spine Giuliana è un’antica residenza di Federico III, con un castello turrito, fatto edificare dal re, ma la sua storia è antichissima.
 campanile
madonna dellIo e i miei amici, condotti da una straordinaria siculo-americana, Franca, per le anguste e tortuose vie del paese.
Ovunque dirupi, altezze e panorami mozzafiato.
Su uno di essi Franca acquisterà un vecchio casale, poiché stanca della metropoli newyorkese.
È disposta a separarsi fisicamente dal marito, pur di dedicarsi alla meditazione e al silenzio, per trascorrere qui, lontana dai rumori, gli ultimi cinquanta anni della sua vita.
Così ha detto uno dei suoi maestri indiani.
Gliene restano cinquanta.
Franca parla con amore e della vita e della morte, donando sorrisi con i suoi quasi cento chili.
Mentre il sole ci assedia da ogni lato e squadriamo il sito, si raccoglie un nugolo di donne, poi una giovane coppia.
I riconoscimenti, i saluti, l’accoglienza.
In questo centro quasi tutti sono cugini.
Così in un nonnulla ci ritroviamo dentro la casa, linda, degli sposini.
La padroncina provvede a rifocillarci.
Dell’acqua fresca per spegnere l’arsura e l’afa di un cocuzzolo di montagna al centro della Sicilia fra Sambuca, Bisacquino e Chiusa Sclafani.
Poi il caffé in uno splendido servizio.
Tazze con sfondo bianco e bordo celeste con fili d’oro e relativi piattini.
La semplicità, il garbo, il sorriso, il senso di essere tutti parte dell’umanità.
Mi rendo conto che esistono ancora sacche di generosità assolutamente gratuite e autentiche.
L’accoglienza mi disarma sempre e mi rende più accetto l’appartenere al consorzio umano.
 
(Le foto, scattate da me, ritraggono un arbusto spinoso dell’afosa campagna siciliana, il campanile della matrice di Giuliana, la statua caginiana della Madonna dell’Udienza)
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Oggi parto. Ci si rilegge ai primi d’agosto.
 

Benefattori

Tra i suoi passatempi c’è anche quello di provvedere al sostentamento di un pollaio casalingo,arrampicato sulla collina del mio paese.
La proprietaria è una cugina stretta, avida di uova.
Lui, mio padre, lo fa solo per passione.
Che mi racconta?
In quel pollaio vivono ben tre galli, due vispissimi, uno, ormai in decadenza, sta rintanato tutto il giorno dentro la casetta.
I mafiosetti, quasi a turno, stazionano sull’uscio, per impedire al vecchio di mirare le galline, che quest’anno hanno chiocciato a briglia sciolta.
Ma c’è un momento della giornata in cui il vecchio pollo ha la sua ora d’aria.
Appena mio padre fa il suo ingresso per rifocillarli, eccolo subito fuori il pollo!
Arrancando, segue il benefattore come un’ombra.
Gli altri due, stizziti, non osano avvicinarsi.
Lanciano soltanto fulminanti occhiate da quegli occhi strettissimi.
Terminata la distribuzione del cibo(cioè pasta asciutta, pane raffermo impastato con acqua e canigghia*, resti del pranzo o della cena della cugina),  e richiusa la porta di rete metallica,tutti tornano al loro posto.
I galli ‘ntisi** a tiranneggiare, le martiri a razzolare incalzate dai pulcini,  il vecchio nella cella.
Ma dei tre chi avrà contribuito a tanta prole?
Ce lo chiediamo tutti.
Io tifo per l’ergastolano.
E non solo per la prole.
 
(Contro i luridi mafiosetti… almeno la speranza, la possibilità, il sogno di un difensore dei deboli. L’impegno personale.)
 
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*residuo della macinazione dei cereali
** variante di mafiosetti
 
La foto è di un mio amico. Ha trovato una libellula, morta.
L’ha portata con sé a casa e l’ha posta sotto vetro.
Per conservarne la bellezza.

