BREAK DANCE

marco Posto l’articolo di un alunno di primo anno, arrivato in classe circa 25 giorni dopo l’inizio delle lezioni. Credevo che avrebbe incontrato serie difficoltà a mettersi al passo. Illuso io! Marco ha recuperato senza nessun problema. Sensibile, intelligente, EDUCATO, attento anche ai respiri del burbero prof. di lettere, e non solo. Mi è rimasto impresso l’elegante candore con cui mi ha chiesto di leggere il suo articolo, perchè eventualmente fosse pubblicato sul giornale del liceo. Ho dato il mio nulla osta. Articolo semplice, scritto col cuore di chi crede in ciò che fa. A me la break dance non interessa, ma un adolescente "impegnato" in qualcosa di costruttivo non è opportunità da lasciarsi scappare! Tutto il mio plauso!

Spesso molti di voi si sono chiesti: “Che cosa è la Break Dance?” “E l’ hip hop?”
E molto probabilmente avete visto, soprattutto il sabato, passando per Piazza Politeama, ragazzi, dai 13 ai 24 anni, che si esibiscono al centro di un “cerchio umano”, ovvero un cerchio formato da ragazzi e persone (passanti spettatori) con salti mortali, capriole, giravolte e tante “mosse” acrobatiche a contatto col suolo, accompagnati da musica “attraente”. Essi sono chiamati Breakers, oppure B-boys (maschi) e Fly girls (femmine), ovvero ballerini di Break Dance.
La Break Dance è anche chiamata Breaking o B-boying per evidenziare l’ arte di ballare questa danza così sfrenata.
Il Breaking è una delle quattro arti dell’ HIP HOP. Esso si divide in quattro rami (arti) e sono: Mcing (l’ arte di fare rap con i suoi aspiranti Mc, che significa “master of ceremony”; essi ,utilizzando delle rime, raccontano la vita di tutti i giorni sulla base musicale del dj), Djing (l’ arte di creare musica hip hop con l’ ausilio di giradischi e mixer, con i suoi aspiranti Beatbox, futuri Dj, che tra amici Mc, senza strumenti tecnici, amano fornire il beat con “pernacchie” ecc.), Writing (l’ arte di dipingere tag o murales, con pennarelli, vernici o bombolette spray colorate, i suoi aspiranti si chiamano Writer) e infine il Breaking.
L’ hip hop, così anche la Break Dance, nascono entrambi nel nord America orientale (New York, Bronx, Detroit ecc.), ma oggi diffusi in tutto il mondo. Questi si dividono in due generazioni: la prima che va dal 1978 al 1984 chiamata Old School e la seconda che va dal 1984 fino ai giorni nostri chiamata New School. Dopo la prima generazione la Break Dance divenne un po’ monotona, ma grazie all’ “America” si iniziarono a introdurre nuove “mosse” tra cui il WINDMILL preso dalle arti marziali cinesi, lo SWIPE dalla capoeira, il FLARE dalla ginnastica artistica, l’ AIRFLARE, l’ HEADSPIN (giri con la testa) chiamate POWERMOVES, le VERT ecc. e perciò divenne tutt’ altro che monotona: una miscela di stili!
L’ hip hop è considerato un fenomeno culurale ma per gli hiphopper (aspiranti del fenomeno in generale) più che fenomeno culturale è una vera e propria vita che li rende più sicuri…
Le caratteristiche principali sono: il modo di vestirsi (vestiti larghi, colorati e che si rifanno ai vestiti Americani), il linguaggio tipico dell’ hip hop e uno, massimo due, piercing…
Nel glossario dell’ hip hop tra le parole più comuni troviamo:
CREW (gruppi/squadre), CONTEST (gara/sfida tra crew), JAM (raduno fra hiphopper con musica rap e contest fra le varie arti), KING (capo/il migliore), TAG (firma del Writer), PEZZO (opera del Writer), BIBBIA (raccoglitore sul quale i Writer fanno degli schizzi per i pezzi), CROSSARE (scrivere sopra il pezzo di un altro Writer).
A questo punto se vi capiterà di incontrare ragazzi del genere, sicuramente, saprete riconoscerli. Ma ATTENZIONE NIENTE PREGIUDIZI, molti di loro sotto quei “vestiti” nascondono capacità LICEALII……!
Per qualsiasi altra informazione siete pregati di contattarCI…!