Il fromboliere entusiasta

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Ciclico

04 mercoledì lug 2012

Pubblicato da melchisedec in esami di stato

≈ 8 commenti

Non è un argomento affrontato frequentemente dagli amici di blog, forse perché si tratta di una questione delicata, nonostante come pratica sia ben radicata in Italia, ossia la raccomandazione, nello specimen a scuola. A nessuno, diciamolo con franchezza, va di rivelare in rete fatti che possono avere una rilevanza penale, oltre che morale.
Attenzione! Personalmente non ho intenzione di rivelare chissà che, ma mi preme sottolineare che quest’anno scolastico, o meglio l’approssimarsi del suo termine, è stato come non mai caratterizzato da una miriade di segnalazioni per questo o per quell’alunno o in difficoltà, quindi a rischio di perdita dell’anno scolastico, o per il quale, pur non essendo in tempesta, si chiedeva un intervento in termini di voto, di credito e di benevolenza durante gli esami di stato.
Le richieste di aiuto sono pervenute da più fronti, da figure che ricoprono una funzione pubblica, da colleghi e da vecchi amici, di data e del tutto relegati nel paleolitico del mio passato.
Tutti interi, pur conoscendo la mia rigidità, si sono armati di sfacciataggine e hanno palesato le loro richieste o senza mezzi termini o sfoderando la peggiore retorica comunicativa esistente tra gli esseri umani.
Ad un certo punto non ho più risposto al telefono, blindando anche il fisso.
Che poi, soprattutto in relazione agli esami di stato, c’è motivo di “raccomandare” i ragazzi?
Gli alunni sono già in partenza “raccomandati”.
Dal sistema(crediti) e dai membri, sia interni che esterni.
I primi solitamente intervengono a monte, proponendo nelle singole discipline voti fantasmagorici che fanno lievitare la media e il credito; continuano poi la loro opera di perorazione dei ragazzi durante gli esami. Con gli esterni non va meglio; spesso si rivelano più buoni degli interni e si attengono capillarmente alle indicazioni della scuola dove sono stati nominati.
Anche gli scritti non danno particolari problemi: il membro di latino e greco qualche aiuto lo fornisce sempre, per non parlare dei membri di matematica.
Anzi, spesso gli esterni, in particolare i presidenti, aiutano i ragazzi perché non vogliono avere grane.
E ricorsi.
Ieri sentivo parlare dei colleghi impegnati negli esami, si chiedevano come andasse la situazione nelle loro rispettive commissioni.
Commissioni serene e tranquille, presidenti paciosi, calma piatta, qualche critica ai membri camurrusi(cioè coscienziosi).
Ora si attende la fine dell’esame di stato.
E un altro anno ciclicamente si continuerà.

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Sulle tracce d’italiano(2012)

20 mercoledì giu 2012

Pubblicato da melchisedec in esami di stato, maturità

≈ 12 commenti


Com’è mia abitudine annuale, qualche riflessione sulle tracce dell’esame di stato.

Analisi del testo
Nessuno si aspettava Montale prosatore, quindi ottima scelta strategica da parte del Ministero, anche per stanare ogni tentativo da parte degli studenti di plagiare commenti e analisi circolanti in rete o in cartaceo.
Nulla da dire sul brano anche dal punto di vista della scelta del tema, il tempo come vuoto ontologico dell’essere umano contro cui si sperimentano multiformi tecniche di sopravvivenza, sociale e individuale, al solo scopo di non guardare in faccia la realtà.
Pessime le prime tre domande formulate dagli esperti: l’alunno doveva limitarsi a leggere, comprendere e scovare nel brano la risposta giusta.
Assente l’orizzonte letterario, se non nella domanda sull’ironia.
Magari un cenno a Leopardi poteva essere suggerito, o no?

