Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
cedi, gemma, cedi.
Lo spirito della fioritura s’è abbattuto su di te.
Puoi rimanere ancora bocciolo?
(R. Tagore)
Il benvenuto alla primavera lo filtro dai vetri del mio studio.
Il giallo dei fiori selvaggi giganteggia sul verde delle montagne e una puledra ventila con la coda sul piccolo che cerca le mammelle.
Le stanze sono ancora fredde per il gelo invernale, perciò giova alle carni assorbire la tepidezza dell’aria che penetra attraverso le imposte spalancate.
Mi aspettava un’altra primavera per questo ventuno, altrove, dove i melograni offrono calici di voluttà e i mandorli inebriano le narici del bianco nettare; sto qui invece, nel mio studiolo, tra il bianco dei fogli dei miei allievi, con rami e foglie d’inchiostro.
Mi aspettava un’altra primavera per questo ventuno tra sculture di frumento e sorrisi di montagna, all’aria aperta.
Gli impegni mi hanno trattenuto a casa.
Ci sarà da sgomitolare una settimana intricatissima a scuola e potrò godere della primavera per la pausa pasquale.
21 domenica mar 2010
Pubblicato in miscellanea, stagioni