LE CIARAMELLE

 
Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
 
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne’ suoi tuguri
tutta la buona povera gente.
 
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
 
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.
 
Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
 
suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.
 
O ciaramelle degli anni primi,
d’avanti il giorno, d’avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;
 
che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s’accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.
 (G.Pascoli, Le ciaramelle)
 
Un concerto di luci. Lumi, stelle, lucerne. Concerto di suoni, antichi come la voce universale dell’uomo, che non ode il proprio pianto, sospeso com’è nella magia delle ciaramelle, venute dai monti oscuri… senza dir niente. E forse è  niente il pianger nostro, incapace di scorgere le pene vere. Spesso si ha il pianto facile a causa delle cipolle della nostra vita. Magari non siamo stati cauti nello sfogliarle. Il “nostro breve mistero” è pure questo: “lagrime buone”, la cui sorgente non è il dolore, ma l’esserci. Presenti a noi stessi, capaci di fissare nel silenzio ciò che di quel mistero è trapelato.  Dura un attimo, perchè le campane sono pronte a gridare la loro gioia, dura un attimo la sensazione di essere figli di quel mistero. <Quel> non può dimostrare nulla, per la disperazione di grammatici e filosofi. In questo momento quel ruba una scintilla a tutto ciò che è indefinito e indefinibile. Ci si augura la serenità per sentire ogni attimo la magia antica delle ciaramelleOgnuno ne riconosce il suono. A proprio modo. 
Auguri. Melchisedec

30 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ciccioprof
    Dic 23, 2005 @ 17:43:00

    come stai?
    penso che da quest’anno io non ho vacanze di natale, ma ancora non mi pento di essere all’irre.
    ti auguro un sereno natale.
    parti? io a casa.

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  2. marzia
    Dic 23, 2005 @ 17:58:00

    Ignoravo questa lirica pascoliana, Mel.
    Ci si sofferma sì , anche in lacrime, dinnanzi al mistero..come ci si sofferma pensosi dinnanzi a considerazioni come le tue.
    Hanno un suono, le tue parole, che si fa campana e ciaramella, quasi per incanto.E ci trasporta. Noi cittaidni del villaggio globale. Là in quel mondo rurale , antico..
    Quanto potere hanno le parole..

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  3. pitagox2
    Dic 23, 2005 @ 18:11:00

    ….caspita è ancora attuale! Quanti ricordi Mel

    Giulia

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  4. melchisedec
    Dic 23, 2005 @ 18:16:00

    Ciccio, serenità, nonostante i “però” piagnucoloni della nostra natura umana e della vita. Non parto, VOGLIO STARE A CASA tra i miei affetti. Meglio in altri momenti, più inaspettati e meno scontati.
    Marzia, le parole sono vita.
    🙂

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  5. Raymond
    Dic 23, 2005 @ 19:36:00

    e pensare che questa la conoscevo … ma nessuno me l’aveva mai spiegata così bene …
    […ognuno ne riconosce il suono. A proprio modo…] ora che ho le idee piu chiare le trasferisco ai caleidoscopi di “My Life in the Bush of Ghost” o di di “Remain in Light” … accorpando la frenesia metropolitana.
    Grazie Mel, i migliori Auguri 🙂

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  6. Fantedicuori67
    Dic 23, 2005 @ 19:41:00

    Buoni perchè almeno a Natale, e non pretendiamo troppo di più, possiamo essere buoni. Stonati…eheh perchè io sono stonato come pochi nel canto…^_^
    Tanti auguri!!

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  7. scrittore1815
    Dic 23, 2005 @ 20:46:00

    in questa poesia, il Pascoli assurge, finalmente, la grandezza di un Guccini ottocentesco…
    auguri anche a te
    F

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  8. Cinnamomum
    Dic 23, 2005 @ 21:22:00

    Ho capitooooo, grazie a Maria ho capitooooo! Benissimo! Bacioni, Vera

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  9. gipsyqueen
    Dic 23, 2005 @ 21:25:00

    BUON NATALE!
    gipsy

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  10. mariaprivi
    Dic 24, 2005 @ 14:17:00


    Il mio alberello di auguri per te e per i tuoi ospiti
    Maria

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  11. alidada
    Dic 24, 2005 @ 16:56:00

    E’ vero.. ognuno ne riconosce il suono..a proprio modo.
    Auguri di cuore a te e alla tua famiglia 🙂

    Alidada

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  12. Hyeronimus
    Dic 24, 2005 @ 19:09:00

    Ti ringrazio di aver postato questa struggente poesia di Giovanni Pascoli, per sempre legata ai miei ricordi perchè in V elementare la recitai nell’aula magna delle scuola alla presenza del Provveditore e di tutte le classi al completo, tremando per l’emozione eppure fiero di essere stato il prescelto.

