Due volte nello stesso fiume?

Stamani l’Oreto, uno dei fiumiciattoli di Palermo,trasportava acqua torrenziale, fangosa. Uno spettacolo per me desideroso d’acqua, o meglio di un fiume degno di questo nome. Confesso che il fiume ha sempre colpito la mia fantasia, più del mare e del lago. Sarà perché esso accoglie in sé la dimensione acquorea e terrestre, sarà per il movimento che tu osservi, abitualmente, da una prospettiva diversa rispetto a quella del mare. Quest’ultimo lo puoi avere di spalle o di fronte, il fiume no, perché lo contempli da una delle due sponde, tranne se non c’è un ponte. Così è stato stamani. La potenza dell’acqua mi ha fatto avvertire il senso della mia piccolezza, evocandomi i Grandi che ne hanno fatto oggetto di poesia, d’arte, di filosofia e letteratura. Passando dal ponte di ferro, quello piccolo, parallelo all’arteria principale, dove si innalza un ponte più “maestoso”, mi sono chiesto: " E se non reggesse?"
Lo so che è stato iperbolico il mio sentire, ma ho avuto timore. Stupido sicuramente! Nell’entroterra palermitano avrà piovuto molto. Ieri notte le montagne del mio paese erano ricoperte di nebbia e stamani anche parte della strada che ho percorso con la mia Dalekkessa(il suo nome di battesimo), la nuova auto, era a tratti imbacuccata nel suo cappotto nebbioso. Dopo ventiquattrore di pioggia torrenziale è tornato il sereno, ma soffia un vento gelido, che ti invita a stare in casa e a rifiutare qualsiasi impegno mondano. La temperatura è 8,7 con 66% di umidità. Chissà domani! Intanto sono scampato al pericolo. Nessun carnevale all’orizzonte. Mi è stato sufficiente quello dell’anno passato!
Seneca, citando Eraclito, dice: “ Non è possibile entrare due volte nello stesso fiume”.
L’acqua non sarà mai la stessa.