Tra cucina ed eros

Due commenti al post precedente costituiscono lo spunto di scrittura.
 
Ombraserena in un commento mi chiede, giustamente, cosa sia lo sfincione.
È una pietanza tipica siciliana, la pizza dei poveri può essere definita, poiché in effetti bastano pochi ingredienti: per l’impasto farina rimacinata, molto più grezza della 00 e gialliccia, lievito(può essere adoperato anche quello fatto in casa), sale, acqua e olio extravergine di oliva; passata di salsa di pomodoro, cipolla bianca(né rosa, né rossa), caciocavallo grattugiato e/o a fette, origano,sarde salate ben pulite, pan grattato.
La poltiglia di farina, acqua, sale, lievito e olio deve essere lavorata a mano in una madia preferibilmente, ma anche in un contenitore fondo; deve riposare e lievitare in un luogo caldo per circa due ore, in modo che gonfi e divenga soffice.
Per il condimento lessare la cipolla a fette per 20 minuti, scolarla e rosolarla appena con olio; si aggiunge la passata, un po’ di sale e origano e si fa cuocere a fuoco lento per 1 ora.
Si stende il pane in pasta lievitato su una teglia precedentemente oleata e in ordine si pongono le sarde deliscate(anche le acciughe), un foglio di olio da passare con la mano, caciocavallo, passata cotta spolverata di origano, spruzzata di pan grattato. In forno per circa 40 minuti.
Lo sfincione diverrà gonfissimo, a volte riesce a superare i bordi della teglia durante la cottura.
 
Giuma, sempre in un commento, mi ha evocato un testo a cui sono legatissimo, Afrodita, di Isabelle Allende(1997), raccolta di racconti, ricette e altri afrodisiaci. Nel capitolo Cucinare nudi dice: <<Tutto quello che si cucina per un amante è sensuale, ma lo è molto di più se entrambi partecipano alla preparazione e approfittano della situazione per svestirsi a poco a poco e con malizia mentre si pelano cipolle e si puliscono carciofi>>.
 
Nudi…impiastricciati di cipolla e imbiancati di farina, mentre si prepara lo sfincione sarebbe da scrivere negli annali erotici della propria vita!

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cultura
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20 risposte a Tra cucina ed eros

  1. PattiChiari ha detto:

    Ciao, passando di qua ti lascio un salutino.

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  2. gohome ha detto:

    Ciao Mel,non credo che l’odore della cipolla sia afrodisiaco,però vicino alla persona che ami o che ti piace forse potrebbe diventarlo,non metto limiti all’eros.
    Questa tua vena culinaria conferma non solo l’amore per le proprie radici,ma anche un’accurata ricerca delle cose semplici.
    Notte gohome

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  3. Hyeronimus ha detto:

    Mi fai venire l’acquolina di primo mattino;
    un post che mi fa sorridere perchè, non me ne volere, provo a immaginarti intento ai fornelli, ma più che con un libro di cucina, ti vedo a preparare lo “sfincione” con la Divina Commedia…

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  4. Ombraserena ha detto:

    Però non mi hai detto cos’è l’insalata cristallina!!! A parte ciò, hai visto il meraviglioso stupendo film “Come l’acqua per il cioccolato”? anche là cibo ed erotismo si intrecciavano, e so che esiste anche il libro. Poi, ti raccomando “Aglio e zaffiri”, un libro uscito un anno fa, bellissimo, scritto da una critica gastronomica del New York Times. Quanto allo spogliarsi insieme mentre si fa da mangiare, mi ha ricordato una scena sexy nel libro “La regina della casa”, di Sophia Kinsella: lui e lei raccoglievano ortaggi nell’orto, per far da mangiare, e facevano una specie di ortaggio-strip! si toglievano un capo ad ogni pomodoro o cavolo raccolto, ahahah!
    Cmq, io personalmente non riesco a percepire l’erotismo di preparare insieme da mangiare….mio marito sta alla larga dalla cucina, e io devo dire sono un pò “gelosa” dei miei strumenti e degli elettrodomestici!

