I traguardi, la fatica e i fallimenti di un anno scolastico li ho consegnati qualche mattina fa all’ospedale, dove mio padre è stato ricoverato urgentemente in gravi condizioni.
Improvvisamente l’orizzonte-scuola s’è rimpicciolito, fino a scomparire.
Alle 10.00 di giorno 11 giugno si è chiuso così il mio anno di lavoro.
L’unico impegno mantenuto gli scrutini finali.
La mia dirigente è stata dolcissima e disponibile e mi ha dispensato da ogni incarico, non ultimo la funzione di reggente del liceo durante la sua assenza.
Attualmente mio padre sta migliorando, ma la convalescenza è lunga, sia per il post trauma, sia per gli accidenti legati al ricovero ospedaliero.
Provate a immaginare come possa ridursi un ottantenne che rotola giù per quattro metri da un burrone di campagna e che batte la testa su una pietra!
Lo scellerato padre stava batacchiando(in siciliano “scuzzulari”) i primi frutti di fico d’india per permettere alle piante di produrne migliori ad agosto, quando all’improvviso ha perso l’equilibrio ed è scivolato giù; hanno attutito il colpo della caduta proprio le “pale” dei fichi d’india, forse gli hanno risparmiato “altro”. 
Il primo soccorso(mio padre non era solo in campagna), il 118, la degenza, le notti in ospedale.
Sono stati giorni convulsi, non mi sono fermato un momento.
Adesso viviamo un momento di pausa ospedaliera, ma probabilmente c’è da affrontare altro.
Conta che mio padre è vivo, cosciente, “pentito” della sua imprudenza(non so per quanto tempo durerà tale sentimento).
L’ospedale, dal canto mio, è stato anche palestra di umanità e osservatorio della professione medica e infermieristica.
Più volte mi sono prestato ad aiutare un malato terminale, quasi abbandonato dai suoi sei figli, e un vecchio tirannico e ipocondriaco, ma simpaticissimo.
Che dire dei medici e degli infermieri?
Come a scuola.
C’è chi svolge con professionalità il proprio lavoro, c’è chi ha sul volto l’espressione “sono allergico al lavoro”.
E anche tagli, risparmi su tutto, liti tra infermieri e ausiliari.
L’unico appunto lo devo muovere ai giovani medicucci, freschi di studio, vaganti con in mostra la gabbanella per i locali dell’ospedale.
Alteri, arroganti, presuntuosi, immodesti(ma mi auguro competenti).
Fortuna per loro che non sono stati miei allievi e che non potranno mai esserlo, essendo già medici.
I tre sarebbero fioccati spontaneamente.
Auguri al babbo
Eh, credo che a “scuzzulari” ricomincerà ad andarci appena sarà un pelo + in forma, se ho capito il tipo.
E forse è anche giusto così.
In bocca al lupo, Mel.
Anonimo SQ
Auguri di pronta guarigione per tuo padre.
Anche mio padre, che ha 79 anni, non si arrende, e lavora a tempo pieno in campagna, affrontando quotidianamente situazioni pericolose… impossibile dissuaderlo!
Speriamo che il suo angelo custode non si distragga!
il tuo spirito di osservazione e di misura sul mondo è sempre così pacato e invidiabile. un abbraccio per tutte le peripezie e per un augurio di “tregua”
Un altro abbraccio è doveroso, Mel, unito agli auguri per il tuo babbo, che si rimetta presto.
Mi colpisce l’analogia scuola-ospedale, che già osservammo parlandone con Ortensia (la mamma di Campanellino che fa l’ausiliaria).
tanti auguri di una pronta guarigione all’intrepido papà.
e un abbraccio a te.
La medicina e l’istruzione sono professioni che devono essere riservate a chi ha il cuore e l’anima per poterle affrontare. Non sono per tutti. Ci vuole un amore per le persone, a partire dalle più deboli che non è da tutti avere.
Lo sai quanto sono d’accordo! Peccato che, se uno dice che fare il medico è una scelta che presuppone talento, tutti annuiscono. Se lo dici per l’insegnante ti guardano come se fossi pazza, sigh.
Mi associo agli auguri per un veloce ritorno del tuo anziano genitore alle sue occupazioni!!!
Di ospedali e infermieri e dottori preferisco non parlare perché potrei trascendere … ognuno di noi ha le sue storie da raccontare.
Ma devo aggiungere che sono felice di rivederti nella bogsfera! Bentornato !!!
Auguri al tuo papà e a te che gli stai vicino. Osservando tante persone di quell’età vedo che un punto in comune è la tenacia e a volte la testardaggine di continuare a lavorare duro come sempre. E anche la robustezza del fisico; possono cadere, finire all’ospedale e a volte perdere lucidità ma il loro corpo, pur negli acciacchi, resiste sempre. Penso che queste siano le ultime generazioni fatte in tal modo.
abbracci a te ed in bocca al lupo al babbo…
E’ stato importante non far girare le ‘pale’ ai fichi…
t.
Spero che tutto si risolva per il meglio, Mel.
Un forte abbraccio a te e papà
In bocca al lupo per tuo padre: se la cosa può consolarti, ho mia madre nelle stesse condizioni (è caduta in casa e si è compressa un paio di vertebre): lei non ha battuto la testa, ma è in grossa confusione mentale (dicono) per colpa dei farmaci. Fatto sta che c’è da correre, come se non bastasse il resto, e notare, nelle lunghe pause, le stesse identiche cose che hai sottolineato tu, a proposito dell’atteggiamento di certi specializzandi e di caposala che si credono onniscienti.
Coraggio e forza!
Tanti auguri per tuo papà, Mel. Essere così attivo alla sua età è sicuramente positivo, anche se ti ha fatto prendere un gran spavento.
Quanto al personale dell’ospedale, credo che un medico borioso e irresponsabile sia di gran lunga peggio di un insegnante borioso e irresponsabile. I malati sono persone indifese, sempre. Gli studenti, in maggioranza, no.
Gipsy, hai ragione. Come sempre, lucidissima.
Grazie a tutti, molto gentili.
in bocca al lupo al tuo caro padre per una tranquilla guarigione; se penso ad alcuni medici che ho conosciuto nell’ultimo anno mi risento ancora del fatto che sicuramente non hanno avuto un’educazione adeguata… oltre la formazione vera e propria. Ferite ancora aperte …
Evviva i fichi d’india.
Auguri a entrambi e bentornato ^__^
@Ray, la formazione umana(educativa) dovrebbe correre parallela a quella specialistica. Non sempre ciò avviene. Ahimé.
@Grazie, Murasaki!
Leggo solo ora: in bocca al lupo per il tuo papà, Mel!
Grazie, Pensierini!
Mel, leggo solo ora….è tosto il tuo babbo da quel che leggo…una bella tempra d’uomo..forza e coraggio che passerà.
[per il resto, sottoscrivo Gipsy...]
Grazie, cara Blue!