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    Rispondi

  13. marzia
    Dic 24, 2005 @ 21:42:00

    Natale.
    Guardo il presepe scolpito,
    dove sono i pastori appena giunti
    alla povera stalla di Betlemme.
    Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
    salutano il potente Re del mondo.
    Pace nella finzione e nel silenzio delle figure di legno: ecco i vecchi del villaggio e la stella che risplende,
    e l’asinello di colore azzurro.
    Pace nel cuore di Cristo in eterno;
    ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
    Anche con Cristo e sono venti secoli
    il fratello si scaglia sul fratello.
    Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
    che morirà poi in croce fra due ladri?
    Salvatore Quasimodo

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    Rispondi

  14. timeline
    Dic 24, 2005 @ 23:43:00

    che stupenda poesia trovo qui stanotte…ricordo ancora il quaderno su cui la scrissi ancora bambina.
    grazie, Mel e buoni giorni di luce e colore
    un abbraccio
    Blue

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  15. mariaprivi
    Dic 25, 2005 @ 11:17:00

    Quanti strani meccanismi mettono in moto le feste.
    Mi accorgo che rischiamo di essere o troppo semplici o mancanti di semplicità.
    Troppo semplici, ovvero superficiali: la festa è bagarre di doni, di cibo, di convivialità “recitata”.
    Poco semplici, ovvero snob. Feste in cui non crediamo o che, almeno, non siamo più capaci di sentire. Infastiditi dall’intorno che troviamo volgare, privo di gusto, di misura.
    Strani esseri gli umani. Animali sociali e culturali, incapaci di far tesoro dell’sperienza e di tramutarla in dono per sè e per gli altri.
    Eppure. Eppure, qualcosa ci unisce. Un senso che non so dire e che riesce -quando recuperiamo semplicità nella nostra complessità- a farci superare barriere.
    Così, vi voglio regalare sorriso, un sorriso di complice affetto, malgrado e comunque. Malgrado e comunque e per questo più autentico e prezioso.
    Un sorriso, da me.
    Maria

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    Rispondi

  16. melchisedec
    Dic 26, 2005 @ 08:34:00

    Grazie, Maria! Dolce e tenera la tua riflessione. “Incapaci di far tesoro dell’esperienza e di tramutarla in dono per sè e per gli altri”: è il problema fondamentale degli esseri umani. Siamo intorpiditi, da cosa, oggi, non saprei rispondere.
    🙂

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    Rispondi

  17. alidada
    Dic 26, 2005 @ 10:44:00

    quando sapremo far tesoro dell’esperienza e sapremo tramutarla in dono per sè e per gli altri allora saremo Saggi. E’ l’età che ci porta a questo e se non siamo stolti prima o poi ci arriveremo tutti. Strana legge del destino quella che ti porta alla saggezza mano a mano che hai sempre più da guardarti dietro alle spalle, a ciò che hai vissuto.
    Un abbraccio tutto per te mio caro Mel e buon Santo Stefano.
    Alidada

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  18. cheekygirl
    Dic 26, 2005 @ 12:08:00

    Solo ora ho letto un po’ di cose che avevo lasciato da parte… ho trovato un tuo commento e gli auguri… Grazie mille! Anche se in ritardo ricambio di cuore, oggi mi sento proprio serena…
    Tornerò dedicandoti molto più tempo. Tornerò forte come ora, tornerò e leggerò di te. Intanto ancora grazie, per leggere me.. 🙂

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    Rispondi

  19. mariaprivi
    Dic 26, 2005 @ 12:50:00

    Guardarti dietro alle spalle, a ciò che hai vissuto.