Saggio artistico-letterario
Un tema, il labirinto, accattivante e abbagliante, ma ingestibile sotto il profilo della cucitura. Autori(meravigliosi) accozzati l’uno accanto all’altro, ma senza un criterio storico-letterario, né estetico. Il criterio si restringe al campo delle conoscenze di chi ha elaborato la traccia. Ciò capita a tutti noi, quando strutturiamo i saggi letterari per i ragazzi. Sarebbe meglio scegliere un tema e suggerire agli allievi dove pescare nel mare della tradizione letteraria.

Saggio socio-economico
Quanti numeri! Quante statistiche! Orripilante.

Saggio storico-politico
Buon tema, ma si pone lo stesso dilemma del saggio artistico-letterario. Tommaso D’Aquino con De Rita? Ma dai!

Saggio ambito tecnico-scientifico
Già sentito.

Tema di ordine storico
Già sentito.

Tema di ordine generale
Da qualche anno vengono formulate delle belle proposte: «Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita» (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931).
Su questo tema ci sarebbe stato tanto da scrivere, esprimere e argomentare.
Avrei scelto proprio questa traccia.

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31 martedì mag 2011

Pubblicato da melchisedec in esami di stato, miscellanea

≈ 9 commenti

Sono curioso di chiedere al MIUR che c'azzeccano i dirigenti delle scuole elementari e medie nominati presidenti nelle commissioni degli esami di stato nelle scuole di II grado.
Non hanno neanche la minima idea di cosa debbano fare: di solito si presentano in commissione con una lista di raccomandati.
Ecco quello che sanno fare.

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Più promossi, stessi diplomati

10 martedì ago 2010

Pubblicato da melchisedec in cronache extra-scolastiche, eresie interpretative, esami di stato, interpretare, italia de profundis, miscellanea

≈ 14 commenti

 add
A me spiace fare la parte del diavolo; so di attirarmi l’ira funesta dei colleghi e dei dirigenti, ma provo a interpretare ciò che viene detto tra le righe nell’articolo pubblicato su
La Repubblica.
Auspico che il post venga letto dalle Alte Sfere.
 

Risultato statistico

La linea del rigore, in merito alla valutazione degli studenti italiani, è smentita dai dati diffusi dal Ministero stesso.

Nella fattispecie:
 

A) Come mai il numero dei bocciati, nelle classi dalla prima alla quarta, è sceso?
 
B)  Perché, nonostante il pugno di ferro, la percentuale dei diplomati del 2010 è quasi la medesima dello scorso anno con un abnorme aumento dei cento con lode, soprattutto al Sud?
 
Risposte secondo realtà effettuale(interpretata)
 

A
 

-Lo spauracchio di perdere le classi per una serie di fattori concomitanti: la saturazione a 18 h. di tutte le cattedre, a volte fino a 20 h, il riordino dei licei, il tetto degli alunni per classe.

 
-Le pressioni di varia natura provenienti dai Dirigenti Scolastici, pronti a mettere alla gogna gli insegnanti rigorosi attraverso una congerie di attacchi, che spaziano dal mobing ben mimetizzato alla stigmatizzazione privata e pubblica.
In estrema sintesi più bocciati meno prestigio del liceo.
 
-L’arma del voto di consiglio(Decreti Delegati): Pierino presenta 3 insufficienze gravi, ma il Consiglio SOVRANO ritiene che il pargoletto possa frequentare ugualmente la classe successiva, poiché abile, che ne so, nell’attività calcistica.
 
-La questione morale: raccomandazioni a vario livello, disaffezione, demotivazione, mammismo, garantismo…
 

B

 
-La struttura stessa del sistema dei crediti; un alunno giunge agli esami con un certo punteggio, accumulato nel corso del triennio,  che concorre al voto finale.
Quindi, se Bartolomeo fa un esame schifoso, ma ha il massimo del credito, state certi che almeno 98 se lo becca, se non 100.
Da qui le liti tra Commissari interni ed esterni.
SI TORNI ALLA COMMISSIONE ESTERNA O, SE COSTA TROPPO, SI PROCEDA CON UN SORTEGGIO PER L'ASSEGNAZIONE DEL MATURANDO ALLA COMMISSIONE! ALMENO PER GLI ORALI!
 
