Mi sono concesso tre giorni di pura vacanza insieme ai miei amici.
Ancora una volta in camper.
Ancora una volta in una località, Oliveri(ME), dove ero già stato l’anno scorso.
Solitamente non mi aggrada ritornare nello stesso posto per due anni consecutivi, mortificandosi in tal modo il mio spirito esplorativo, ma questo passa il convento, come si suol dire, e perciò chiniamo la testa a quanto di bello comunque ci riservi la vita.
Il campeggio è sempre rigenerante: il mare sotto il naso, la doccia fresca quando vuoi, le granite di Oliveri a una pedalata di bicicletta, e poi la compagnia: godereccia, spassosa, autenticamente umana.
Gradevoli anche gli altri ospiti del campeggio: silenziosi, educati, gentili.
E questo anche la notte del ’14 agosto.
La caciara invece proveniva dal lungomare, trasformatosi per l’occasione in un formicaio ballante, ma a una lontananza tale dal campeggio che era quasi gradevole sentire in sottofondo musiche, dj, voci e scoppi dei giochi d’artificio.
Avevo portato con me un romanzo, che ho iniziato a leggere più volte e richiuso altrettante.
Anche questa volta il libro mi ha stancato, ma la verità è che ho voluto profittare dello stato di natura offerto dal posto.
Un po’ meno stoico e molto epicureo.


Uno dei laghetti di Marinello


Verde Monet


Al tramonto


Prima del tramonto


L’aurora. Mi son destato alle sei. Non c’era altro modo per immortalarla.