Vignettisti e integralisti

parmigianimo uomo con libro

Sul quotidiano “La Repubblica” (06-02-06) Umberto Galimberti scrive:
<< Gioca coi fanti e lascia stare i santi dice saggiamente un proverbio popolare. Nel sacro affondano, infatti, in modo pre-razionale, l’identità e l’appartenenza di un popolo. E proprio perché la matrice è pre-razionale non c’è argomento razionale che tenga. Per questo, come opportunamente ha scritto su Repubblica Piero Ottone, le religioni al massimo si discutono, ma non si dileggiano con vignette derisorie che, lungi dall’avvicinare i popoli e le culture, li provocano e li rendono ancora più nemici>>. (Umberto Galimberti)
Forse i laici, me compreso, dovremmo tornare a rileggere certe pagine di Platone, Vico, Hegel, solo per citarne alcuni. La laicità, figlia dell’Europa vignettista, non può arenarsi nelle sabbie mobili di quelle culture che, ancora oggi, professano un credo religioso, politico e civile di matrice pre-razionale. Sarebbe come fare guerra a se stessi, facendo arrestare quel processo di cosmopolitismo civile e umano per cui si è tanto lottato. L’essere umano è pluridimensionale… qualcuno ce lo ha anche detto nel XX secolo; i laici non possiamo permetterci di fare il brutto e il cattivo tempo secondo le nostre convenienze. Tanto spazio alla nostra sfera emotiva(mi pare appartenga alla sfera pre-razionale galimbertiana), ma relegazione in parentesi di una delle sue facce, quella sacrale.
È il caso di dirlo: autogol!
Che poi, nei paesi manovrati dai fondamentalisti, si strumentalizzino le vignette è altro discorso; invece non oso immaginare lo zio Ciccu arabo, ignorante ab imis fundamentis, che vede il proprio profeta alla berlina. Come vedere la zia Peppa in Sicilia, la cui cara Sant’Agata viene rappresentata come la lupa di verghiana memoria.
Proprio sulla sfera pre-razionale del popolo i gruppi politici estremisti costruiscono il loro potere e il nostro terrore. Ora con un aereo killer, ora con un kamikaze. E noi vi collaboriamo anche in base alla nostra presunta laicità, esacerbando il sentimento religioso popolare islamico.
Idem in Italia con il fondamentalismo clericale, che succhia linfa anche dalla radicata ignoranza sui temi evangelici da parte dei presunti cristiani.
(Nella foto UOMO CON LIBRO, Parmigianino, 1526 circa)
I commenti mi “esortano” ad altre riflessioni. Grazie per i contributi!
Non credo che noi occidentali siamo più razionali di qualche altro “popolo”; si può dire che si è privilegiato il logos come lente di indagine della realtà, un logos con minuscola, poichè è privo di ogni trascendentismo religioso fideistico, nonostante gli accorati appelli della chiesa temporalizzata, che rivendica la cristianità come nucleo della nostra civiltà. La religio nonchè la fede appartengono ad una sfera pre-razionale nel senso che non sono passibili di analisi scientifica e razionale e alcune civiltà, vuoi per convenienza vuoi per mancanza di emancipazione, sono ancorata su posizioni mitiche nel rapporto con gli altri esseri e con il loro dio. Tale ancoraggio non implica nessun giudizio negativo nei confronti di tali civiltà, poichè il progresso laico quanto l’attaccamento alla fede ,come finestra sul mondo e dal mondo, sono frutto di contingenza storica. Esso, però, implica il rispetto da parte di chi si arroga il diritto, gli occidentali, di essere er meglio che c’è sulla faccia della terra.
Pre-razionale nella nostra cultura? C’è tanto secondo me, a partire dal peso massiccio accordato a tutto ciò che esprime la sensibilità, anche egoistica dell”uomo europeo, un inno al narcisismo a 360 gradi: nella moda, nell’economia, nello styling delle automobili, nelle stanghe fotomodelle che sfilano sulle passerelle, nella cultura delle immagini in cui siamo immersi, nello sbattere in faccia la nostra intimità, i sentimenti, i pianti, i sorrisi. Non sono forse canali che di logos poco hanno? Non solleticano la soglia del pre-razionale, pizzicando la nostra emotività? Esacerbandone la fenomenologia? Un paradosso, insomma! E spesso saliamo in cattedra!
Quanto ai danesi destrorsi… che montano la panna nauseabonda dello scontro di civiltà, non c’è dubbio ci sia anche la volontà politica dei paesi “offesi” di cavalcare l’onda dell’opposizione al mondo occidentale. Lo zio Ciccu arabo, intanto, alimenta nella sua sfera pre-logica l’odio verso la cultura occidentale e diventa strumento nelle mani spregiudicate degli estremisti islamici.
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23 pensieri su “Vignettisti e integralisti

