Circa trentasette anni fa, mi raccontano, ho visitato il santuario di Tagliavia con annessa scampagnata; ma chi se ne ricorda? Mi è sembrato giusto recuperare proprio ieri pomeriggio.eremo di tagliavial'antica cappella

Il santuario di Tagliavia(PA) nacque sul finire del XVIII secolo.
Racconta la leggenda che un giorno dei garzoni, nel rimuovere un cumulo di sassi, furono attratti da un masso squadrato rimasto sepolto per chissà quanto tempo. Con sorpresa, rivoltato il blocco di pietra, scoprirono che esso era servito a un ignoto pittore per dipingere un’immagine della Vergine del Rosario. Ci si avvide in seguito che quell’immagine era stata ispirata dal dipinto del pittore fiammingo Anton Van Dyck, conservato nell’oratorio dei Cavalieri di Malta a Palermo, dove ebbe sede la prima Compagnia del Rosario.
Dopo la scoperta del “sacro” dipinto, a Tagliavia si gridò al miracolo, tanto più che nello stesso posto fu trovato un pozzo d’acqua ritenuta miracolosa: quest’acqua, data da bere agli armenti colpiti da un grave male, straordinariamente ne favorì l’immediata guarigione. Anche re Ferdinando II di Borbone, che dalla sua residenza di caccia della Ficuzza di tanto in tanto si recava nella vicina Tagliavia, avrebbe sperimentato la miracolosità di quell’acqua: colpito da un oscuro male a un ginocchio, devotamente rivolgendosi alla Madonna, bagnò la parte inferma con l’acqua del pozzo e guarì. Il re, per riconoscenza alla Madre santa, donò ai romiti raccoltisi attorno al santuario, che nel frattempo si stava costruendo, oltre venti ettari di terreno, concedendo anche un assegno annuo, il diritto a cento carri di legna da ardere ogni anno e numerose altre regalìe.
I romiti si radunarono a Taglìavìa spontaneamente. Dapprima non ebbero regola nè abito e vissero in un paio di stanzette. Fu opera loro la prima chiesetta, oggi adibita a sacrestia del santuario. La foggia dei loro abito iniziale fu suggerita dallo stesso re Ferdinando II, ma risultò essere troppo simile a quella dei cappuccini; per questo l’arcivescovo la sostituì con una tunica bianca stretta alla vita con una cinghia di cuoio, uno scapolare marrone, un mantello anch’esso marrone e un paio di scarponi indubbiamente più adatti dei francescani sandali alla dura vita nei campi. Il nuovo edificio fu inaugurato il 1° maggio 1845. Ha facciata neoclassica, realizzata con la pietra della vicina rocca di Bavaria.
I romiti ormai se ne sono andati. Per un certo periodo, dopo la morte dell’ultimo frate-contadino, vi abitarono i benedettini.
Ora non ci sono più neanche loro.
Ogni anno per l’Ascensione, probabilmente in ricordo dell’inaugurazione della chiesa, Tagliavia è meta di scampagnate festìve per gli abitanti dei paesi vicini. La festa non è più sentita come negli anni passati, quando era tutto un accorrere di uomini, donne e bambini vestiti a festa e dei carretti. Tuttavia, ancor oggi, bandierine di cartone con l’immagine della Madonna, palloncini colorati e fumi di improvvisati barbecue ravvivano i dintorni del santuario, dopo la messa nella nuova chiesetta.

accesso alle celle dei monaci

L’accesso alle celle dei monaci

bagno

Per lavarsi

ferragosto 028

Il paesaggio intorno al santuario tra Corleone e Piana degli Albanesi

tramonto

Tramonto sul lago di Piana degli Albanesi(PA)

imbrunire

 

Qualche minuto dopo i colori sono cambiati; che meraviglia!