Non è un argomento affrontato frequentemente dagli amici di blog, forse perché si tratta di una questione delicata, nonostante come pratica sia ben radicata in Italia, ossia la raccomandazione, nello specimen a scuola. A nessuno, diciamolo con franchezza, va di rivelare in rete fatti che possono avere una rilevanza penale, oltre che morale.
Attenzione! Personalmente non ho intenzione di rivelare chissà che, ma mi preme sottolineare che quest’anno scolastico, o meglio l’approssimarsi del suo termine, è stato come non mai caratterizzato da una miriade di segnalazioni per questo o per quell’alunno o in difficoltà, quindi a rischio di perdita dell’anno scolastico, o per il quale, pur non essendo in tempesta, si chiedeva un intervento in termini di voto, di credito e di benevolenza durante gli esami di stato.
Le richieste di aiuto sono pervenute da più fronti, da figure che ricoprono una funzione pubblica, da colleghi e da vecchi amici, di data e del tutto relegati nel paleolitico del mio passato.
Tutti interi, pur conoscendo la mia rigidità, si sono armati di sfacciataggine e hanno palesato le loro richieste o senza mezzi termini o sfoderando la peggiore retorica comunicativa esistente tra gli esseri umani.
Ad un certo punto non ho più risposto al telefono, blindando anche il fisso.
Che poi, soprattutto in relazione agli esami di stato, c’è motivo di “raccomandare” i ragazzi?
Gli alunni sono già in partenza “raccomandati”.
Dal sistema(crediti) e dai membri, sia interni che esterni.
I primi solitamente intervengono a monte, proponendo nelle singole discipline voti fantasmagorici che fanno lievitare la media e il credito; continuano poi la loro opera di perorazione dei ragazzi durante gli esami. Con gli esterni non va meglio; spesso si rivelano più buoni degli interni e si attengono capillarmente alle indicazioni della scuola dove sono stati nominati.
Anche gli scritti non danno particolari problemi: il membro di latino e greco qualche aiuto lo fornisce sempre, per non parlare dei membri di matematica.
Anzi, spesso gli esterni, in particolare i presidenti, aiutano i ragazzi perché non vogliono avere grane.
E ricorsi.
Ieri sentivo parlare dei colleghi impegnati negli esami, si chiedevano come andasse la situazione nelle loro rispettive commissioni.
Commissioni serene e tranquille, presidenti paciosi, calma piatta, qualche critica ai membri camurrusi(cioè coscienziosi).
Ora si attende la fine dell’esame di stato.
E un altro anno ciclicamente si continuerà.
Ciclico
04 mercoledì lug 2012
Pubblicato in esami di stato

Davvero feconda l’esperienza degli esami di stato di quest’anno, meticcia per spunti di riflessione e complessivamente positiva.