  1. So di essere impopolare, ma io penso che se quello dei vignettisti danesi è cattivo gusto, quella degli integralisti – pur comprensibilmente offesi – è follia. Non è questione di torto o ragione, si tratta di un comportamento sconveniente contro comportamenti criminali. Mi sento solidale con la Danimarca anche se è dalla parte del torto.

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  2. vedo che questa tematica mi insegue ovunque io vada. d’altronde essendo Nasrudin non potrei aspettarmi altro. Nasrudin è una figura atemporale presente in quasi tutti i Paesi islamici (e non solo). sai qual’è la sua via? quella dell’umorismo e delle burle spirituali. ed è famosissimo in ‘Oriente’. non c’è chaikhana (casa del thè) o strada in cui non possa capitare di sentire una storia su Nasreddin (così come viene spesso chiamato nei Paesi Medio Orientali). nelle sue storie vengono messi in risalto e in ridicolo anche aspetti distorti della religione (Imam ipocriti, Muezzin bugiardi, ecc.ecc.ecc.) ma andare a toccare Muhammad mi pare un azione infelice e del tutto inutile, specialmente in questo particolare momento storico.
    il risalto che poi la stampa ha dato a questo avvenimento è assurdo. così come la strumentalizzazione da parte degli integralisti islamici è del tutto folle (accusare interi Stati per un autore di vignette è ridicolo). sai, io non sono musulmano, ma conosco molti musulmani non integralisti che sono rimasti alquanto delusi da questa derisione. mi dicono: in Occidente qualsiasi cosa può essere derisa.. è un vostro valore.. e ne andate fieri.. per noi non è così.( e sto parlando di uno psichiatra, un ingegnere, un maestro di conservatorio e un docente universitario.. insomma non proprio degli ignoranti pre-razionali)
    cmq.. e qui chiudo.. riguardo alla componente pre-razionale chiunque intenda svolgere un lavoro sul Sè deve saperci interagire (non razionalmente) quindi direi che è un auto-gol che rischia di chiudere anche la nostra partita interiore. sempre che si sia interessati a giocarla..
    ciao Mel
    un anonimo

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  3. Mel, mi hai fatto scialare.
    A parte che condivido” tout court” il detto popolare, una fonte (oso dire primordiale) che ha nutrito tutti, trovo di una disarmante verità tutto il costrutto che cuci attorno a questa ennesima vicenda di odierna imbecillità.
    Tu conosci l’etimo del termine “imbecille” e noi occidentali ( danesi compresi e tutti coloro che non hanno capito di vivere in un villagio globale) tali dimostrano di essere.
    Non si è capito che soffiare su certe braci vuol dire fare il gioco del fuoco.
    E dimentichiamo le basi della convivenza civile, noi che vogliamo mostrarci sempre superiore, noi occidentali.
    Forse perchè abbiamo sbattuto la sfera emotiva negli spupazamenti da chat e dintorni?
    Oppure perchè in nome del “progresso” abbiamo tagliato il cordone ombelicale della nostra appartenenza?
    Perchè ci proferiamo tutti anticlericali e atei ( così come si dice per moda , tanto per gradire)?
    Forse.

