Sabot, infradito, sandali…

Scarpe chiuse o dita al vento?
Il caldo estivo non mi è amico.
Il gentil sesso ha più scelta.
Puntualmente si pone il dilemma.
Da un lato la scarpa chiusa consente una presa ferma, una sicurezza nei movimenti impareggiabile rispetto ad un sabot  e all’infradito, dall’altro il forno estivo cuoce i piedi e si deve provvedere più volte al cambio dei calzini o dei fantasmini, che, però, a me non piacciono.
L’infradito è una scarpa che non a tutti sta bene.
Il rischio è la volgarità, perché a mio parere soltanto dei bei piedi vanno mostrati e perché bisogna saperlo calzare con eleganza. Ci vuole l’abbigliamento giusto abbinato anche al contesto. Concesso poi che si posseggano bei piedi, si è disposti a mostrarli?
Per i cultori del sesso feticcio, i piedi addirittura rappresentano il top dell’erotismo.
Il sabot è proprio rude.
Mi capita di vedere certi bellimbusti con canotta e pinocchietti che scambieresti tranquillamente con degli scaricatori di porto. Con tutto il rispetto.
Quanto ad igiene entrambi non sono il massimo.
A sera la pianta del piede è meno pulita di una trazzera e occorre un lungo pediluvio.
Ora hanno fabbricato pure quelli in resina, antipuzzo e antibatteriche.
L’altra sera una conoscente le calzava orgogliosa, sbandierandone pure l’esoso costo.
Che rimane?
Il sandalo alla francescana.
Pure qui occhi sgranati prima dell’acquisto.
Vero è che le dita sono visibili, ma almeno la fibbia consente una certa stabilità.
Alla fine con un sol colpo ho acquistato un mocassino frau e dei sandali semieleganti in cuoio e non gommati.
Semisoddisfatto.
Troppo bassi e io non è che sia proprio un gigante!
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Auguri a Pietre e Pietrini, Paolette e Paolini!