Con i crampi ai piedi

parto2

post tantum necking, post tantum petting,(obscurum) putid’uh!
caput; compiut’ah! (iterato, amore, turgore!) placenta; (delle parti del corpo!)
(distensibili! distensibile!); la pallida vedi; et nascitur! la celestiale
sala del parto; (anim’eh! distillatio); una rovina è (oh τέκνον!) il giorno!
sortitur; is (carnis); et sexum! Emerge la nera (oh! defecatio) testa!;
rosso la testa! grida!; ex uno homine; respira! oh! τέκνη! tota haec
(la violacea!) animarum; (la testa!) redundantia; redundans!
(…)
 
gli abbracciamenti, ricordi? Quel ventun giugno(in erezione!) in piazza
Chanoux, la sera; il Sandeman SC; (I nostri capelli!) semen illud!
                                                            [(G 5 numero 1)
numero 769173 A, corporale!; quell’obscoenasque quasque; la saliva!;
quel partes quasque! la saliva, il sudore; quel suis nominibus
pronuntiantes! i nostri crampi ai piedi!
(Edoardo Sanguineti, 1956-1959 il periodo cui risale la composizione della poesia.)
 
Sperimentazione linguistica tra recupero del classico e vortice freudiano, un controcanto a tutte le costruzioni del nostro io sull’amore, sulla coppia, sulla presunta felicità, sulla pate/maternità, ridotta ad atto intrusivo e defecativo.
Una prospettiva sconvolgente che non toglie nulla alla poesia della vita che nasce, espulsa da un utero o partorita da una delle menti più lucide del nostro secolo e di quello passato.
Ma non aggiungo altro. Buona lettura!
Mel
 
 
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23 pensieri su “Con i crampi ai piedi

  1. Molto sperimentale. A me ha fatto pensare a tante cose…a Marinetti e al futurismo e poi…a quella battuta di Woody Allen che dice: “Provo un intenso desiderio di tornare nell’utero. Di chiunque”! 😉

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  2. quando ho iniziato a leggere la poesia, pensando che fosse tua, mi son detto: “Mel avrà probabilmente incontrato lo stesso spacciatore di Gianfranco Fini..(se non la conosci questa storia è davvero comica: Fini ha detto di aver fumato una canna in tutta la sua vita e di essere rimasto sconvolto per 2 giorni!)” poi ho letto chi è il vero papà e ho capito.
    un saluto
    Nasrudin
    che è tornato a postare grazie all’aiuto di D.V.

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  3. @Marcello, Sanguineti è solo in parte tributario al Futurismo; gioca con la tradizione paroliberiera, ma aggiunge la spregiudicatezza dell’impoetico e la totale rinuncia ad ogni dialogo con la cultura borghese.

    @Nasrudin, sempre birichino, simpaticamente birichino!

    @Mad, anche il rutto è una forma di espulsione dal corpo e, come tutti gli atti di siffatto tipo, è liberatorio. Sta poi alle preferenze di ciascuno.

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  4. Ci sono dei pezzetti succosi, sulla lunga distanza penso che stanchi.
    Mi son vista un Brecht sperimentale in catalano. Un po’ scontatello. Danza, musica, canto e proiezioni. Non hanno avuto coraggio di stravolgere, anzi di volgere maggiormente. Testo recitato integro, andava tagliato. Interessante comunque.
    La Madonna del parto di Piero è quel che è. Brividi.

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  5. Faticoso, faticoso Sanguineti! Non si può fruire immediatamente, necessita un lungo “studium” analitico e “sudato”.
    E stanchi, tutti, compreso io, per misurarsi con la spiegazione di tutti i passaggi. Me lo riservo per un momento più lucido. 🙂

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  6. Mel, perdona, ma non riesco a seguire a quest’ora.
    torno quando avrò tutti i neuroni al posto giusto.
    L’ho letta e riletta, ma per ora capisco poco…

    La tela invece è sublime 🙂

    ti abbraccio
    Blue

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  7. un integrale doppio mi si aggrada di più! 🙂 ..però ho percepito vagamente che si parla dei momenti del parto.. che poi sono momenti che volutamente ho messo nel dimenticatoio ;-)..
    Buonanotte Mel.. dopo due antibiotici e un po’ di cortisone il virus è stato debellato.. sia mai che stia a casa a curarmi! .. la Moratti ha bisogno di me!

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  8. L’avanguardia non fa per me: indigesta!
    me ne sto in retroguardia col grosso dell’esercito;
    e anche il Piero mi lascia indifferente: nonostante sia successivo a Duccio,Giotto e Simone Martini, non mi procura le stesse emozioni…per non parlare di Van Eick, suo contemporaneo,con ben altro senso del colore e amore del paesaggio.
    Ma come dice il saggio: de gustibus non sputandum est ed io sparo a zero ma non ci sputo.
    Buona serata Mel e scusa lo sproloquio!

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  9. Sono divertito a leggere i commenti poco “carini” sulla poesia di sanguineti!
    Lui sarebbe felice, perchè lo scopo è anche quello di provocare il disgusto del lettore abituato a consumare subito l’esperienza estetica, che è invece fatica, sudore, saliva, parto, quasi come nella narratio del testo: un incontro, una “sc…ta”, una gravidanza, un parto. E poi? Solo un ricordo misto a consapevolezza. A posteriori. per la serie… ma chi ce lo avrebbe detto?

    @Dottor, quasi sempre scrive così!

    🙂 🙂 🙂

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  10. Ballata delle donne

    Perchè la donna no è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra
    è questa terra, che io fui seminato
    vita ho vissuto che dentro ho piantato
    qui cerco il caldo che il cuore si sente
    la lunga notte che divento niente:
    femmina penso, se penso l’umano
    la mia compagna, ti prendo per mano.

    E. Sanguineti

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