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  4. “sante” parole! illustre collega di diario.
    già! oggigiorno tutto fa ‘brodo’, e moda. laici, atei e anticlericali, un po meno pagani, e via dicendo. indipendentemente da come e dove ti ‘vuoi’ collocare (non tu, in generale dico), manca comunque il rispetto per le ‘altre’ filosofie di pensiero, per le ‘altre’ religioni, in definitiva, per i nostri ‘consimili’. forse, ciascuno, ha paradossalmente bisogno di essere ‘confinato’ entro i confini che ha scelto. forse, è la diffusa mancanza della propria e altrui libertà di pensiero…
    bè, passavo per 1 sentito saluto…
    Bel giorno

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  5. Il fatto è che noi ragioniamo (in amniera distorta) cioè in termini causa ed effetto. Basta aprire un qualsiasi libro di storia: le cause della rivoluz. francese, le cause della prima guerra mondiale, ecc. anche qui il procedimento logico è lo stesso: una causa (le vignette) genera un effetto. Ma a volte ho l’impressione che si assista ad “effetti senza causa”. Umberto Eco ha sottolineato come le vignette siano state pubblicate da un giornale notoriamente reazionario, persino antisemita.
    A proposito della sfera pre-razionale del popolo…io penso che noi non si debba fare poi così tante distinzioni (noi occidentali siamo più razionali, logici,e cc.). A costo di uscire fuori tema: quanto di pre-razionale è insito ancora nella nostra cultura occidentale-laica-illuministica?

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  6. Amo profondamente la lucidità di Galimberti… da un uomo con libro che è ormai estensione della sua mano… unico modo per risollevarsi dalla bruttura di certe realtà… un’ottima medicina. Consiglio anche Zagrebelsky.

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  7. @Intanto grazie per i vostri commenti e saluti!
    @Marcello, non credo che noi occidentali siamo più razionali di qualche altro “popolo”; si può dire che si è privilegiato il logos come lente di indagine della realtà, un logos con minuscola, poichè è privo di ogni trascendentismo religioso fideistico, nonostante gli accorati appelli della chiesa temporalizzata, che rivendica la cristianità come nucleo della nostra civiltà. La religio nonchè la fede appartengono ad una sfera pre-razionale nel senso che non sono passibili di analisi scientifica e razionale e alcune civiltà, vuoi per convenienza vuoi per mancanza di emancipazione, è ancorata su posizioni mitiche nel rapporto con gli altri esseri e con il loro dio. Tale ancoraggio non implica nessun giudizio negativo nei confronti di tali civiltà, poichè il progresso laico quanto l’attaccamento alla fede ,come finestra sul mondo e dal mondo, sono frutto di contingenza storica. Esso, però, implica il rispetto da parte di chi si arroga il diritto, gli occidentali, di essere er meglio che c’è sulla faccia della terra.
    Pre-razionale nella nostra cultura? C’è tanto secondo me, a partire dal peso massiccio accordato a tutto ciò che esprime la sensibilità, anche egoistica dell”uomo europeo, un inno al narcisismo a 360 gradi: nella moda, nell’economia, nello styling delle automobili, nelle stanghe fotomodelle che sfilano sulle passerelle, nella cultura delle immagini in cui siamo immersi, nello sbattere in faccia la nostra intimità, i sentimenti, i pianti, i sorrisi. Non sono forse canali che di logos poco hanno? Non solleticano la soglia del pre-razionale, pizzicando la nostra emotività? Esacerbandone la fenomenologia? Un paradosso, insomma! E spesso saliamo in cattedra!
    Quanto ai danesi destrorsi… che montano la panna nauseabonda dello scontro di civiltà, non c’è dubbio ci sia anche la volontà politica dei paesi “offesi” di cavalcare l’onda dell’opposizione al mondo occidentale. Lo zio Ciccu arabo, intanto, alimenta nella sua sfera pre-logica l’odio verso la cultura occidentale e diventa strumento nelle mani spregiudicate degli estremisti islamici.
    Sarò uscito fuori binario? Non importa, conta il dibattito e il confronto!
    🙂 🙂 🙂

