A compendio delle mie riflessioni, dopo un fine settimana tra le bellezze naturali dell’Etna e i ceri di Sant’Agata a Catania e…(il resto lo ometto), posto la poesia di cui MARIAPRIVI(tra i miei link) mi ha fatto dono in un commento; a me e a chi legge. In silenzio il mio grazie. La foto è di Francesco, mio caro amico, soprannominato "crapo"(=capro).  Essa ritrae un versante dell’Etna dalla prospettiva di Acireale.trecastagni

Ascoltare. Quanto ci viene dall’ascolto.
Ascoltare con gli occhi, leggere i racconti muti nei segni dei gesti, nell’alzarsi di un sopracciglio, nella piega di una bocca.
Ascoltarci mentre parliamo, come se fosse altro da noi a parlare.
Tacere, per dar spazio a chi fatica a raccontare a raccontarsi.
Tacere per ascoltare noi, la nostra voce che non vorremmo sentire, quando fa male.
Far silenzio, anche intorno. Quando serve, perché serve.
Theobserver dice bene, senza partecipazione emotiva, senza l’intelligenza emotiva, non c’è ascolto e non c’è silenzio(Maria Privi)

Noi
Per noi sopravvissuti
è un miracolo ogni giorno
se amiamo, noi amiamo duro
come se la persona amata
potesse scomparire da un momento all’altro
e noi pure.
Per noi sopravvissuti
il cielo o è molto bello
o è molto brutto, le sfumature sono proibite.
Con noi sopravvissuti
bisogna andare cauti
perchè un semplice sguardo storto
quello quotidiano
va ad aggiungersi ad altri tremendi
e ogni sofferenza
fa parte di un’ UNICA
che pulsa col nostro sangue.
Noi non siamo gente normale
noi siamo sopravvissuti
per gli altri
al posto di altri.
La vita che viviamo per ricordare
e ricordiamo per vivere non è solo nostra.
Lasciateci…
Noi non siamo soli.

Edith Bruck

Ha senso qui, ha senso con l’ascolto.