L’accidente familiare, di cui ho parlato qualche post fa, ha messo in moto una serie di visite  a casa di amici e parenti, lontani e acquisiti, che ha dell’incredibile e dell‘oneroso in termini di contraccambio. Alcuni non so neanche chi siano. Addirittura s’è precipitata, fortunatamente a piccoli gruppi, un’intera generazione di parenti acquisiti che, in nome del concetto di rispetto familiare, e allargato, ha stazionato per qualche ora nel pomeriggio e durante il dopo cena. Cosa implica tutto ciò? Che, appena dovesse verificarsi qualche accidente in una di queste famiglie, so che dovrò restituire la visita. Nei piccoli centri ‘sto viavai è d’uso, è una forma arcaica di solidarietà nel dolore e nel male, che ancora resiste e al quale non posso sottrarmi. Pensavo che, a 25 anni di assenza dal paesello, qualcosa si fosse modificato nei costumi. Invece mi sono sbagliato.

Ma quanto mi pesa!