Il carbonio come carbonio, le parole come parole

Fu colto dal vento, abbattuto al suolo, sollevato a dieci chilometri. Fu respirato da un falco, discese nei suoi polmoni precipitosi, ma non penetrò nel suo sangue ricco, e fu espulso. Si sciolse per tre volte nell’acqua del mare, una volta nell’acqua di un torrente in cascata, e ancora fu espulso. Viaggiò col vento per otto anni: ora alto, ora basso, sul mare e fra le nubi, sopra foreste, deserti e smisurate distese di ghiaccio; poi incappò nella cattura e nell’avventura organica.
Il carbonio, infatti, è un elemento singolare: è il solo che sappia legarsi con se stesso in lunghe catene stabili senza grande spesa di energia, ed alla vita sulla terra(la sola che finora conosciamo) occorrono appunto lunghe catene. Perciò il carbonio è l’elemento chiave della sostanza vivente[…]
Ma c’è di più e di peggio, a scorno nostro e della nostra arte. L’anidride carbonica, e cioè la forma aerea del carbonio[…]
Questo gas che costituisce la materia prima della vita[…] non è uno dei componenti principali dell’aria, bensì un rimasuglio ridicolo, un’<<impurezza>>, trenta volte meno abbondante dell’argon di cui nessuno si accorge[…]
Da questa sempre rinnovata impurezza dell’aria veniamo noi: noi animali e noi piante, e noi specie umana, coi nostri quattro miliardi di opinioni discordi, i nostri millenni di storia, le nostre guerre e vergogne e nobiltà e orgoglio.
(Primo Levi, Il sistema periodico, 1975)
 
(Quasi quasi, dopo la lettura de “Il sistema periodico”, mi è venuta voglia di riprendere in mano il mio libro di chimica, ma non vi scorgerei la maestria narrativa di Primo Levi, autore che i luoghi comuni dell’ignoranza associano solo ed esclusivamente all’esperienza nazista.)
 
Calvino, un anno prima, scriveva:
<< Così decifrando il diario della melanconica (o felice?) collezionista di sabbia, sono arrivato a interrogarmi su cosa c’è scritto in quella sabbia di parole scritte che ho messo in fila nella mia vita, quella sabbia che adesso mi appare tanto lontana dalle spiagge e dai deserti del vivere. Forse fissando la sabbia come sabbia, le parole come parole, potremo avvicinarci a capire come e in che misura il mondo triturato ed eroso possa ancora trovarvi fondamento e modello.
(Italo Calvino,Collezione di sabbia (1974), in Saggi)
 

Umberto Boccioni     ElasticitàNAftenico-PALMitico
 
La normativa vigente non dà scampo, sebbene fumosa.
Con tre debiti, di cui due gravi(4/10) e uno lieve(5/10), un alunno può non essere ammesso alla classe successiva.
Si affida comunque ai consigli di classe la delibera.
Per fare un esempio… Eustachio (nome fittizio che nasconde una persona in carne e ossa) presenta 7 in italiano, latino e greco, 5 in lingua inglese, 4 in matematica, 4 in filosofia, 8 in educazione fisica, 6 nelle restanti materie scolastiche, 8 in condotta.
Letto così il quadro, un consiglio di classe può deliberare o la non-ammissione o l’ammissione con debiti da saldare l’anno successivo.
 
Ma se Eustachio proviene da un centro siculo ad alta densità mafiosa(ipotizziamo Sompazzo*) e, o per l’interrogazione o durante l’appello, non viene chiamato dal proprio professore per cognome e nome, ma attraverso un nomignolo geografico(letteralmente non offensivo, ma carico di disprezzo condito con ironia e sarcasmo… e allusioni ignobili… per ben due anni), se Eustachio più volte, anche con tono risentito e offeso, ribadisce all’acuto professore di chiamarsi Eustachio Vattelapesca e non, ad esempio, sompazzino, se Eustachio, nella propria imperizia adolescenziale, non segnala il pregiudizio né ai genitori, né ad altro personale della scuola, illudendosi che in fondo potrebbe trattarsi di una fatto passeggero(2 anni!), quel quadro proposto assume un altro colore, un’altra prospettiva.
Cosa rischia Eustachio, che si è permesso di protestare?
Rischia di non essere ammesso.
 
Eustachio non è stato ammesso… o meglio è stato bocciato.
Mai, più d’ora, participio fu azzeccato.
 
In casi come questi, dopo avere espresso la mia umana comprensione ad Eustachio, che conosco personalmente, mi verrebbe da usare con colleghi come quelli testè descritti il napalm.
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*Sompazzo è un omaggio a Stefano Benni.
Nella foto Elasticità di Boccioni.
 

La bellezza mi commuove sempre fortunatamente

santuzza 2

Il carro della Santuzza, Palermo 14 luglio 2007

velaLa vela tempestata di Svaroschi azzurri e bianchi. Essenziale ed elegante.

E prego
per quello in cui credo
e non cedo
ai predatori dell’anima mia.
E canto
e al tramonto m’incanto
la bellezza mi commuove
sempre fortunatamente
e il vuoto è la fine che temo
che confonde il mio cuore
e quello di tant’altra gente.
(tratto da Io credo di Grazia Di Michele- Ornella Vanoni ,cd Sheherazade 1995)
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Le foto sono di Francesco di Lampedusa, in vacanza a Palermo.