"Frischi ri iurnata"

briciole<<Vruocculi, vruocculi frischi! Signora, belli frischi sunnu, ri iurnata, vruocculiiii!>>(1)
Ipocritamente, ho volto lo sguardo verso la cassa, temendo che l’offerta di broccoli, sebbene solo pronunciata, avrebbe potuto riguardarmi.
Con fare indifferente ho scostato le mie cose, due confezioni d’acqua e tre di latte tedesco, da quelle del matto, che le aveva addossate alle mie, perché, si sa, il rullo è traditore e la mano della cassiera agganga(2), come mano meccanica, ogni cosa che le è sotto tiro.
Ipocritamente non ho avuto il coraggio di frapporre il divisore di plastica, ma, a sorpresa, dopo pochi secondi, lo ha fatto lui, il matto.
A stupirmi ancora di più, Filippo, dopo aver sistemato la sua spesa, si è prodigato in strette di mano con tutte le cassiere.
Con lui sono state accoglienti e gentilissime, gli hanno chiesto come stesse di salute e lo hanno liquidato con un sorriso.
Da ciò ho appreso il nome dello strampalato, Filippo, che abbannia,(3) in un grande supermercato, <<Vruocculi, vruocculi frischi! Signora, belli frischi sunnu, ri iurnata, vruocculiiii!>>.
Non ho il tempo di fare ammenda, silenziosamente, delle mie incancrenite sovrastrutture, che assisto a un’altra scenetta.
Due signori, marito e consorte, con una spesa degna di un lucullo, rifiutano le buste di plastica e risistemano sul carrello tutti i prodotti già battuti.
Fra me e me ne condanno la taccagneria.
Fuori, però, mentre sistemo nel portabagagli il mio parco bottino, la scena del carrello con mille prodotti, senza che siano imbustati, si ripete quasi ovunque.
Gente, che pazientemente armeggia nei carrelli, ripone con pazienza certosina le latte di pomodoro pelato, le confezioni di pasta, i biscotti e quant’altro dentro scatole di cartone poste nel vano bagagli.
 
Per un attimo mi ero scordato di trovarmi in uno dei quartieri più popolari di Palermo, dove è naturale scambiarsi battute di condivisa umanità, salutare un matto e rifiutare le buste di plastica perché, probabilmente, qualche centesimo in meno fa la differenza in uno stipendio-salario da fame.
Tutto ciò… mentre, ieri sera a Ballarò, le onorevoli Melandri e Prestigiacomo discutevano, a colpi di trucco e a gambe accavallate, sulle leggi elettorali e le riforme costituzionali come urgenze del Paese.
 
Note
(1)   <<Broccoli, broccoli freschi. Signora, sono molto freschi, di giornata>>.
(2)   Agguanta.
(3)   Pronunciare a squarciagola.
 
 

21 pensieri su “"Frischi ri iurnata"

  1. splendido post! ho riso! visto l’orario devo fuggire dal lavoro…. domani, spero di trovare il tempo per scrivere due righe. L’argomento sui sacchetti di plastica dei market mi stuzzica! buona serata a tout le monde!

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  2. Ci hai fatto entrare per un attimo nel mondo vero, reale, lontano anni luce dalle fictions. E … da noi stessi, purtroppo, che di quel mondo sappiamo forse parlare, ma fatichiamo a riconoscere così vicino.Mi hai fatto provare un moto di vergogna e di colpa per le 1000 contraddizioni con cui giustifico a me stesso la distanza dalla concretezza della vita e della sua umanità.Grazie!

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  3. Io rifiuto anche i sacchetti gratuiti, persino in farmacia.
    Quelli di plastica inquinano, quando non finiscono in bocca a balene e delfini, quelli di carta depauperano il patrimonio boschivo.
    Sacchetti riciclati quando non se può fare a meno e carrello della spesa, le cose piccole direttamente nella borsa.
    Piccolo contributo personale al benessere (o al minor malessere) del pianeta, oltre ad usare i mezzi pubblici, invece della macchina.

    Nei supermercati del mio quartiere (ex-popolare, ora misto) le cassiere sono amichevoli quasi con tutti, pazientissime con i vecchi.
    maria

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  4. a colpi di trucco
    mentre c’è chi sacramenta a colpi di broccoli.
    Sempre di mercato si tratta, quindi in teoria è meglio laciarle aperte il più possibile le buste, ma se chi le conserva poi le ricicla ottiene un guadagno, anzi come indica Maria, parecchi benefìci, invece chi gli da il giro e raccoglie in riserva a quale utile si accòra ?
    ..azz.. mi si sta stravolgendo il “credo economico” 🙂

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  5. Carissimi, magari avessero un minimo di coscienza ecologica! Nel quartiere di cui sopra… il problema dei sacchetti di plastica si pone solo per risparmiare e, se lo rifiutano, è soltanto per non alleggerire le tasche! La zia Pippinella, la ‘gna Rosa e Turiddu manco l’hanno mai sentito la parola ecologia.
    Per intenderci il quartiere confina con Brancaccio.
    Se andiamo in altri quartieri, allora il discorso cambia, sebbene qualche signora di mia conoscenza si comporti esattamente come descritti nel post.
    🙂

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  6. Certo. Infatti quando eravamo un paese (ed un mondo) di poveri non c’era problema d’inquinamento.
    Riciclare, per povertà, taccagneria o coscienza, ma RICICLARE, ed andare a piedi o con i mezzi pubblici. Fa bene a noi, alle nostre tasche ed all’ambiente.

