremità di un ingegnoso incastro a coda di rondine; qui Briony custodiva un diario chiuso con un lucchetto e un taccuino scritto in un codice di sua invenzione. In una cassaforte giocattolo da aprire con una combinazione di sei numeri segreti conservava lettere e cartoline. Una vecchia scatola di latta stava nascosta da un’ asticella del pavimento, sotto il suo letto. La scatola conteneva tesori che risalivano a quattro anni prima, al suo nono compleanno, quando aveva deciso di inaugurare la collezione: una doppia ghianda mutante, un campione di pirite, un incantesimo per la pioggia comprato a una fiera, e un teschio di scoiattolo leggero come una foglia. Ma cassetti segreti, diari provvisti di serratura e sistemi crittografici non potevano celare a Briony la semplice verità, e cioè che lei non aveva alcun segreto. Il suo desiderio di un mondo armonioso e ben organizzato le negava ogni possibilità di trasgressioni imprudenti. Confusione e violenza erano troppo caotiche per i suoi gusti, e la crudeltà non le si addiceva. (Ian McEwan, Espiazione)