A compendio delle mie riflessioni, dopo un fine settimana tra le bellezze naturali dell’Etna e i ceri di Sant’Agata a Catania e…(il resto lo ometto), posto la poesia di cui MARIAPRIVI(tra i miei link) mi ha fatto dono in un commento; a me e a chi legge. In silenzio il mio grazie. La foto è di Francesco, mio caro amico, soprannominato "crapo"(=capro).  Essa ritrae un versante dell’Etna dalla prospettiva di Acireale.trecastagni

Ascoltare. Quanto ci viene dall’ascolto.
Ascoltare con gli occhi, leggere i racconti muti nei segni dei gesti, nell’alzarsi di un sopracciglio, nella piega di una bocca.
Ascoltarci mentre parliamo, come se fosse altro da noi a parlare.
Tacere, per dar spazio a chi fatica a raccontare a raccontarsi.
Tacere per ascoltare noi, la nostra voce che non vorremmo sentire, quando fa male.
Far silenzio, anche intorno. Quando serve, perché serve.
Theobserver dice bene, senza partecipazione emotiva, senza l’intelligenza emotiva, non c’è ascolto e non c’è silenzio(Maria Privi)

Noi
Per noi sopravvissuti
è un miracolo ogni giorno
se amiamo, noi amiamo duro
come se la persona amata
potesse scomparire da un momento all’altro
e noi pure.
Per noi sopravvissuti
il cielo o è molto bello
o è molto brutto, le sfumature sono proibite.
Con noi sopravvissuti
bisogna andare cauti
perchè un semplice sguardo storto
quello quotidiano
va ad aggiungersi ad altri tremendi
e ogni sofferenza
fa parte di un’ UNICA
che pulsa col nostro sangue.
Noi non siamo gente normale
noi siamo sopravvissuti
per gli altri
al posto di altri.
La vita che viviamo per ricordare
e ricordiamo per vivere non è solo nostra.
Lasciateci…
Noi non siamo soli.

Edith Bruck

Ha senso qui, ha senso con l’ascolto.

15 pensieri su “

  1. Il padrone di casa, ancora una volta, mi porta in front page.
    Ne sono contenta perché riporta le parole di Edith, scrittrice e poeta, sopravvissuta allo sterminio.
    Avete letto, spero con attenzione. Avete sentito, per forza di emozione.
    Ora immaginate chi ha scritto questa cosa. Edith è bionda, sì un’ebrea bionda e con occhi azzurri. Lei dice che è sopravvissuta ad altre, alle ventimila che erano con lei, forse perchè quei capelli biondi e quegli occhi azzurri avevano intenerito i carcerieri.
    Edith è bionda, capelli lunghi racchiusi in una coda morbida e severa. Il corpo appena appesantito. Si muove lenta, parla lento.
    Si sente fatica nel parlare, fatica di dolore, di dolore che non passa, che non s’acqueta.
    Riesce a sorridere, non ride.
    Ti guarda e senti insieme partecipazione e distanza.
    Racconta piano, lento. Risponde sempre, a tutto.
    Con forza mite. Con immane coraggio.
    L’ho ringraziata, l’ho baciata ed abbracciata.
    Ha sorriso.
    Lei non è come noi, lei è una sopravvissuta.
    è differente.
    Finita la conferenza, ci siamo ritrovati in pochi, alunni e docenti, con bisogno di stare insieme, ancora un poco, per conforto reciproco.
    Negli occhi dell’altro leggevamo il nostro sconforto, la nostra vergogna, la paura di essere uomini.

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  2. Resterà sempre un abisso tra chi è sopravvissuto e chi non lo ha mai sperimentato; e solo per questo dovremmo rendere testimonianza a chi ha subito la vergogna di come possono essere malvagi gli uomini, se scelgono di esserlo.

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  3. Un post che invita a riflettere profondamente sul significato del silenzio e della capacità di ascoltare.
    Ascoltare il linguaggio delle emozioni, imparare a sentire attraverso la pelle e le sfumature delle parole e dei silenzi è importante per crescere dentro e imparare a conoscersi.

    un abbraccio a te a uno a Maria, grazie per lo splendido regalo.

    Blue

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  4. E’ vero i sopravvissuti alle tragedie dell’umanità hanno l’amara missione di ricordare e di testimoniare il ricordo.
    Quando la mente va alle tragedie passate e a quelle che alcuni popoli stanno vivendo oggi mi viene da pensare che l’Uomo sia l’unico grande errore di Dio.
    Arthur

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  5. Si sente la persona che guarda nella fotografia, si può ascoltare il suo sentimento mentre guardava nell’obiettivo per cogliere un aspetto unico dell’immutabile.
    E, poi, ascolto i sensi delle parole che scorrono. harmonia

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