IL PROFUMO DI UNA E-MAIL

Le ragioni di questo post:
– Narcisismo professionale.
– Risollevare gli animi di tanti colleghi che leggeranno.
– “Bellezza” e necessità(mia) dell’insegnamento.
La pubblico così come mi è stata inviata dopo gli esami di Stato.
Carissimo Professore,
sono appena tornata a casa dopo aver visto le valutazioni a scuola,
ovviamente la delusione c’è, ma non è eccessiva perchè me lo aspettavo,
quel 41 agli scritti aveva acceso in me una tenue speranza.
Comunque non è questa la cosa importante per me , perchè un voto non può classificare
una persona e nemmeno esprimerla in maniera completa, l’animo umano ha così
tante sfaccettature che espletare le capacità di una persona in un voto
sarebbe oltremodo riduttivo, non pensa?
Se prendo ad esempio lei, professore, sono sicura che abbia avuto tante
soddisfazioni a livello scolastico e universitario, ma la più grande soddisfazione
per lei non è insegnare, il rapporto con gli alunni, l’alzare una classe
di livello? Per me è stata una grande soddisfazione vedere come tutti i
compagni hanno condotto uno splendido esame in letteratura, certo chi più,
chi meno ma tutti con coscienza, preparazione, dedizione e, soprattutto,
ammirazione.
Ed è proprio questo che le voglio dire professore, le voglio dire grazie,
per avermi insegnato, prima della letteratura italiana e latina, prima della
filosofia e della storia, a vivere. La volevo ringraziare per aver tirato
fuori il meglio di me, per aver acceso in me la passione, per avermi trasmesso
la luce dei suoi occhi quando legge un testo di Leopardi o di Pascoli, per
avermi insegnato a leggere, non le parole, ma dentro le parole.
Ecco professore, questo è stato l’anno più piacevole che ho trascorso, tra
pianti e disperazioni, quando sono caduta non sono fuggita (del resto anche
Seneca dice che non serve a nulla fuggire) ma mi sono rialzata e ho camminato,
prima con il bastone, poi con le mie gambe, a testa alta e orgogliosa di
me stessa. Il mio medico è stato lei professore, lei mi ha convinto a camminare
e mi ha fatto toccare il cielo, non con un dito ma con tutta la mano, mi
ha fatto entrare nella Casa dei doganieri, mi ha fatto attraversare la siepe
e mi ha reso vischio e adesso ho sete, sete di conoscere, di imparare. Non
voglio entrare nella mediocrità degli yes-man, voglio essere una persona
prima di tutto, quindi al diavolo il voto, il vero esame della mia vita
è durato un anno e sono soddisfatta dei risultati che ho maturato dentro
di me.
Le ho inviato questa e-mail per dirle che lei e mia madre siete le persone
più grandi che abbia mai conosciuto e siete stati capaci di rendere anche
me una persona e non potrò mai ringraziarvi abbastanza, poi sono felice
che finalmente ci siano Insegnanti con la I maiuscola, quante ne dovremo
vedere ancora di ingiustizie?
Le voglio bene professore…
Anna
 
La foto è di Francesco, scattata a Lampedusa.

25 pensieri su “IL PROFUMO DI UNA E-MAIL

  1. Anna ha detto tutto.
    Altri lo pensano, Anna ha avuto grazia e coraggio di scriverlo.
    Questo è il nostro mestiere, questi i risultati di cui possiamo essere orgogliosi.
    Non vanno in banca, sono spendibili “solo” nell’autenticità, nel valore della vita.
    Grazie Anna perchè hai toccato anche me.
    Mel, ti abbraccio e sono felice con te.

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  2. Una lettera come questa ripaga di tanti momenti di sconforto e disillusione professionale:
    una lettera emozionante, convinta e convincente, di una giovane mente che, si sente, ha tutte le possibilità di riuscire nei suoi intenti e di realizzarsi.
    Molto bella anche la foto, delicata e profumata.
    Ciao Prof, un abbraccio.

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  3. Anna dipinge la differenza tra una persona che lavora, nel senso nobile del termine, e quelli che, al contrario, hanno un posto di lavoro.
    Soddisfazione sconosciuta ai più, purtroppo, quella che vivi.

