Senza che ci sia una particolare ricorrenza, ho ricevuto in regalo l’ultimo cd di Renato Zero, Amo Capitolo 1; sinceramente, prima del dono, neanche ero a conoscenza che il cantautore avesse pubblicato un nuovo disco, ma qualche nota, l’altra mattina, mi è arrivata alle orecchie anche grazie al commento che un dj ha posto a chiosa di un brano trasmesso e da me mai ascoltato prima di allora, Angelina(ho poi scoperto). Il dj(ometto il nome del network, perché non merita neanche un filo di pubblicità)con tono platealmente canzonatorio ha dichiarato tutto il suo stupore per il fatto che Renato Zero abbia scritto una canzone, dedicandogliela, alla sua portinaia, appunto Angelina. Il dj non ha criticato la fattura del testo, né tanto meno la qualità della musica o dell’arrangiamento. No, proprio no. Il tono del commento era palese:disgusto classista per la portinaia misto a stupore per la scelta di Zero. Tutto ciò l’ho ricostruito a posteriori, quando ho ascoltato la canzone che, a dire il vero, non mi piace granché; da qui però a provare disgusto o stupore ne passa. Angelina è una canzone che vorrebbe far vibrare le corde del cuore e si inquadra in quel filone patetico-lacrimoso, che occupa una parte considerevole nella produzione di Zero. Non la migliore, a mio parere, del cantautore. Ma il giudizio classista proprio non lo tollero. In ogni caso, ascoltato tutto il cd, non posso esprimere un giudizio interamente positivo. Ultimamente, come tanti altri suoi colleghi, Zero si atteggia più a padre predicatore che a cantante: questo voler dispensare a tutti i costi saggi consigli sulla vita o somministrare pillole di filosofia spicciola in musica mi ha stancato. L’unica canzone di rilievo del cd Amo è, per miei gusti, “Un’apertura d’ali“: ottimo arrangiamento, pur con metafore già sentite, che riecheggiano immagini ben note di Carducci e Montale. Per tacere di altri.
Zero, Amo 1
18 lunedì mar 2013
Pubblicato in miscellanea, radio, varia
Stamani, come succede quasi giornalmente, mentre mi recavo al lavoro(sotto una sferzante e pericolosa grandinata), ho ascoltato la rassegna stampa di radiotre; tra gli articoli proposti mi è parso degno di considerazione quello di Massimo Gramellini, 