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  8. Ciao Mel,dibattito interessante e non solo,costruttivo direi,perchè mette in evidenza una cosa…..noi occidentali non sappiamo più indignarci,capisco che l’attuale momento storico sia terribilmente delicato,ma credo che frange estremiste abbiano fomentato questa rivolta che poi è avvenuta molto dopo l’usciita delle vignette incriminate.
    Il rispetto per un’altra fede fa parte dell’educazione di un uomo.(ma chi di noi non ha mai dileggiato,anche bonariamente,episodi biblici)
    Buon fine settimana Mel
    gohome

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  9. Per convinzioni profonde e per educazione sono per la considerazione rispettosa del pensiero e delle tradizioni religiose di ogni popolo. Penso anche che sia saggio tenere conto, di volta in volta, del contesto e dell’opportunità. Tuttavia non mi sfugge il rischio onnipresente di limitare la libertà d’espressione. Difficile decidere il confine tra libertà e libertinaggio, fra arguzia e imbecillità. In ogni caso la violenza fisica non può mai essere una risposta.
    L’antico proverbio contiene una grande saggezza. Non scherzare coi Santi. Giustissimo. Aggiungerei: non scherzare con le reazioni irrazionali delle folle, scatenandole per scopi ben diversi dalla difesa della religiosità offesa.
    Hai posto grossi problemi, di quelli che mettono in crisi, com’è giusto.
    Con stima e simpatia. harmonia

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  10. Nutro profondo rispetto per ogni religione così come credo si debba fare una distinzione fra fede religiosa e mondo economico. La strumentalizzazione della religione per cause tutt’altro che tali hanno portato a guerre di conquista e asservimento economico. A mio avviso è fazioso oltre che pre-razionale dare tanto spazio sui giornali a notizie come questa che oltre ad alimentare i motivi fondamentalisti contro la cultura occidentale, incrementa l’odio razziale.
    Vabbe , ciao

    Giulia

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  11. Ti chiedo di poter postare tutto il tuo post nel blog dei miei studenti.
    Illuminante.
    M’inchino al prof.
    Maria

    Il rispetto per l’uomo e per la natura devono venire come prima cosa.
    Rispettare i credi altrui significa non mettere alla berlina le culture altrui, anche quando si giudicano sbagliate.
    Il laico rispetta, l’integralista no.
    Questa è la differenza.
    Una donna europea in molti paesi arabi viene giudicata e trattata come una prostituta, un’araba velata nei nostri paesi non deve essere giudicata come una povera demente o come indegna di rispetto.
    Io rispetto le donne che credono per il bene delle loro figlie sia giusta l’infibulazione, ma lotto affinchè questa pratica sia abolita. Vorrei che le bambine islamiche potessero avere nel nostro paese un’infibulazione igienica e controllata, invece che praticata, come avviene, in clandestinità.
    Questa è la strada per la crescita.
    Le culture hanno bisogno dei loro tempi per evolversi. La nostra cultura laica e progressista può divenire invasiva e fuorviante.
    Che poi preti e santoni -tutti- cavalchino le religioni per fini poco religiosi è altra storia.
    Noi abbiamo la fortuna di vivere in un paese in cui Cattelan si può permettere di esporre un’opera d’arte che dride il papa.
    Noi.
    Questa fortuna la dobbiamo a chi ci ha preceduto.
    Il nostro paese è stato il paese da cui partivano le Crociate, anche quella dei Bambini, ricordiamocelo.

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  12. riccardo orioles
    La Catena di San Libero
    3 febbraio 2006 n. 319

    ________________________________________

    Voltaire, aiutaci. Il direttore di France Soir, Jacques Lafranc, e’
    stato licenziato in tronco per aver pubblicato una vignetta satirica
    su Maometto. Il padrone del giornale, che e’ franco-egiziano, ha
    presentato le sue scuse alla comunita’ musulmana per la vignetta
    “blasfema” e ha dichiarato di aver licenziato Lefranc per dare “un
    forte segnale”.

