Un sabato tranquillo. Di silenzio a scuola. Sebbene siano state autorizzate soltanto due classi a partecipare al rito di beatificazione di don Pino Puglisi, tuttavia le aule erano per lo più deserte. Alcune erano addirittura vuote. Non ho chiaramente dati certi per stabilire se i ragazzi si siano recati al Foro Italico o abbiano approfittato dell’occasione di festa per prendersi una vacanza. Una sezione in particolare, dove insegna un collega di religione che fa abbastanza presa sui ragazzi, ha partecipato quasi in massa. È anche vero che molti hanno rinunciato a spostarsi a causa di inevitabili problemi di traffico, giacché alcune strade sono state chiuse. Il silenzio di questo sabato è stato rotto soltanto dagli elicotteri in volo sul cielo di Palermo e dal suono della campanella del cambio d’ora. Un po’ più di vita s’è sentita a ricreazione, ma poi è ripiombato il silenzio. Le mie due ore in classe sono trascorse in un baleno; i ragazzi credevano che avrei interrogato, ma ho optato per la spiegazione di un canto di Dante, che solitamente ha la capacità di azzerare la stessa nozione di tempo per la ricchezza delle implicazioni contenutistiche, formali e “cinematografiche” dell’espressione poetica. All’uscita temevo che lo snodo stradale, che sono costretto ad attraversare, fosse intasato, invece il traffico era abbastanza snello, nonostante la presenza di molti pullman stracolmi di pellegrini.
Sabato di fine maggio
25 sabato mag 2013
Pubblicato in cronache extra-scolastiche, religio, religione civile


Stamani, come succede quasi giornalmente, mentre mi recavo al lavoro(sotto una sferzante e pericolosa grandinata), ho ascoltato la rassegna stampa di radiotre; tra gli articoli proposti mi è parso degno di considerazione quello di Massimo Gramellini,