L’accidente familiare, di cui ho parlato qualche post fa, ha messo in moto una serie di visite a casa di amici e parenti, lontani e acquisiti, che ha dell’incredibile e dell‘oneroso in termini di contraccambio. Alcuni non so neanche chi siano. Addirittura s’è precipitata, fortunatamente a piccoli gruppi, un’intera generazione di parenti acquisiti che, in nome del concetto di rispetto familiare, e allargato, ha stazionato per qualche ora nel pomeriggio e durante il dopo cena. Cosa implica tutto ciò? Che, appena dovesse verificarsi qualche accidente in una di queste famiglie, so che dovrò restituire la visita. Nei piccoli centri ‘sto viavai è d’uso, è una forma arcaica di solidarietà nel dolore e nel male, che ancora resiste e al quale non posso sottrarmi. Pensavo che, a 25 anni di assenza dal paesello, qualcosa si fosse modificato nei costumi. Invece mi sono sbagliato.
Ma quanto mi pesa!
si capisco, noi non siamo più abituati a questo genere di solidarietà che era in uso anche dalle mie parti. ..
Rose, le visite mi hanno fatto capire che sto vivendo una fase storica di transizione, una gamba sul ’900, l’altra sugli anni ’00. Mi auguro non di farina.