"Cassate" siciliane, ma non troppo!

Lo stallatico di vacca sì, mi è familiare.basilico
Da fanciullo, poiché abitavo  nei pressi di una stalla, era naturale non solo sentirne il puzzo, ma vedere anche le produttrici.
U zu Pitrino, infatti, per arieggiare l’ambiente, lasciava aperta mezza porta della stalla ed era per me passatempo curioso osservare le vacche defecanti.
Eseguivano le bestiole quasi un rituale.
Lentamente sollevavano la coda, poi, raggiunta la massima inarcatura, plaaff, plaaf, plaaf.
Immaginate come le mosche si avventassero fameliche sulle cassate di cacca, immaginate come quelle code non avessero requie. O per scacciare le mosche, e quindi il movimento era destra/sinistra o viceversa, o per scaricare dell’ottimo fertilizzante, e quindi il movimento era dal basso verso l’alto.
Sta che me ne stavo imbambolato ad osservare, fino a quando le narici protestavano.
U zu Pitrino riciclava la cacca, adoperandola come nutrimento per l’orto e la campagna.
 
Sembra il quadretto di un tempo sepolto.
In realtà c’è chi continua a riciclare la cacca degli animali.
Che mi combina un amico?
Raccoglie cassatine di cavallo che, messe a fermentare adeguatamente, alimentano quel basilico gigante (nella foto).
Altro che prodotti chimici!
 
E che mi combina una collega insospettabile?
Tiene a macerare sotto terra bucce di patate e ortaggi, peduncoli di peperoni, pomodori e melenzane, scarti di verdure e quant’altro possa essere definito vegetale.
Risultato? Delle piante rigogliosissime, nonostante talvolta, che ne so, una pianticella di peperoni occhieggi dal vaso di potos.
 
Forse azioni insignificanti per madre Terra, ma mi fanno sperare bene per il futuro.
 

17 pensieri su “"Cassate" siciliane, ma non troppo!

  1. Mi associo alle amiche vacche e a tutti i produttori di cacche fecondatrici, con gratitudine, ovviamente. Mi piace molto l’aspetto olfattivo del tuo racconto, perché mi rievoca esperienze dello stesso tipo. Anche i cavalli hanno una tecnica interessante, non dissimile da quella delle vacche. Un tempo c’erano anche i raccoglitori di cacche equine.
    Ciao, Mel, buona giornata! harmonia

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  2. Sapevo degli scarti,delle cassate,come dell acqua della pasta,dei fondi di caffè ed altro che ora non ricordo.Preferisco tutto ciò ai concimi chimici che avvelenano la Terra e noi.Ho Usato persino “quella”dei conigli,mi hanno detto poca per non bruciare le piante.Risultati ottimi,per fiori,ortaggi,basilico ecc.Ma non immaginare che abbia un giardino enorme,è piccolo solo che tra rose,ibiscus,piccoli agrumi ogni tanto pianto qualche piantina di pomodoro,cetriolo,peperone e melanzana.é bellissimo vederli crescere ,fiorire e fruttificare.L aspetto alla vista non è bellissimo,ci sono bruchi che ne mangiano le foglie e qualche malattia fungina che cambia il colore delle foglie ,ma il sapore…Un abbracio Mel :))

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  3. Ho sempre amato gli odori della stalla: da piccolo erano quasi droga per me, da adulto mi riportano nostalgicamente a tanti ricordi. Insieme al rimpianto, forse solo cerebrale, di non aver dedicato la vita all’arte della terra, perdendomi dietro alle parole.
    A proposito la “pulina”, come si chiama da noi la cacca di cavallo, è in assoluto il miglior concime per piante fiorite, meglio del prodotto ruminato delle dolci ed indispensabili vacche! Quando andiamo per valli e campagne porto sempre un capace sacco per la raccolta, ma puntualmente vengo stoppato dagli schizzinosi compagni d’auto.Uff!
    ser

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  4. ricordo una gita a Verona con la scuola. C’era la fiera agricola e soprattutto le vacche all’asta. Noi iniziammo a storcere il naso ma il prof. di tecnologia rurale ci prese quasi per il collo: “questa non è puzza ! è un aroma !!!”
    (manco a dirlo ad un compagno, a causa di un gesto scomposto, fu attribuita dal banditore una superba “bruna” da latte, e ci volle tutta la diplomazia del buon prof. per toglierlo dai guai … va bene sto svariando troppo)
    poi ci venne spiegato quanto può costare il letame fresco d’inverno, da spargere sopra i campi di grani seminati. Più dell’oro in quella stagione, mica uno scherzo, e così fu risolto anche l’arcano per il quale “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”
    … anche sui balconi di Genova 🙂

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  5. Dalle mie parti si usa ancora il letame come fertilizzante.. efficace ed economico!
    Per quanto riguarda i rimasugli vegetali.. non nego che a volte li utilizzo pure io per concimare i fiori!
    ciao ciao, carissimo!

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  6. Ti segnalo un post analogo: http://www.remobassini.it/blog/?p=728
    Sono una cittadina, ma l’odore di stalla e le mucche concimatrici hanno esercitato il loro fascino anche su mi quando ero bambina. Dovremmo tornare alla concimazione naturale, altro che prodotti spacciati per biologici al supermarket. Mia nonna lavava i panni col sapone di Marsiglia e i piatti con l’acqua di cottura della pasta. Poi usava il tutto per irrigare l’orto. Mai assaggiati pomodori e fagiolini migliori!
    Laura

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  7. Lo stallatico olezza di buono, malgrado e comunque.
    Stallatico di cavallo per le mie rose, grate le rose, meno grati i vicini.
    Funziona anche quello dei polli, diluito in acqua; quello di mucca e di cavallo dovrebbe essere ben secco.
    maria

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  8. Graaaazie!
    Io sto a Palermo ed ho un basilico rinseccolito e brutto assatanato che secondo me inizia ad avere dei pensieri suicidi..domattina via verso le Madonie a cerca di grasse gioveche di montagna!!!

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