-L’arma del voto di consiglio: sebbene la legge preveda che l’allievo, in ciascuna disciplina, abbia sei ai fini dell’ammissione, nel caso presenti 4 anche in due discipline, c’è sempre un Samaritano o una Samaritana che propone all’assemblea il diritto dei voti alla metamorfosi: da 4 a 6.
A tal proposito potrei scrivere un trattato sulle argomentazioni che vengono addotte a sostegno dell’ammissione.
 
-E poi la solita questione morale…, anzi etica.

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Una topica

08 giovedì lug 2010

Pubblicato da melchisedec in esami di stato, interpretare, iperbole, miscellanea

≈ 9 commenti

uaar8Davvero feconda l’esperienza degli esami di stato di quest’anno, meticcia per spunti di riflessione e complessivamente positiva.
 
Nell’arco di quindici giorni ho scialato non soltanto correggendo e interrogando, ma anche analizzando alcuni comportamenti, atteggiamenti, espressioni linguistiche e modi di dire comuni a tutti i componenti della commissione, o quasi.
 
Iniziamo dalla fase liberatoria dell’esame con l’idiotissima domanda rivolta al candidato:
“Cosa vorresti fare dopo la licenza liceale”? o “Cosa farai da grande”?
La risposta più frequente è “medicina”; molto spesso, però, a turno, uno dei commissari aggiunge che è necessario scegliere una facoltà che dia sbocchi professionali e scoraggia, con tono denigratorio, l’eventualità che il ragazzo possa indirizzarsi verso una facoltà destinata all’insegnamento.
Segue, di solito, un’imbecille risatina corale.
Una vera e propria topica della delegittimazione della figura dell’insegnante.
 
Durante il colloquio sembra assistere, poi, a delle confessioni religiose.Confessione donna (stampa Ottocento)
Dove sono finiti i vecchi professori che rintronavano, già soltanto pronunciando la prima sillaba, gli allievi?
Non si ha più coraggio. Il coraggio di interrogare.
L’aula della commissione si trasforma, invece, per incanto in un confessionale, dove il commissario indossa la stola e timorosamente e con voce sommessa rivolge la domanda all’interlocutore, temendo che questi non sappia rispondere.
Non si riesce a discernere chi sia il peccatore e l’assolutore.
La mimica facciale, lo sguardo e i gesti del commissario sono assimilabili a quelli di chi sta per commettere un’infrazione o sta per reclamare qualcosa che non gli spetta per diritto, ma per concessione e grazia.
Immediatamente il candidato, decifrando il senso, nel caso in cui non sappia rispondere, si appropria della sintassi del professore per telegrafargli il disagio del vuoto.
Il candidato non sa nulla della dialettica servo-padrone o della prova di Anselmo contestata da Kant?
Non importa.
Ti siano rimessi i peccati o perdonami per la richiesta!
Glissare e procedere oltre.
 
Operare in una scuola diversa dalla propria costituisce, infine, una possibilità di confronto e sfata i luoghi comuni su quale sia la peggiore o la migliore.
Gli asini sono ovunque, così come le eccellenze.
E mi riferisco ad alunni e colleghi.
Ho ascoltato sciocche ragliate, così come parole consapevoli e ponderate, rimarcando l’errore, ma senza stigmatizzare la persona-alunno, e lodando i candidati per la correttezza e la precisione delle risposte fornite.
 
Non sono mancati gli attriti fra commissari esterni ed interni, ma splendidamente oleati dalla presidentessa, una donna sulla soglia della pensione.
Una gran signora, devo ammettere.

(Il fumetto è stato tratto da qui )

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