ASIMMETRIA

 

Se comandasse Arlecchino
 il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse ministro di Stato,
farebbe le case di zucchero
 con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa.
A chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.
(Il grande Gianni Rodari)
 
A dire il vero l’ho sempre vissuto con distacco . E, sempre forzatamente, ho partecipato alle feste carnascialesche. Proprio non riesco a gioire, ridere, scherzare per una festa che non mi appartiene.
Fanciullo, ricordi della prima elementare, fui indiano, ma anche allora una faccia col muso tre metri.Da adolescente, più scatenato, mi lasciai travolgere dalla foga delle compagne di classe e via ad organizzare feste, scherzi, serate in discoteca.
Quel tempo è finito da un pezzo, non per una crasi cronologica tra oggi e ieri, ma per una acuta asimmetria tra lo spirito del carnevale, il rovesciamento dei ruoli di bachtiana memoria e il conseguente travestimento, e la mia indole, che ossimoricamente è trasgressiva. Nelle idee, nei pensieri, nei sentimenti, nel mio modo di essere fenomeno tra i miei simili. Ho coltivato sempre dentro me stesso il rovesciamento dei ruoli assegnati da chi ci sta accanto e, ancora oggi, quotidianamente mi piego in quattro dalle risate a giocare al camaleonte, sempre in mutazione epidermica, per necessità di sopravvivenza mentale tra la regolare mediocrità dei tipi fissi che si incontrano nel nostro cammino. Il vero rovesciamento di “valori” o “disvalori”(dipende dai punti di vista) è nella quotidianità, nell’impegno a dare un contributo per trasformare questo mondaccio in cui viviamo, ognuno con le armi a disposizione. Senza scandalo, nel senso greco. Non mi si tacci di serietà, finta o eccessiva. Ho i miei spazi da riservare al rovesciamento comunemente inteso. Insomma un paradosso vivente!  L’ultima “carnevalata” l’anno scorso ad Acireale, noto centro del catanese per la sfilata dei carri e per l’aria goduriosa che si respira. Come un mulo recalcitrante ho partecipato alla gazzarra degli sfilanti per tre quarti col cipiglio incazzoso, poi e vai! Schiuma a tempesta, coriandoli in ogni andito del corpo, colpi di mazza, ricevuti e dati. Alla fine spossato. Ma non contento. Quest’anno mi darò malato! Però i miei amici mi sgameranno. Ne sono certo.