    C’è un senso di malinconia in queste parole e come un velo di rimpianto.
    Ogni stagione di vita ha il suo guardare avanti, la vita vissuta non sta dietro di noi, sta dentro di noi.
    Forse è questo i senso buono della permanenza: guardare, pensare avanti, vivere ogni giorno con pienezza di giorni passati e di giorni a venire.
    Un po’ d’innocenza, un po’ di coraggio, il nostro essere complessi che diventa semplicità e leggerezza.
    Ogni tanto qualcuno mi dice che sono saggia ed a me vien da sorridere, saggia non mi sento, casomai un po’ folle con piacere di emozioni e persino di passione.

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    Rispondi

  20. ciccioprof
    Dic 26, 2005 @ 13:49:00

    come è andato il natale?
    a me bene. stamattina ho scritto un post sul dopo natale.
    sono pure dimagrito!!!

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  21. gohome
    Dic 26, 2005 @ 18:13:00

    Buona serata Mel
    gohome

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    Rispondi

  22. melchisedec
    Dic 26, 2005 @ 21:43:00

    Il Natale è passato bene, pranzo regolare, per me, abbuffarsi non è nel mio stile, Ciccio.
    Maria, sono gli altri che leggono in te saggezza, il “mittente” della saggezza non se ne rende mai conto. Di esserlo.
    Saggia “sposa” uroborica!
    🙂

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    Rispondi

  23. mariaprivi
    Dic 26, 2005 @ 22:14:00

    Tu non sei obiettivo, Melchis.
    Siamo ancora in viaggio di nozze.

    Un abbraccio, forte.

    A Natale ho fatto il pieno di caponata, cucinata dalla mia mamma, perfetta.
    Nessuna abbuffata.

    Prepara un post sulle Metamorfosi. Io ho pronte le immagini. Qui solo un anticipo.

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    Rispondi

  24. alidada
    Dic 26, 2005 @ 22:27:00

    hai visto Mel?.. Cambia e ricambia i “vestitini” (come la mia amica Mara chiama i miei template) mi sono vestita tale e quale a te :-).. ma il nome è rosso come sempre e poi io curo gli accessori che sono come la mia borsetta in cui ripongo le mie cose 😉
    Anche questo vestito non durerà molto..sono molto volubile sotto questo punto di vista.
    Un abbraccio grande e buonanotte,
    Alid

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  25. nasrudin
    Dic 26, 2005 @ 23:40:00

    sono contento che tu abbia passato un buon Natale. anch’io non ho di che lamentarmi..
    e ritorna alla mente passando di qui il presepe..oggi ho visto un’opera magnifica, curata in ogni dettaglio.. il signore che ha fatto questo presepe lo guardava come se fosse un figlio.. gli brillavano gli occhi quando ti soffermavi su un particolare e ne elogiavi la fattura..
    lui ne era il papà-bambino-creatore..
    questa è un altra persona che non avrei mai e poi mai immaginato che facesse il presepe..e mi ha riservato davvero una bella sorpresa mostrandomelo..
    un saluto
    Nasrudin

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    Rispondi

  26. timeline
    Dic 27, 2005 @ 08:55:00

    Buongiorno!
    spero tu abbia passato giornate serene.
    qui è un tripudio di neve 🙂
    tanta tanta neve!
    ne approfitterò per una bella camminata silenziosa.
    un abbraccio
    Blue

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    Rispondi

  27. ciccioprof
    Dic 27, 2005 @ 10:31:00

    aspettiamo un tuo nuovo post. la musica delle ciaramelle ormai è nota.
    un saluto

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    Rispondi

  28. mariaprivi
    Dic 27, 2005 @ 16:53:00

    Ciccio, forse arriverà un post a 4 mani.

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    Rispondi

  29. Ornella Antoniutti
    Set 10, 2015 @ 08:32:04

    Siceramente non so dire se ci sia più poesia in Pascoli o nel tuo commento. Giovannino, poeta delle piccole cose e anche dei piccoli (quante rime imparate a memoria alle scuole elementari). Ma a rileggere da “grandi” si scoprono più vasti scenari.

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  30. melchisedec
    Set 10, 2015 @ 13:48:10

    @Ornella, mi fai arrossire. Da grandi si scoprono molte cose, ma mi piace trasmettere agli alunni l’ingenuità leggera di alcuni nostri classici e suscitare in loro reazioni emotive e intellettive, metterli di fronte al testo “nudo”; per il resto ci sarà tempo nella vita. Le interpretazioni cervellotiche e forzate non funzionano, se non per pochi adepti ideologizzati. 😀

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