Evviva! Finalmente! Finalmente la smettiamo di dire che la prima prova è la più facile e prevedibile fra tutte! I ragazzi hanno lavorato sodo, anche sei ore, curvi sul foglio e alle prese con il dizionario. Dubbi, incertezze, tentennamenti, penne sul banco. Poi si sono sciolti e hanno scritto. Detto ciò, che considero positivo, perché forse stamattina, come rare volte è accaduto, si sono dovuti misurare con se stessi, mi piace spendere superficialmente qualche parola sulle tracce della prima prova. Ho avuto modo di visionarle soltanto intorno alle dodici, fagocitato com’ero da incombenze varie. Quando una delle colleghe, presente con me all’apertura del plico telematico, ha pronunciato Magris, confesso di essere rimasto frastornato. Ripeto, soltanto dopo le dodici, mentre mangiucchiavo uno scampolo di cornetto, ho letto le tracce. Letto e apprezzato, piacevolmente meravigliato. Per una serie di ragioni, che tenterò di esprimere.
Innanzitutto s’è rotto l’incantesimo, che da anni incatena l’analisi del testo a poeti o narratori diciamo “canonici”, fatta eccezione per l’anno in cui fu proposto un Levi non proprio conosciutissimo.
Evviva! È stato proposto uno scrittore vivente e per giunta con un argomento attuale e universale(il viaggio e le “frontiere”), che dava ai maturandi la possibilità non di ripetere wikipediamente i contenuti letterari studiati, di ricopiarli da una fisarmonica sciorinata di nascosto o da un qualsiasi schermo di un super cellulare megatecnologico di riserva, ma di esprimere criticamente le proprie osservazioni personali su aspetti del viaggio/frontiere ben circostanziati. Negli anni passati(Moratti/Gelmini)erano state proposte tracce letterarie banalotte e dal sapore mocciano, sulle quali la stampa e la rete avevano costruito la trappola illusoria del tototema.
Proprio l’informazione esce sconfitta da questa maturità e, insieme ad essa, il tam tam della rete.
Complimenti, perciò, al ministro Carrozza e ai suoi collaboratori! Ho molto apprezzato anche la scelta di affidare al candidato l’analisi degli aspetti formali del testo, senza le tipiche domandine, a volte idiote e astruse su questa o quella figura retorica o sull’uso di un avverbio anziché di un aggettivo e cose di questo genere. Anche il punto 3 dell’analisi sostanzialmente si appellava al candidato(le sue esperienze in merito di viaggio/frontiere), nel caso in cui non fosse stato in grado di fare riferimento alle opere di Magris o di altri autori del Novecento. Anche il saggio artistico-letterario(Individuo e società di massa), come la prima traccia, si distende tutto sulle capacità critiche dei ragazzi, chiamandoli a districarsi tra testi non sempre immediatamente fruibili, fra tutti quelli di Pasolini, dello straordinario Montale e dell’amato Canetti, di cui ho proposto un libro(La lingua salvata) ai miei primini.
Mi compiaccio anche del saggio storico-politico(Omicidi politici): il Ministero finalmente “ha scoperto” che nel Novecento non ci sono soltanto i conflitti mondiali, lo Sterminio e i Patti Lateranensi, ma anche gli omicidi eccellenti, che hanno giocato un ruolo decisivo nella vita degli Stati, delle famiglie e dei singoli.
Eccessivamente specialistici il tema di argomento storico(a scelta parlare di due dei paesi del BRICS)e il saggio tecnico-scientifico(La ricerca scommette sul cervello).
Vago, ma interessante il tema generale:evoluzione, cooperazione, coevoluzione. Corposo il saggio su Stato, mercato e democrazia, ma nutro qualche riserva: in quante e quali scuole vengono approfonditi gli argomenti economico-politici?
A titolo personale, se avessi dovuto scegliere la mia traccia, avrei optato per Magris, con il quale mi piace concludere il post: Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo.

