Com’è mia abitudine annuale, qualche riflessione sulle tracce dell’esame di stato.
Analisi del testo
Nessuno si aspettava Montale prosatore, quindi ottima scelta strategica da parte del Ministero, anche per stanare ogni tentativo da parte degli studenti di plagiare commenti e analisi circolanti in rete o in cartaceo.
Nulla da dire sul brano anche dal punto di vista della scelta del tema, il tempo come vuoto ontologico dell’essere umano contro cui si sperimentano multiformi tecniche di sopravvivenza, sociale e individuale, al solo scopo di non guardare in faccia la realtà.
Pessime le prime tre domande formulate dagli esperti: l’alunno doveva limitarsi a leggere, comprendere e scovare nel brano la risposta giusta.
Assente l’orizzonte letterario, se non nella domanda sull’ironia.
Magari un cenno a Leopardi poteva essere suggerito, o no?
Saggio artistico-letterario
Un tema, il labirinto, accattivante e abbagliante, ma ingestibile sotto il profilo della cucitura. Autori(meravigliosi) accozzati l’uno accanto all’altro, ma senza un criterio storico-letterario, né estetico. Il criterio si restringe al campo delle conoscenze di chi ha elaborato la traccia. Ciò capita a tutti noi, quando strutturiamo i saggi letterari per i ragazzi. Sarebbe meglio scegliere un tema e suggerire agli allievi dove pescare nel mare della tradizione letteraria.
Saggio socio-economico
Quanti numeri! Quante statistiche! Orripilante.
Saggio storico-politico
Buon tema, ma si pone lo stesso dilemma del saggio artistico-letterario. Tommaso D’Aquino con De Rita? Ma dai!
Saggio ambito tecnico-scientifico
Già sentito.
Tema di ordine storico
Già sentito.
Tema di ordine generale
Da qualche anno vengono formulate delle belle proposte: «Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita» (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931).
Su questo tema ci sarebbe stato tanto da scrivere, esprimere e argomentare.
Avrei scelto proprio questa traccia.