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  4. @Amici, devo dire che è una pillola di energia la lettera di Anna. Quando entro in crisi, la rileggo.
    Chiarisco “mi ha reso vischio”; l’espressione nasce da uno splendido poemetto di Pascoli che mi riservo di postare. Un vero capolavoro! 🙂

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  5. quando si parlava del ruolo dell’insegnante è a qualcosa di simile che pensavo.. la potenzialità dell’insegnamento.. (certo questa è una sorta di pick experience ma non vorremo certo scartare le vette..)
    una lettera da custodire con cura Mel (ma non credo che ci sia bisogno di dirtelo) e da rileggere non troppo spesso.
    bene
    ti saluto prof.
    Nasrudin

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  6. è una bellissima lettera che conserverei per ricordo su carta, penso che per la tua professione sia una delle soddisfazioni più belle ricevere degli elogi così, ho letto anche il tuo precedente post che mi dicesti io ti ho ispirato, ho finito col nuovo post di raccontare altre curiosità, anche io non amo molto il carnevale oggi e mi passa sempre inosservato da piccola adoravo invece mascherarmi ma ciò che ho voluto raccontare nei post è la magia di certi riti che si ripetono nei secoli, un abbraccio

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  7. e bravo Mel!
    conoscendoti ti immaginavo proprio come ti descrive la ragazza…
    un abbraccio

    ORLO

    La donna è infine perfetta.

    Il suo corpo

    Morto porta il sorriso del compimento

    L’illusione di una greca necessità

    Fluisce, nelle pieghe della sua toga,

    I suoi piedi

    Nudi sembrano dire:

    Abbiamo camminato tanto, è finita.

    Ogni bimbo morto, riavvolto, bianco serpente

    Uno ad ogni piccola

    Brocca di latte, ora vuota

    Li ha piegati

    Di nuovo nel corpo di lei come petali

    Di una rosa si chiudono quando il giardino

    S’intorpidisce e odori sanguinano

    Dalle dolci, profonde gole del fiore notturno.

    La luna non ha nulla di cui essere triste,

    fissando dal suo cappuccio di osso

    è abituata a questo tipo di cose.

    Le sue macchie nere crepitano e tirano.

    silvia plath

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  8. Sarò fuori dal coro ma questa mail a me mette un pò di malinconia…
    Ho avuto anch’io una splendida insegnante di lettere e la ricordo con molto affetto, mi ha trasmesso tanto e sopratutto mi ha insegnato ad amare ciò che studiavo
    Purtroppo i miei due figli non hanno avuto la mia stessa fortuna. In questo ultimo periodo stento ad incontrare insegnanti consapevoli dell’importanza del proprio ruolo e sopratutto innamorati della materia che insegnano. Mi rallegro che tu sia un’ eccezione, ma devo constatare che purtroppo sei una rarità.

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  9. Vero Mata.
    Incontrare uno o due maestri veri durante il percorso scolastico è una fortuna.
    Triste e grave è vedere una classe docente demotivata, senza passione o semplice amore per il suo lavoro. Ragioni ce ne sono, ma queste non possono essere delle scusanti.
    Gli studenti sembrano essere una controparte, i genitori pure, l’amministrazione non ne parliamo.
    La classe docente giudica senza voler essere giudicata, non si mette in discussione, non si progetta, non si confronta, si ripropone uguale a se stessa.
    Depositari del sapere e del metodo di somministrazione del sapere.
    Intorno tutto è sbagliato tranne loro.
    Quale testimone si passa in questo modo? Quale speranza? Quale affettività?
    Un unico dogma: il programma.
    Non per nulla sto alla larga dalla sala professori.
    Pochissime le eccezioni. Ed è una fortuna che comunque ci siano.

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  10. Se Bufalino fosse vivo direbbe: ecco come riscattare la Sicilia o il Meridione dalla mafia. E dal sottosviluppo sociale e culturale. La scuola dev’essere “scuola di vita”. La ragazza che scrive una lettera al prof. -con grande proprieta’ di linguaggio, toccando estremi limiti dell’essere- oggi, nel contesto della poverta e del degrado, appare una eccezione. Invece di queste lettere ce ne vorrebbero di piu’ scritte da tantissimi studenti a tantissimi prof.
    Maestro e’ colui il quale riesce a indicare il cammino della Conoscenza ed accendere il fuoco della perpetua curiosita’. Stimolare molti interessi e far amare molte persone.
    Un plauso rivoluzionario
    dall’America latina

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