Anobuli

                                     
Solitamente aborrisco assegnare agli allievi temi che inevitabilmente scadono nella banalizzazione; però, avendo notato comportamenti strani da parte di qualche allieva e sulla spinta, confesso, delle sollecitazioni provenienti dalla lettura di post e articoli sull’argomento diffusi da alcuni blog e dai quotidiani, ho deciso di assegnare un saggio breve su anoressia e bulimia. In effetti le tracce erano due; l’altra su laicità e tradizione.
 
Magri i risultati sul piano quantitativo: su 27 soltanto 6 sufficienze, qualcuno di più, livello generale mediocre. Quattro sprovveduti, strappati alla zappa, si sono beccati tre.
Sul piano qualitativo, però, leggendo trasversalmente i risultati, ho appurato quanto segue.
– Maschi e femmine hanno affrontato in eguale misura la problematica. Non me l’aspettavo.
– Le femmine hanno insistito, relativamente alle cause, sui fattori psicologici associati a cultura delle passerelle.
– I maschi hanno evidenziato predilezione per “sedere”, seni e cosce in carne, quindi non tollerano i “grissini”, demonizzando la moda.
-I maschi si accettano meglio delle femmine.
-Solo i ragazzi hanno parlato di bulimia.
Un’alunna ha insistito sul difetto fisico che dà fascino come possibilità d’essere originali.
Questo è il dato che mi ha colpito di più, fonte di riflessione da giorni.
 
A che pur Donna il volto
ne lo specchio volgete,
se lo specchio del sol nel volto avete?
Sia di noi, sia di voi, solo il bel viso
lo specchio, e ‘l paradiso;
ch’ ha in sé tal nume accolto,
che ‘l vostro specchio ancor si specchia in esso,
et è lo specchio de lo specchio istesso.
(Gian Battista Marino, dalle Rime)

15 thoughts on “Anobuli

  1. Interessante… lo sarebbe anche di più se fosse possibile conoscere in maniera un po’ più dettagliata e approfondita il tema svolto dall’alunna (ma immagino che possano subentrare questioni di privacy, professionali, ecc.). Non mi piacciono le modelle anoressiche, vorrei tanto nutrirle un po’.

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  2. Post più attuale che mai. E’ molto interessante anche il duplice punto di vista, femminile e maschile. Per quanto riguarda l’alunna che ha posto in rilievo i difetti fisici come modo di farsi notare direi che mi dispiace che una ragazza pensi questo. Meglio per tutti evidenziare qualità interiori, umane, intellettive piuttosto che l’aspetto fisico, bello o brutto che sia. Ciao e buon inizio settimana

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  3. #Contestualizzo, Cassiope, il neretto adoperato. L’alunna intende riferirsi alla possibilità che quello che noi crediamo difetto fisico in realtà è ciò che ci contraddistingue dagli altri, donandoci fascino. Quindi non è usata l’espressione in senso “utilitaristico”, ma perchè si esalti l’originalità, anche quella dipendente da un “difetto” qualsiasi.

    #ABS, proprio così.

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  4. Caro Mel, penso che tu abbia fatto benissimo a proporre quei temi. Tutto può scadere nella banalizzazione, ma dobbiamo farci condizionare da quaesto timore. Scrivere richiede in ogni caso un utilissimo lavoro di elaborazione e argomentazione. Visti i risultati, perché non riproponi gli stessi temi?
    Ti saluto con affetto. harmonia

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  5. Affrontare un tema così attuale è importante per i ragazzi nel confronto con sé stessi, ragionare li aiuta a capire e magari anche ad evitare le trappole della vita.
    La riflessione della ragazza denota una sensibilità importante e anche una crescita che la differenzia dagli altri 🙂 Buona giornata Mel.

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  6. Bella l’osservazione evidenziata in grassetto.

    Sul fatto che i maschi si accettino meglio delle femmine non avevo dubbi, infatti la bellezza fisica è da sempre richiesta al genere femminile.
    Ma anche sul fatto che la bellezza non sia vista dai maschi come associata a un aspetto da stecchino, non avevo dubbi.

    Mi confermi quindi il mio buio totale sulle motivazioni delle ragazze che cadono in questo problema: come ho intuito da uno scambio di commenti sul post di una ragazza anoressica, esse sono irrazionali e prive di qualunque logica.

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  7. Giorni fa, proprio su splinder, sono capitata per caso sul blog di una ragazza anoressica (alta poco meno di 1,60 pesa 36 Kg)… mi hanno molto colpito i suoi post e avrei voluto lasciare un commento ma poi non ho osato… Di anoressia è difficile parlare… chi ne soffre non pensa che si tratti di una malattia… Che fare?

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  8. Ciao Mel,molto presa dalle mie lezioni a scuola,trascuro un pò gli amici.
    Questi ytemi anche se inflazionati sono poi gli argomenti più importanti che un educatore deve affrontare perchè fanno parte della nostra vita ed è giusto sentire come la pensano gli alunni e la ragazza che ha detto che un difetto fisico può determinare un attrazione è quella che ha saputo trovare la chiave di volta del tema,un naso interesante,un movimento del corpo particolare,possono distinguerci da un altro essere,allora perchè correre da un chirurgo per farsi rifare quando con molto meno denaro potresti alimentare l’intelligenza e fare comunque una buona riuscita?
    Benedetta quell’età in cui si crede a ciò che si vede e non alla genetica che sarebbe la spiegazione plausibile per accettare la nostra immagine.
    Baci Mel e buon lavoro.
    gohome

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  9. @Le “malattie” peggiori sono quelle di cui non siamo consapevoli, Little!

    @Go, io son rimasto attratto sempre e solo dal “difetto” che affascina: il naso, l’incedere… e ultimo il sigmatismo!
    🙂

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  10. C’è senso nell’anoressia, un senso osceno e perverso, ma c’è.
    E così anche nella bulimia, seppur meno “eroica”. Due malattie dell’anima che ora si cominciano a considerare come un’unica malattia.
    Sono malattie antiche, la principessa Sissi era anoressica.
    Delirio di onnipotenza ed autodistruzione si installano sull’insoddisfazione, sulla fragilità, sul non sentirsi sufficientemente amati.
    E poi c’è il ricatto verso coloro che li amano, forse male, forse non dimostrandolo a sufficienza il loro amore, quando c’è, se c’è.
    Si uccidono di fame i nostri ragazzi quando il cibo è abbondante, decorato, impacchettato. Si uccidono di fame quando hanno troppo. Vomitano nel ceesso il loro disagio, la loro rabbia.
    Si suicidano di fame.
    Una volta si moriva di fame.
    Poi c’è il problema dei modelli.
    I modelli di bellezza creati dai media per vendere di più: fanciulle esangui, fanciulli efebici e femminei.
    I “nostri” ragazzi si uccidono di fame, mentre altri prof non toccano il problema.
    I nostri ragazzi si uccidono di fame, e solo in Spagna è stata fatta una legge affinché in passarella non sfili la morte per fame.
    Conto i commenti: il mio è il quattordicesimo.
    No comment.
    Qui da te la media è molto più alta, di solito.
    Maria

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  11. @Maria, evidentemente non interessa il problema postato, oltretutto espressione diretta del sentire dei giovani d’oggi; come giustamente dici tu in in tuo commento,che incollo,…”Sì, il blog è svago, ma un pochino di civiltà infiliamocela tra un sospiro, una poesia ed il racconto di un orgasmo”.
    Credo questa sia la risposta.
    E poi ci sarebbe altro da dire, altro che ho già detto in un post precedente.

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