"Di notte… specialmente"

baia del corallo
Una ressa di eleganze davanti ai cancelli.
Tante barriere umane si frappongono neanche si fosse ad una dogana.
Come formiche, senza possederne però la parsimonia, passiamo l’esame davanti al primo Minosse, un omone con sguardo da furbo e muscoli fino alla cute del cranio.
Solleva lo sguardo, conta le teste, controlla la prenotazione.
Tre donne per cinque uomini.
Squilibrato il rapporto, ma si passa.
Poi la discesa lungo una pedana di assi di legno traballanti per la gioia dei tacchi femminei.
Un altro esame, la drink card, paghi, consegni il biglietto.
Ci si guarda intorno a spiare ciò che si indossa, si volge lo sguardo alle forme del corpo, protuberanze più o meno piacevoli si muovono sfilando tra decoltè e jeans.
 
Ma la poesia è dopo alla baia del Corallo.
Sulle terrazze, in parte cemento sdrucciolato e rocce, sono disposti tappeti e cuscinoni, dove è possibile adagiarsi e trascorrere proprio lì l’intera serata, mentre le fiammelle delle lanterne schizzano i loro tenui sprazzi di luce.
Stanotte spirava una brezza salutare, una fortuna la manica lunga.
Le onde tremolanti, sulle quali le luci del porticciolo gibiggiavano, ti provocano una sorta di intontimento estatico.
 
Lontana la pista per essere disturbati dalla musica.
Iniziano gli anni Ottanta, sfilano i Novanta.
Al bar è un perpetuo allungare di mani tra il banco e la cassa tra liquidi alcolici ed euro.
Un’impresa, dopo la Becks, raggiungere il w.c. e liberarsene.
Una sola porta a custodire un momento di riservatezza, due mega pappagalli,invece, al pubblico disinibito.
Che ti combino?
Dopo aver sostato qualche minuto davanti ad uno di essi, maledicendomi con tutto me stesso, ho dovuto rifare la fila per accedere al bagno con la porta.
Uno se n’è accorto e mi ha scherzosamente apostrofato “Cumpà, ma u facisti u militari?”.
L’ho liquidato con un sorriso di circostanza.
 
Più leggero, posso ora bivaccare tra i cuscini, i rumori del mare e le risa beffarde e divertite degli amici dopo il fattaccio capitatomi.
Alle due la risalita, ma a frotte arriva ancora altra gente.
************************************************
(Nell’immagine la baia del Corallo… di giorno)
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Di notte specialmente
Di notte lentamente di notte
Mi tornano alla mente
Proposte fatte come niente di notte
Le avventure avute facilmente
Sono acqua che mi sfiora leggermente
Dimenticando continuamente
Di notte specialmente

Di notte specialmente
Si soffre raramente di notte
Giocando solamente
Può essere importante di notte
Ma in fondo è solamente divertente
Di notte la notte specialmente.

(D. Rettore)

 

22 pensieri su “"Di notte… specialmente"

  1. cosa vuol dire quella frase in dialetto????? traduci per favore! Quanto all’esitare, io se fossi un uomo non esiterei e andrei al bagno con la porta. I pappagalli vanno bene solo per Duchamp. Se fossi un uomo non farei mai la pipì davanti a tutti. Non tollero neanche le madri che abbassano le mutandine ai bambini in pubblico, perchè tanto son bambini!

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  2. @Ombra, vuol dire “Compare, non hai espletato il servizio militare?”… dal momento che almeno molti anni fa nei bagni delle caserme si era in veste adamitica davanti a tutti. No porte, no tende.
    🙂

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  3. Mel mi sa che quel tizio non t’ha detto quella frase del tutto a caso. Ad esempio alla Cecchignola di Roma c’erano degli enormi “bottiglioni” con un bel cartello che invitava alla minzione in questi recipienti più o meno in questo modo: “questi contenitori sono destinati alla ricerca scientifica, poichè è comprovato che dalle urine delle persone sane si può estrarre una speciale molecola destinata alla sperimentazione scientifica”
    Naturalmente nessuno ci tolse mai il dubbio che quei “cosi” fossero pensati per controllare se ci facessimo spinelli o altro, ma so di certo che non ho mai invidiato gli addetti che ogni tre giori portavano via cotanta fortuna a mani nude …

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  4. Come ti capisco, neanche io, quando mi trovo in un bagno pubblico (aereoporto, stazione, ecc.) riesco a far pipì in quei cosi allineati a 2,a 3 lungo i muri. Come te, aspetto il mio turno davanti alla porta (neanch’io l’ho fatto il militare mi sa che è una cosa che conta nella formazioen del proprio pudore). Senti ma quel verbo bellissimo, gibiggiare, che vuol dì? Mi piace troppo il suono che fa 🙂

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  5. @Ray, quel tizio era un po’ cerebroleso secondo me. Se avessi sentito la cadenza… tutto un programma. Come la gran parte degli “scioperati” trentenni presenti in quel locale.
    🙂

    @Marcello prof, io l’ho espletato eccome! Ne parlerò qualche volta. 🙂
    Sul verbo… mi sono permesso una creazione personale, un hapax. L’ho formato da “gibigiana” (lampo di luce riflessa su una superficie da uno specchio, dall’acqua) con raddoppiamento alla siciliana(errato) della “g”. 🙂

