Maggiolata carducciana

Maggiolata                                                                     
Maggio risveglia i nidi,
Maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel gli augelli:
le donne han ne i capelli
rose, negli occhi il sol.
Tra colli prati e monti
di fior tutto è una trama:
canta germoglia ed ama
l’acqua la terra il ciel.
E a me germoglia in cuore
di spine un bel boschetto;
tre vipere ho nel petto
e un gufo entro il cervel.
(G.Carducci)
 
Che godimento! E non tanto per l’originalità di temi e immagini, desunti anche dall’immaginario popolaresco, quanto per la dotta e sapiente partitura musicale, che culla il senso dell’ascolto. Carducci è proprio un pittore in “Maggiolata”. La poesia si regge, essenzialmente, su una serie di parallelismi, farciti di figure retoriche. Il risveglio della natura coinvolge animali, uomini e piante, ma sin dalle prime battute l’ilarità è inficiata da due immagini per così dire “negative”, le ortiche e i “serpi” che anticipano la chiusura beffarda da parte del poeta nell’ultima quartina (…spine… vipere…). E la struttura a parallelo coinvolge fanciulli, augelli e donne, nei cui occhi si riverbera l’energia erotica evocata dal sole come principio di vita. Carducci, profondo cultore del mondo classico, ebbe in mente sicuramente tutto il corredo ornitologico e vegetale, usato e abusato dalla tradizione. Nella seconda quartina convivono perciò echi di Lucrezio, Orazio, Lorenzo il Magnifico, Angelo Poliziano, Leopardi, solo per citarne alcuni. La terza quartina è un microcosmo geografico assimilabile ad un pittoresco arazzo: colli, prati e monti, inghirlandati di fiori, irrompono festosi ognuno con il loro “canto”. A chiusura l’amarezza del poeta, solo in parte speculare al quadretto di maggio: nel paesaggio dell’animo carducciano c’è spazio per le spine, un po’ di veleno e pensieri di malaugurio.
 Buona domenica di maggio!
 
( In questi giorni mi guardano un po’ torvi. Vorrebbero ringhiare. Ma si trattengono. Ruminare Carducci non è operazione gradita. L’impianto classicistico, le scelte linguistiche, la sintassi costellata da iperbati e anastrofi non ne permettono una fruizione immediata. Eppure è proprio la non-immediatezza che rivela la valenza educativa: i giovani, tendenzialmente, sono portati ad apprezzare dello studio ciò che si può attingere con velocità e facilità. Personalmente non lo accetto. Studio è fatica, piacere, sudore, sfida a se stessi. Sì, un atto di sfida: non è facile per un quindicenne parafrasare centocinquantasei versi de “Alle fonti del Clitumno”, commentarli, interpretarli, contestualizzarli. Senza note, chiose e commenti (forniti in parte durante la lezione). Durante l’interrogazione mi preoccupo di fornire il mio testo: lindo. Sotto i miei occhi il loro, imbrattato da colpi di matita. Ed inizia la sfida).

20 pensieri riguardo “Maggiolata carducciana”

  1. Mel, io penso che loro ti ringrazieranno!
    Forse non subito, ma tra qualche anno, ripensando alla poesia (a tutta la “poesia”), sapranno cogliere ciò che tu volevi trasmettere!
    Anche i più riottosi 🙂
    Quanto mi sarebbe piaciuto un prof come te!

    Buona domenica

    Blue

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  2. Ciao Mel,la cultura non ha più,per i giovani,la base per costruire la propria personalità.anche io,quando mio padre mi diceva di capire bene il senso delle cose attraverso le emozioni,non comprendevo appieno cosa intendesse,poi la curiosità per tutto ciò che mi circonda ha suscitato in me l’amore per il pensiero altrui.
    Il confronto è apertura mentale,ma devi studiare,ricercare l’emozione e dare valenza al pensiero altrui,per trarne beneficio e insegnamento.
    Con stima.
    gohome

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  3. E’ inutile dire quanto condivida il tuo elogio all’impegno e al valore educativo della non-immediatezza.