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  5. latendarossa ha detto:

    Azz per me che non so cucinare (e tutto sommato ho anche gusti molto semplici) queste ricette sono l’equivalente di uno schiaffetto correttivo…conosci le Ricette immorali di Manuel Vázquez Montalbán? Anche lì tra eros e culinaria…lettura consigliata del giovedì mattina :)))

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  6. mariaprivi ha detto:

    il cibo è eros.
    Buffo come naturalmente si associno volti di amati a deschi imbanditi.
    Ricordo arrossendo (di piacere, non di vergogna) gli involtini lasciati a metà per involtolarsi in altri assapori, in gusto e scoperta di umori.
    Il rito della preparazione di sé (doccia, oli, profumo, vestimenta) e del cibo, l’apparecchiarsi e l’apparecchiare per la consumazione. Che gusto.
    L’attesa, la complicità, la tensione, il gioco.

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  7. Alderaban ha detto:

    Ciao Mel, ho aggiunto qualche dato per la discussione sulla scuola. Grazie del contirbuto.

    Ripasso (causa lavoro) stasera per leggere.
    Ma tutti a scrivere bei post insieme?
    eppure ci sono giorni di totale atonia sul blog :)))

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  8. nasrudin ha detto:

    queste son fantasie da realizzare!!
    dai, fai un salto all’università e invita qualcuna a cena.. 🙂

    Nasrudin

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  9. marzia ha detto:

    Mel ti leggo tra il compiaciuto e l’esterefatto ( sopratutto per il finale ahahah).
    W la cucina!!!

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  10. marzia ha detto:

    ..poi Giulia mi tira in ballo i carciofi..mi alzano gli estrogeni ma non chiedermene il motivo, eh!
    In Ot.
    Ma tu hai letto il post mio sui dolci?
    😀

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  11. Masso57 ha detto:

    Strana la vita.
    Lo sfincione lo mangiavo spesso in ufficio; avevo un collega di Palermo, bravissimo a preparare qualunque tipo di cibo -faceva pure i cannoli in casa, maledicendo la mancanza di sapore della ricotta nostrana- che qualche volta, quando la sua sposa glielo consentiva, proponeva con visibile gioia delle nostre fauci. Chè, forse, la sposa stessa preferiva praticare nella maniera che indichi nella seconda parte del post….un post matrimoniale, quasi, che dedicherei ad I. e F., i due colleghi che amabilmente (?) ho citato…..

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  12. mariaprivi ha detto:

    Mel, per favore: didascalia dell’immagine, autore e fonte, se possibile.

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  13. mariaprivi ha detto:

    Tutto quello che si cucina per un amante è sensuale.
    Poi lui/lei è vegetariano e c’era il coniglio in fricassea.
    Poi lui/lei è intollerante ai latticini e c’era il soufflè, il frittino ben infarinato, la torta di noci e ricotta.
    Poi lui/lei è allergico al pesce e…

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  14. melchisedec ha detto:

    L’immagine è tratta proprio dal testo “Afrodita” dell’Allende; l’ho passata a scanner e postata.
    Titolo è “Table whit candle and fruit Above”, olio, Remedios Varo, 1997 Madrid.

    @Maria mi spinge a confessare una cafoneria mia, motivo a sua volta di lite furibonda e poi…
    Avete mai tirato letteralmente in faccia del cibo alla vostra partner o al vostro partner?
    Io l’ho fatto: per l’esattezza un pezzo “pazzo” della mia pizza.
    Rosso di vergogna.
    🙂

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  15. littlebook ha detto:

    Umh…lo sfincione mi attizza assai…
    Un saluto!

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  16. mariaprivi ha detto:

    Tu rosso di vergogna, lei di pizza.
    (sogghigno)

    Onde evitare che la sensualità del desco si trasformi in imbarazzo o peggio, quando invitiamo chiediamo elencazione di idiosincrasie, intolleranze ed allergie alimentari, per non finire in lite o al prontosoccorso.

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  17. Raymond ha detto:

    forse l’ho già detto, comunque Maria:
    intolleranza totale a latticini ed affini.
    e se ci mettiamo un bel vasetto di yogurt vi saluto tutti, alla faccia dei fermenti lattici ! :

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  18. mata63 ha detto:

    Eros e cibo sono inscindibili per me. Impossibile vivere serenamente il sesso se non si sa godere della buona tavola. Che tristessa vedere le persone che sbocconcellano svogliate… è un’immagine che fa capire il loro rapporto col mondo dei sensi.

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  19. mata63 ha detto:

    Oops! Nel mio commento c’è un refuso involontario ma divertente… Tristessa. Suona molto più sensuale, vero?

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  20. melchisedec ha detto:

    @Mata, ci sta, ci sta! 🙂
    @Raymond, ci sono altri cibi per fortuna. 🙂
    @Maria, rosso di vergogna per la confessione resa.
    Ah ah ah! 🙂

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