UN PLAUSO AD ANG LEE

 

Due guizzi di luce, una violenta, l’altra dolce, si incontrano nell’azzurro abnorme della ancora selvaggia America, riscaldata solo dai fiati, dapprima impersonali, di uomini che si riconoscono tali nella forza di amare. Un guizzo regge prepotente l’altro, l’abisso della debolezza è pari alla sterminata natura, coi bianchi delle nuvole a far da specchio all’erba delle montagne di Brokeback Mountain.
 Silenzi, battute misurate, silenzi, gesti, sangue, rozzezza, dolcezza.
Uno dei protagonisti si volge dentro sé a guardarsi, vorrebbe fuggire, ma non ha scelta o forse vuole scegliere.
Due esseri lanciano gesti di umanità nel freddo intenso delle loro vite, complici gli astri che hanno spiato ogni respiro.
Due mani si toccano per intiepidire il gelo dei corpi, così per caso, così perché si vuole. Cercano calore, dapprima nella violenza, poi nella forza prorompente della passione, passione che si accende in amore.
Si trovano, si esplorano. Ci si scioglie.
Un canto alla vita che fa sentire vivi.
Si ama perché si ama, non c’è altra ragione per amare.
E non solo nei film.
Un plauso alla maestria di Ang Lee. Una fotografia mozzafiato che ti incolla sulla poltrona del cine più della trama.
Grazie a Gipsyqueen ( http://boatsagainstthecurrent.splinder.com/tag/cinema ) che in un suo post ha recensito il film e sollevato, tra l’altro, alcune problematiche legate al finale.
Quello immaginato, forse, è il più reale. Ma ciò non toglie nulla alla bellezza del film.

20 pensieri su “UN PLAUSO AD ANG LEE

  1. Il mondo splinder è davvero incomprensibile: qui mi permette di commentare, da Gipsyqueen no.
    Non ho visto il film, ho solo letto recensioni.
    Trovo ottima la scelta della storia d’amore (perchè è storia d’amore e non di sesso) tra due cowboy, prototipo e stereotipo del macho americano.
    Smitizzare i miti e al tempo stesso costruire sugli archetipi altra storia, altro sentire è operazione coraggiosa ed affascinante. Il regista però non è americano (giusto?) ma di Taiwan (giusto?).

    Mel, Splinder oggi non mi fa utilizzare la posta, quindi approfitto del commento per invitarti a leggere e a “guardare” le ultime opere del gioco poetico della passeretta. “Poesia visiva” l’ultimo acquisto. 😉

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  2. ciao Mel, interessante descrizione del contenuto del film che induce, ovviamente, alla visione, chi come me, ne conosce solo trama e recensioni.
    ho anche letto gli ultimi tuoi post, quelli ‘arretrati’, che a causa della mia latitanza momentanea da questa comunità mi mancavano.
    i temi da te sapientemente e sottilmente trattati, sempre al di sopra dei luoghi comuni, stimolano la conversazione, lo scambio e la riflessione. è una piacevole abitudine soffermarsi qui da te.
    spero di non suscitare disappunto se fruisco ancora del tuo spazio per dire che grazie alla lista di blog da te segnalati, ho ‘scoperto’ blog davvero interessanti; ed oggi ho visitato ‘marzia’ perchè attratto dal termine ‘alchimie’ e, trovandomi anche lì a mio agio avrei voluto, come di consueto quando ne condivido gli argomenti, lasciare 1pensiero, che però… non so se per volontà dell’autore o per malfunzionamenti della piattaforma Splinder, non ho potuto depositare. grato per tutto…
    Bel proseguimento

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  3. a leggere la tua recensione fà venire voglia di vederlo, sono contenta che ti sia interessato conoscere la realtà di un carnevale “diverso” in fatti i post sono mirati a far conoscere qualcosa di inusuale oltre le solite sfilate con carri e maschere che ci sono anche da noi, oggi ho pubblicato un altro pezzo di storia, un abbraccio

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  4. @1pensiero, il mio grazie a te! Una delle qualità del blog è lo scambio di idee, la riflessione, la discussione. Pensa che alcuni post della “colleganza” bloggggara sono così interessanti(o per la tematica o per la struttura testuale, che li propongo ai miei alunni). I post hanno un sapore di vita attuale che stimola il confronto e la riflessione.
    🙂

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  5. Mel, in effetti questo tuo post, chissà come, l’avevo inavvertitamente saltato. Le parole che usi sono adattissime per questo film molto bello e poetico.

    Nel frattempo mi swono letta anche il romanzo breve (si legge in mezz’ora) di Annie Proulx da cui il film è stato tratto in maniera molto fedele.

    (grazie della citazione!)

    (trovo strano che Maria non riesca a commentare, è comunque un blog splinder, no?

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