Proprio mentre l’Italia segna i calci di rigore, su Palermo comincia a lampeggiare.
Per più di due ore si susseguono, in una sequenza interminabile di bagliori, decine e decine di lampi, fulmini e tuoni. Uno spettacolo bellissimo e che all’inizio regala solo qualche goccia d’acqua.  
Con gli amici, dopo circa 60 minuti dalla splendida finale di calcio, mi reco al centro città per unirmi ai festeggiamenti; tra bandiere e caroselli i lampi e i fulmini si fanno sempre più frequenti e i tuoni più vicini, ma il cielo continua a essere stitico di piogge. In realtà nel pomeriggio un forte acquazzone aveva già scaricato 7,2mm sul mio pluviometro.
Dopo mezzanotte e mezza, grazie a enormi cumulonembi che si illuminano a giorno, il cielo si copre rapidamente. Nonostante tutto i palermitani non si scompongono; ogni tuono, ogni fulmine è una miccia che eccita sempre di più i tifosi che a migliaia si riversano per le strade.
Ma il meglio deve ancora arrivare; intorno all’una di notte l’apoteosi mistica; le cataratte si aprono sulla città. Tra fulmini sempre più frequenti che si abbattono senza sosta sui palazzi del centro e tuoni sordi e continui, viene giù una pioggia pazzesca che trasforma in fiumi le strade affollate di gente. Molti scappano per ripararsi, ma i più continuano a festeggiare sotto il diluvio. Non avevo mai visto una cosa simile; in confronto a quello che sta avvenendo Sodoma e Gomorra è una storia per bambini. Siamo tutti bagnati e felici.
Uomini e donne,tra abbracci e baci lascivi, urla verso il cielo e balli sensuali, iniziano a spogliarsi per strada; molti restano solo con gli indumenti intimi.
Reggiseno e mutandine, boxer e magliette intime esplodono alla vista dei passanti come i fiori del deserto dopo un temporale, mentre la pioggia si fa sempre più violenta.
Pensate che ad un certo punto mi ritrovo in mezzo a due ragazze romane fuori di testa che, mezze nude e fradice come il mare, vogliono togliermi i pantaloni. Non ci riescono…
Grondanti i palermitani e le palermitane ballano e urlano a più non posso. Ogni tuono, ogni fulmine eccita ancora di più la gente che, come assetati nel deserto, chiede ancora pioggia.
Quella che doveva essere una festa per la vittoria, si trasforma in un orgia di gente seminuda e bagnata senza più inibizioni.
In tutto questo immenso casino un fulmine fa saltare le luci delle strade ed è a questo punto che la gente, senza più limiti e del tutto impazzita, lancia un corale urlo di gioia che fa tremare la città.
La follia meteo si è impossessata di tutti. Non sembra un Mondiale, ma una festa di meteofili incalliti e drogati. Per la prima volta nella vita divido con i miei concittadini la gioia per un diluvio.
Torno a casa bagnato, distrutto quanto felice e scopro che il temporale ha scaricato sul mio pluvio ben 15mm. Mm che si sommano ai 7,2 di ieri per un totale di 22,2. Un bel bottino per il mese di luglio.
Grazie azzurri e grazie temporale.
Grazie a ICELAND, autore del pezzo.
 

12 pensieri su “

  1. Questo racconto mi ricorda molto l’orgia mistica indotta da Jean-Baptiste Grenouille nel libro “Profumo” di Peter Suskind. Ci sono esperienze che scatenano la nostra parte primordiale. E il calcio è una di queste…

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  2. Mel io non me la sono sentita.. ero svuotato e per un attimo il tumulto del tempo s’è confuso con altri passati temporali.
    Ho pensato di erigere un inutile fortezza allo schiamazzo, quale primo sintomo del raffreddore di una silente vanità, per quanto forse inconsistente
    infatti me ne sono andato a letto:
    “…Ray … domani passerà ! )
    e più at minchiam del solito .. ho spento la luce 🙂

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  3. Mel caro, il tipo del mio post effettivamente si è indebitato fino al collo per evitare che i beni immobili della famiglia della moglie andassero persi. Credo che per “problema” intendesse proprio questo…
    Un abbraccio. M.

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