    E’ un episodio gravissimo, molto di piu’ di un attentato.
    L’attentato, o qualunque altro gesto immediatamente riconoscibile
    come criminale, e’ infatti riconducibile alle patologie individuali
    di elementi culturalmente deboli e dunque portati ad assumere una
    qualsiasi ideologia/religione a pretesto arbitrario delle proprie
    pulsioni asociali. In questi casi, una volta punito il singolo
    criminale, l’incidente e’ chiuso.

    Nel caso di monsieur Raymond Lakah, il “patron” di France-soir, non
    e’ cosi’. Lakah non e’ un ignorante fanatico, ne’ le sue capacita’
    di far danno si limitano all’assassinio di alcune persone. E’ uno
    dei piu’ importanti editori europei, ed e’ in condizione di
    danneggiare la vita di decine e decine di milioni di esseri umani,
    privandoli dei diritti essenziali (liberta’, eguaglianza,
    fraternita’) conquistati coi sacrifici di molte generazioni. Mentre
    l’assassino “islamico” e’ dunque prima un assassino e poi, e solo en
    passant, un islamico, l’imprenditore che vuole agire da “islamico”
    va messo sotto controllo in quanto tale.

    Naturalmente, non stiamo parlando dell’islamismo in quanto fede; e’
    probabile che monsieur Lakah sia tanto maomettano quanto papa Borgia
    era cattolico, e che si sia mosso non tanto per convinzione
    personale quanto per furberia commerciale. Ma questo non cambia
    niente. Nel momento in cui egli, potente imprenditore, invoca un
    sistema ideologico per ferire la liberta’ altrui, quel sistema
    diventa – qui e ora – “sospetto”. E il colpevole va punito non solo
    per il reato in se’, ma anche per l’indebita applicazione nei
    rapporti civili di un sistema ideologico dato per superiore.

    Fino a pochi anni fa, questo problema da noi si poneva solo nei
    confronti della religione cristiana. E la Francia l’aveva risolto
    brillantemente. Ognuno puo’ credere quello che vuole, nessuno puo’
    far credere agli altri quello che vuole. Monsieur le Cardinal de
    Paris e l’ultimo manovale algerino, sul suolo della Repubblica,
    hanno diritti eguali ed eguali doveri. Quando il signor cardinale ha
    cercato di ribellarsi a questa elementare regola civile, i signori
    Robespierre e Guillottine hanno rapidamente provveduto a chiarire la
    situazione.

    Nessun patron cattolico francese oserebbe oggi licenziare un
    lavoratore per ateismo. Non per bonta’ di cuore, ma perche’ la
    tolleranza gli e’ stata insegnata a forza di botte in testa e
    barricate. Se un padrone islamico ci prova, allora botte in testa
    (educative) anche per lui. Percio’ ci auguriamo che il governo
    francese provveda rapidamente ad arrestare Lakah, a confiscargli i
    beni e a espellerlo dal paese in via amministrativa. Ancor piu’ ci
    auguriamo che il governo italiano, quando avremo un governo, sappia
    reagire con severita’ a episodi consimili, se mai si verificheranno.

    * * *

    Gli integralisti cattolici, dal canto loro, fanno il possibile per
    non farsi dimenticare. Il giudice italiano, di religione ebraica,
    che si era rifiutato di rendere giustizia sotto il simbolo
    non-statale del Crocifisso, e’ stato sommariamente condannato e
    sospeso dalla magistratura. Una sentenza “islamica”, degna di
    monsieur Lakah. Utile, ai fini nostri, perche’ dimostra come
    l’intolleranza non sia legata a questa o quella religione ma a
    tutte, se non vengono vissute in spirito d’umilta’ e di rispetto.

    * * *

    Maometto: un intellettuale brillante con una moglie ricca. Padre
    Pio: un fratacchione intrigante con l’accento barese. Mose’:
    quarant’anni su e giu’ a trascinare folle nel deserto, mentre con
    una guida Michelin sarebbe arrivato in due mesi. Voltaire: uno
    scrittore di sinistra che chiamava le persone piu’ povere
    “populace”. Di tutti costoro, pero’, e’ l’unico che possiamo
    criticare dappertutto senza paura di passare guai.

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