MACCHIE

 

Piccole macchie possono dar vita ad un quadretto?
Penso di sì, se esso ritrae quotidiane tessere della nostra vita, quella di ogni giorno.
Messe insieme, danno una visione complessiva del vissuto percepito e agito.
Oggi nessun post contorto. Ma il desiderio di comporre un’immagine a piccole macchie. Probabilmente i colori non saranno in sintonia tra loro, sbavature rovineranno l’operetta, ghirigori imbratteranno la tela, qualche svista del pennello non curerà i contorni e non sempre la prospettiva sarà “giusta”, ammesso che si possa assumerla.
 
Macchia uno
Con gioia ho scoperto che i miei alunni di prima classe, ancora in fase di svezzamento dopo la scuola media, hanno dato vita ad una community via web; uno di essi, il più attivo e vivace, ha organizzato una sorta di classe virtuale, dove ai docenti è vietato entrare. Si scambiano notizie, informazioni, si aiutano relativamente agli oneri scolastici, informano gli assenti di ciò che è avvenuto nelle ore di lezione, i gossip… Tutto il mio plauso. Dapprima ho tentato di sapere l’indirizzo; poi ho desistito. Appartiene a loro l’esperienza. Già il docente, di per sé, è invasivo.
Le antenne percettive, poste nelle viscere, mi avevano già avvertito : “ O prof, sta’ attento! Hai una classetta con le palle! Curala! Tieni a freno la tua effervescenza adolescenziale/fanciullesca!"
 
Macchia due
Traggo spunto da qualche commento e dall’esperienza, seppur breve, del blog.
A volte uno non commenta i blog degli splinderiani per una serie di motivi:
Poco tempo a disposizione.
Incapacità di capire per stress neuronale / emotivo/ fisico.
Disinteresse nei confronti del tema affrontato.
Intensità emotiva del post: ciò che leggi è a tal punto parte del tuo dna umano che ammutolisci e contempli estasiato. In tal caso si può solo tacere.
Nulla di male, se si diserta.
Il blog non è una chat! E io non tollero le chat!
Rispettiamoci anche nel silenzio!
 
Macchia tre
Mio padre mi ha adornato lo studio con un mazzo di mimose colte stamani in campagna.
Il loro giallo mi dona serenità epicurea.
Ho creduto opportuno inserire nel vaso tre tulipani rossi.
Un amplesso.
 
 
Macchia quattro
L’azzurro-argento delle sarde che la grande cuoca, mia madre, ha cucinato, non facilmente sarà scordato. E neanche il sapore. Solo un po’ di violenza del giallo-limone spremuto sulla tenera carne. Che goduria!
 
Macchia cinque
… inconfessabile!