Solitamente aborrisco assegnare agli allievi temi che inevitabilmente scadono nella banalizzazione; però, avendo notato comportamenti strani da parte di qualche allieva e sulla spinta, confesso, delle sollecitazioni provenienti dalla lettura di post e articoli sull’argomento diffusi da alcuni blog e dai quotidiani, ho deciso di assegnare un saggio breve su anoressia e bulimia. In effetti le tracce erano due; l’altra su laicità e tradizione.
 
Magri i risultati sul piano quantitativo: su 27 soltanto 6 sufficienze, qualcuno di più, livello generale mediocre. Quattro sprovveduti, strappati alla zappa, si sono beccati tre.
Sul piano qualitativo, però, leggendo trasversalmente i risultati, ho appurato quanto segue.
– Maschi e femmine hanno affrontato in eguale misura la problematica. Non me l’aspettavo.
– Le femmine hanno insistito, relativamente alle cause, sui fattori psicologici associati a cultura delle passerelle.
– I maschi hanno evidenziato predilezione per “sedere”, seni e cosce in carne, quindi non tollerano i “grissini”, demonizzando la moda.
-I maschi si accettano meglio delle femmine.
-Solo i ragazzi hanno parlato di bulimia.
Un’alunna ha insistito sul difetto fisico che dà fascino come possibilità d’essere originali.
Questo è il dato che mi ha colpito di più, fonte di riflessione da giorni.
 
A che pur Donna il volto
ne lo specchio volgete,
se lo specchio del sol nel volto avete?
Sia di noi, sia di voi, solo il bel viso
lo specchio, e ‘l paradiso;
ch’ ha in sé tal nume accolto,
che ‘l vostro specchio ancor si specchia in esso,
et è lo specchio de lo specchio istesso.
(Gian Battista Marino, dalle Rime)