    Però Carducci non è tra i mei preferiti, e per le ragioni che tu dici. Probabilmente, risultando pedante, non lo si approfondisce adeguatamente.

    Buona domenica (ma oggi questo maggio, dalle mie parti, è molto pallido)

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  4. @Masso, l’avversione per Carducci nasce anche, oltre che per il suo anticlericalismo, per la condivisione di valori destrorsi, poco simpatici ai colleghi di “sinistra”; la poesia è poesia, sebbene possa essere invischiata con la politica.
    @Fuoritempo, perchè colpo basso? 🙂 Simpatico Starnone!
    @Time, è già capitato,quindi vado avanti!
    @Gohome, sempre saggia!
    @Gipsy, è pedante Giosuè, hai centrato un altro nodo. Però mi piace nel complesso. 🙂
    @Giulia, un quadro con parole!

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  5. il quadretto solare di un maggio colorato è decisamente in antitesi con l’amarezza del cuore del poeta…nonostante il tono leggero dato dalla musicalità delle parole; anche tu come Carducci?;-)))
    un sorriso
    veradafne

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  6. si aprirebbero un bel numero di porte con la tua domanda..(ma sarà meglio lasciarle per altri post più vicini alla dinamica io-altro)

    sto pensando a quanto sia difficile il tuo mestiere..riuscire a trasmettere un amore (per la letteratura e per lo scrivere -anche se quest’ultimo, ahimè,
    spesso vien proprio dimenticato) all’interno di un sistema di ricompensa-punizione (i voti)
    che può portare uno studente a studiare non per interesse o passione ma per paura del 3 o anche per triste
    apparenza da ‘bravo bambino-a’ che va bene a scuola.
    ci sarebbero davvero molti spunti di riflessione..

    ciao Mel,
    Nasrudin

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  7. Ciao Mel, è vero che Carducci non è molto amato..lo apprezzeranno in età.
    Del resto con i ritmi odierni una ” partitura musicale” , come la chiami tu,non sempre è gradita!

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  8. Eppure a me Carducci piaceva, mentre ho odiato Pascoli. Sono stata una studentessa sui generis?

    Non li stressare troppo ‘sti poveri fanciulli, fuori c’è il bel tempo e sai meglio di me che alla loro età l’influsso della primavera è fortissimo… Bacio M.

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  9. Concordo, Mel, con il tuo sguardo sul film nel commento da me e devo dire che anche io l’ho seguito con la testa, ma anche….con l’ occhio e l’orecchio, mentre anche in me non ha sortito particolari moti del cuore.Bellissimo, sì, il parallelo con il Manzoni, belle le sovrapposizioni delle immagini dei film con gli sguardi dell’interprete, Castellitto! E per quanto riguarda Pirandello? Io, seguendo la vicenda e le parole del collega di Elica dato per morto, avevo come la sensazione di leggere “Il fu Mattia Pascal”.Ma moloti sono gli spunti di riflessione e credo che andrò anche a rivederlo presto, questo film. Grazie dello scambio, che mi fa sempre molto piacere. Vera

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  10. @Mata, non ci posso credere! Pascoli???? E’ uno dei miei “amori”!
    🙂 Quanto ai fanciulli… hai ragione, sprizzano bollori da tutti i pori.
    @Marzia, sono “pestifero” durante le interrogazioni… durano tra 1 ora e 1 ora e mezza! 🙂
    @Nasrudin, hai centrato un punto nodale: l’alunno che studia per il voto è bandito per quanto mi riguarda! Più pretendono che sia alto, più misero è il voto. Gr gr gr gr!

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  11. Noi della scuola media “antica” imparammo a scrivere parafrasando interi canti dell’Iliade e dell’Odissea. Perciò non posso che approvare questo tipo di esercitazione. Carducci sarà pedante, e anche pesante talvolta, ma regala pure chicche impagabili, come in questo caso.

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