    Nel tuo post c’è un elemento interessante: le relazioni. Relazioni umane sono più facili in ambienti poveri, forse per una specie di disperata complicità (se non di effettiva solidarietà) e c’è più accettazione della diversità.
    Il mio quartiere è così, un ex quartiere romano di proletariato e piccola borghesia, ora multi-tutto: etnie, culture, livelli culturali, ceti economici diversi. Abitato da tutti, persino da qualche ricco e da artisti, ma la sostanza rimane quella del vecchio quartiere in cui ci si incontra e ci si saluta.
    maria

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  7. Che meraviglia di post Mel.Conosco bene questa Vita,questa gente colorata,in loro tutto quel che a volte non si vorrebbe vedere:la verità,la realtà per la maggior parte della gente.I vruoccoli frischi sono buonissimi ,che sapore!! 🙂
    daphnee

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  8. magari, agli attori della fiction che citi -detto con perfidia, sia ben chiaro- farebbe pure un po’ schifo, andare a fare la spesa in un posto frquentato da matti e vestiti neppure firmati, o taroccati…..

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  9. Mi spiegate perché il sacchetto di plastica dei supermarket, con tanto di logo in evidenza, devo pagarli??? … non solo! ……i cassieri si permettono di sbuffare e storcere il naso se malauguratamente la cliente, dopo l’emissione dello scontrino, ne richiede degli altri. Capisco che sono iper-stressate da un lavoro alienante come quello di trascinare i prodotti sul lettore, però…..! poi ripensandoci, dico fra me e me: “poverine, forse è l’unico momento in cui si sentono protagonisti e padroni!” Non travisate!!! rispetto ed onoro tutti i mestieri però credo che, qualsiasi cosa si faccia, si debba eseguire con grande professionalità. Lo stress va gestito!
    Ritornando al post, adoro i mercati rionali e l’ultima volta che ci sono stata, a Ballarò, ho provato grande emozione. In pochi minuti avevo conquistato la simpatia di un fruttivendolo. Se potessi, ci andrei più spesso ma è particolarmente distante dal mio quartiere. Si risparmia parecchio e si trascorrono minuti gradevoli, tra svariati odori e urla dei venditori (veri commercianti, riescono a conquistarti con le battute siciliane e con le canzoncine).
    Vai lì per comprare del pesce e ti ritrovi con 300gr. di carne, avevi scelto di mangiare una semplice insalata e invece, guardi il sacchetto, e ti accorgi che hai acquistato dei cavoli!! :- ) fantastico!!! buona giornata

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  10. I mercati palermitani sono un’esperienza di goduria sinestetica, persino le puzze acquistano un loro particolare sapore.
    Vucceria, Ballarò, il Capo.
    Eppure non possiamo farne folklore, c’è di tutto, oltre miseria e sporcizia, persino i capi e capetti mafiosi.
    Manco da molto, e spero ci siano stati cambiamenti in positivo.
    Trovo giusto pagare i sacchetti di plastica: se si pagano non si sprecano, forse.
    m

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  11. Consiglio: insalata di arance rosse e broccoletti verdi, appena tolti dalla pentola.
    E con i broccoli: pasta lunga con i broccoli condita in tavola con pangrattato bruscato in padella, al posto del formaggio.
    Quello che rimane (difficile) si ripassa -a fuoco alto prima, lentamente poi- in padella abbondamente sparsa di pangrattato, prima da una parte, poi dall’altra. Il risultato è tra la frittata di spaghetti e lo sformato di pasta.
    Indispensabile l’olio buono, facoltativi aglio, pepe o peperoncino, pinoli, uvetta passita (di Pantelleria, ovviamente).
    maria

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  12. L’esperienza sinestetica è la più particolare nei mercati rionali; anche il marcio, però, ti rifilano, se non stai vigile. Mettono in bella mostra il meglio e poi scelgono i frutti che hanno sotto il banco delle vendite. Eppure nei mercati storici i sacchetti non si pagano, invece nelle grandi catene, come giustamente dice Kleo, non solo paghi, ma fai anche pubblicità.
    Comunque ribadisco che fare la spesa nei quartieri popolari è un gran divertimento e si ha la misura della vita che pulsa autenticamente.

    Mai mangiati i broccoletti con arance. Mi sa che si può fare.
    🙂

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  13. Eppure è ricetta sicula.
    Arance rosse tagliate a fette e poi in quattro, condite con olio e pepe insieme ai broccoletti verdi (le cime di broccolo, ma anche i broccoli verdi siciliani) appena scolati (deve rimanere appena dell’acqua di cottura.
    Falla, poi mi dici.
    m

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  14. siccome siete tutti esperti e io invece riesco a cucinare al massimo un uovo al tegamino mi sa che va a finire che un giorno vi scroccherò un pranzo !
    poi gli avanzi si riciclano, almeno quello lo so fare 🙂

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  15. Vera la conclusione, prima mangiare e poi filosofare sosteneva qualcuno, ed è altresì vero che è molto più facile discutere sul sesso degli angeli (o sul sesso e basta) che dei problemi reali, ma d’altra parte i problemi reali, per esser risolti richiedono leggi elettorali degne delle persone che tirano a campà. Direi, mancato adeguamento tra i piani alti della società e i piani bassi o, se preferisci, tra lo stomaco e il cervello…

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