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  6. mi è piaciuto leggere questo tuo flash di vita notturna accompagnato dalle parole della Rettore. E’ vero che la notte disinibisce.. ma a tutto c’è un limite 🙂
    Buon lunedì Mel

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  7. MEL Io vado alla Baia del Corallo praticamente uttti i venerdì, benedico il post, specie per il poter stare distesi sul mare, ma maledico
    – i wc
    -la terribile discesa che invece che essere digradante è senza dubbio degradante
    – le due/tre barriere da oltrepassare per l’ingresso…una voluta inutile selezione

    Baci
    PIESSE: se dovessi riconoscermi urla “sono MELCHISEDEC” ed io ” IONO BOUCHEROUGE”
    Magari riusciremmo a salutarci prima che la Neuro ci porti via

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  8. @Francesco, tu che mi conosci… avresti letto tanto in quel sorriso. In verità l’ho fulminato. Se tu fossi stato presente, ti saresti divertito. Ma c’è tempo ancora. L’estate da noi è lunga. 🙂

    @Alidada, fatti salvi i cuscini, i tappeti, l’atmosfera e il mare… il resto “prosa”. Però quei particolari ne fanno un posto davvero affascinante.

    @Bouche, confermi con “una voluta inutile selezione” la mia ipotesi. Ma a che serve ‘sta selezione se poi entrano tutti? Solo un modo per fregiarsi di un’esclusività che in fondo non c’è. Solo “salsa”… come avrai sperimentato a Palermo.
    🙂
    La prossima volta farò un annuncio alla baia.

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  9. Il luogo magico ha anche fatto scaturire alcune riflessioni…

    E’ mai possibile che laddove subentra il privato migliorano le condizioni delle nostre bellezze naturali?
    Laddove tutto è affidato al demanio… cumuli di spazzatura, inciviltà, maleducazione.
    Il mio sogno sarebbe conciliare il concetto di bene pubblico con l’efficienza del settore privato.
    Perchè non affidare la gestione delle coste ai privati con un rigoroso controllo da parte delle strutture pubbliche?

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  10. Mio caro, per l’annuncio non vedo l’ora…

    Pensando al privato, pubblico etc..torna la questione Tonnara di Scopello…mi dispiace doverlo ammettere ma non so come finirebbe se fosse pubblica, per come vanno oggi le cose

    Baci

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  11. caro mel, è scontato che qalunque cosa, gestita da privati, sia tenuta molto meglio della cosa pubblica. Lo vedo dappertutto, qui in Italia. Quanto alla gibigiana, sapevo cos’è perchè a Venezia la possono ammirare in molti, avendo le case a specchio dei canali…. ma scrivo questo commento soprattutto perchè indignata dalla frase che t’ha detto quell’individuo. A parte che è umiliante, sotto il militare, fare la pipì in pubblico e tutti nudi, ma io dico: possibile che questo azzeri il senso di decenza e di pudore di una persona, per tutto il resto della sua vita?! eh no! Finito il militare, finito tutto: si deve tornare a mantenere un certo decoro! O no???

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  12. Bello l’hapax, è onomatopeico, direi. Ma ciò che mi sorprende è un professore nell’espletamento di una vita notturna in luoghi di divertimenti e di perdizione! Mio Dio, Mel, che direbbero i tuoi allievi?
    La Baia in questione deve essere splendida e non mi meraviglia che la gestione privata migliori le cose. La gestione pubblica porta i clienti a pensare che “tanto è roba dello Stato” e a rompere, distruggere, profanare. Vaglielo a spiegare che lo stato siamo tutti noi?
    Ti auguro altre belle serate e, magari, bagni meno affollati.
    Laura

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  13. @Bouche, ok 🙂

    @Ombra, purtroppo nel ’91, quando feci il servizio, c’era anche di peggio. Ne parlerò.

    @Essssì Laura, chi lo direbbe? Gli alunni lo immaginano comunque, ma sempre stupiti rimarrebbero. 🙂

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  14. Beh, Laura mi ha anticipata, anch’io volevo sottolineare la musicalità di quel gibiggiavano. Comunque è stato piacevole immaginarti in veste… “sciolta”? E poi la storia del bagno mi ha strappato una risata, grazie, perchè oggi non è proprio una buona giornata.
    Alla prossima avventura… perchè non finisce mica qui, vero?
    Lory

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  15. Sono stato fortunato col militare: docce alquanto personalizzate e bagno privato di reparto 😀
    Certo se la chiamamo anche ritirata un motivo ci sarà.

    Vista di girono la baia è bellissima, di notte penso assomigli a tutti i luoghi finto-esclusivi di mare.

    Privato meglio? Diciamo che non esiste una gestione pubblica per fare in modo che ne esista una privata.
    Mai vista una clinica privata, e un ospedale pubblico, specie – ma non solo – al sud?

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  16. un apprezzamento speciale per l’inserto finale, perchè la Rettore sarà anche completamente pazza, ma a modo suo fu geniale nel panorama musicale italiano degli inizi anni ’80, e poi sabato notte l’ho rivista duttare con la compianta Giuni Russo in una storica “Adrenalina”,
    thank you very much !!! 🙂

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