Ormai va di moda essere nominati commissari agli esami di stato e non presentarsi; se si vuole accettare come legittima l’argomentazione di chi ritiene che gli esami siano una noia, è invece inammissibile sul piano economico. Siamo o non siamo in un periodo di recesso/stagnazione/crisi? Cinquecento euro non possono essere utili anche per pagarsi mezza vacanza o un biglietto aereo? O bisogna essere pagati duemila euro per correggere i compiti(per chi ha lo scritto) e interrogare? Io certe cose proprio non le accetto. Evidentemente i commissari che disertano hanno altri introiti. La favoletta della noia io proprio non me la bevo. Soltanto un modo per carezzarsi l’ego. Di risate, però, si può anche morire.

Non stupisca dunque l’ira funesta dell’agguerrito ministro Brunetta!