giuliana 015

In palestra
Con il corpo disteso, mentre il respiro si fa sempre più flebile.
Occhi chiusi, braccia abbandonate sui fianchi.
La luce è soffusa.
 
La maestra di yoga
Immaginate di essere dei cilindri cavi.
Voi siete ora una cavità.
Del materiale solido l’attraversa, dalla testa ai piedi.
Poi, pian piano, quel materiale si scioglie, diventa fluido, puro, cristallino.
 
Elucubrazione
Non sono più io.
Sono un tronco cavo; della neve lo attraversa.
Ora è acqua.
 
Epilogo
Voglio convincermi sia avvenuto così, ma mi riesce difficile.
Ieri in palestra tutti osannavano al rilassamento finale, evidenziando la difficoltà di staccare le sinapsi.
Lo stress mentale è la povertà più diffusa tra noi occidentali.
Ammettiamolo!
C’è chi muore per una ciotola di riso, c’è chi se la mena con lo stress.
 
 
Mi piacerebbe poter dire…
Tardi Ti ho amato, beltà sì antica e sì nuova, tardi T’ho amato! Tu eri qui dentro di me, e io ero fuori di me e fuori Ti cercavo ; e in queste cose belle che Tu hai fatte mi lanciavo con la mia impurità. Tu eri con me ma io non ero con Te. E che mi teneva lontano da Te? Quelle cose, che, se non fossero in Te, non avrebbero l’essere! Tu mi chiamasti e gridasti forte ed infrangesti la mia sordità».
(Sant’ Agostino)