Acrobazie ipoglicemiche

chiassoNon so se mi sono sentito più un deputato o un senatore.
Mancava il display con le lucine di natale a sormontare, a guisa d’aureola, il capo del preside e dei collaboratori.
Si è votato oggi pomeriggio, in collegio dei docenti, per l’approvazione dei progetti extracurricolari, che spolpano più di un terzo dei fondi messi a disposizione della scuola.
Votare i progetti è come essere in parlamento in questi giorni.
Ben tre aggiornamenti della seduta, perché, quando c’è da spartirsi la torta del denaro pubblico, tutti ipoglicemici diventiamo.
A impreziosire gli interventi contribuiscono poi i rancori personali, le copie sbiadite delle ideologie, qualche motivazione psicologica, l’invidia tipica della guerra tra i poveri.
Che poi è così povera?
C’è chi intasca, a fine anno, migliaia di euro e almeno un viaggetto dignitoso se lo può accaparrare; chi si paga una parte del mutuo annuale, chi la scuola privata ai figlioli, perché, da un’indagine da me personalmente condotta, più di un terzo dei colleghi destina i bimbi a scuole private religiose.
I genitori, però, miei colleghi, insegnano nella scuola pubblica.
Che coerenza!
Tutte le proposte, nonostante l’ostracismo e l’ostruzionismo, sono passate tra l’astensione massiccia dei crumiri, l’opposizione dichiarata e il voto accordato per stanchezza.
Anch’io ho recitato la mia parte, intervenendo per ben quattro volte a perorare la causa della vecchia pedagogia, la quale da tempo ha ceduto la poltrona a psicologia(leggasi psicologismo), bisogno(termine orribile), contrattazione, prestazione d’opera esterna…etc…
Ne emerge un quadro pietoso, grottesco e a tratti disumano, allietato soltanto dalle acrobazie di quei colleghi che non sanno tenere in mano e avvicinare alla bocca il microfono a gelato.

In limine

IMG_4578

La foto è dell’amico Francesco di Lampedusa, che ringrazio. Non sono riuscito ad aggiungere parole alla foto, perché essa parla da sè. In limine. Pensieri sparsi…

Se procedi t’imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva…

(Da “In limine” di Montale, dono di Perla)

********* 

Ecco un caso di arte pervasiva o di arte per caso.
Il manto del cane si con-fonde con la trama dell’intonaco, per disegno e colore.
La porta si stacca con il suo azzurro freddo tra i colori neutri della figura-cane e del fondo-intonaco.
E chi guarda ne riceve una tensione straniante: canoni percettivi ribaltati o, comunque, poco chiari e quindi inquietanti.
Non è solo un cane sull’uscio, ed è oltre l’attesa di un cane che qualcuno si decida ad aprirgli l’uscio

(Dono di Maria)

**********

Ehilà, che bella sorpresa…!
E’ anche un po’ mia, questa foto…
Di sera, per le viuzze di Lampedusa, dopo aver cenato in un ottimo ristorantino…camminavo piano, pensierosa, davanti a tutti… Ad un certo punto mi son trovata davanti quest’ immagine: così, dal momento che non ero fornita di macchina fotografica, ma solo di un cellulare sgangherato che fa delle pessime foto, mi son voltata indietro ed ho chiesto a Frà di immortalare questo scorcio di evanescenza…i colori, gli elementi…sembrava un quadro.
Ed in quel momento, io mi sentivo…"sospesa"…
Non potevo non rubare questo istante di magia…Grazie Mel…
Simo

 

Asciuttezza

                    Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt.

                        (Virgilio, Eneide I, 462)

L’asciuttezza dello stile mi piace.
Serve un’asciuttezza di stile di vita, anche.
La ribellione deve riuscire a godere di una giusta lontananza dalla mischia e dall’ovvietà del contrasto rancoroso.
Il che non significa mancanza di emozionalità partecipativa, il che non significa assenza di partecipazione emozionale.
Esistono tanti modi di esserci, malgrado e comunque.
Esistono modi per non sentirsi schiacciati.
Il sistema temo-penso sia creato da tutti noi, in qualche modo perpetrato e perpetuato: pagare il pizzo, addossare colpe a singoli -seppur deprecabili- individui, adeguarsi per comodo o stanchezza, derogare, demandare, asservirsi, considerare inutile il proprio negotium, rinunciare al pensiero divergente (dai cattivi e dai buoni)…
Il timore della morte uccide più della morte.
Maria  (http://mariaprivi.splinder.com)
 
Esistono tanti modi per non sentirsi schiacciati.
Anche guardando questa meraviglia, asciugata dai secoli e dalle intemperie.
Abbastanza “asciutta”, no?
Proprio dietro il liceo, dove insegno.
 
(Ho scattato la foto col cellulare, durante una pausa-caffè.)

Disutile

“Se uno si trova a vivere in un sistema ingiusto che non può sperare di cambiare nel corso di una vita umana, se non crede nei valori della vita solitaria e contemplativa, sarà indotto a chiedersi se e fino a che punto deve adattarsi, se ha un senso ribellarsi per essere schiacciati; e allora potrà trovare in Tacito ragioni per la rassegnazione, ma anche per una vita operosa, non inutile agli altri” (Antonio La Penna, Vivere sotto i tiranni).
 
“Davvero fosti fortunato, Agricola, non soltanto per la nobiltà della tua vita, ma anche per la tempestività della morte. Come riferiscono coloro che poterono ascoltare le tue ultime parole, accettasti con fermezza e di buon grado il tuo destino, come se, per quanto è dovere di un uomo, tu offrissi al principe una dichiarazione d’innocenza. Ma a me e alla figlia di lui, oltre al dolore per la perdita prematura del parente, accresce la mestizia il fatto che non ci è stato possibile assisterlo durante la malattia, sorreggerlo mentre spirava, saziarci del suo volto e del suo abbraccio. Avremmo certamente potuto raccogliere gli ultimi desideri e le ultime voci, per imprimerli profondamente nell’animo. Nostro fu questo dolore, nostro questo strazio, da noi fu perduto quattro anni prima a causa di una tanto lunga assenza. Ogni cosa fu fatta certamente in abbondanza, ottimo padre, per renderti onore, dal momento che ti assisteva l’amorosissima sposa: tuttavia con troppo poche lacrime fosti sepolto e nel vedere l’ultima luce i tuoi occhi cercarono invano qualcosa”.
(Tacito, I sec, Agricola, 45, 3-5)
 
Ho postato parte della laudatio funebris che lo storico Tacito dedica al suocero Agricola che, all’ultima ingiustizia subita da parte di Domiziano, non oppone clamorosi quanto inutili atti di resistenza, ma il ripiegamento nel culto stoico della libertà interiore.
I successi militari, che toccarono il massimo successo nell’84 con la vittoria sul monte Graupio(forse nei pressi dell’attuale Inchtuthill sul Tay), suscitarono l’invidia e la gelosia del tiranno Domiziano, che temeva il confronto con il suo falso trionfo in Germania sulla popolazione dei Catti. Agricola si rassegnò ad essere messo in disparte, pago di aver fatto il bene della patria.
 
Gneo Agricola come Biagi?
Ieri sera ho sentito il più bel tributo su Biagi, quello di Ersilio Tonini, che ha posto l’accento sulla causa dell’assenza del giornalista; Biagi era disutile al sistema.
 
Se trattasi di sistema ingiusto, vi prego, non accusate soltanto l’ex presidente del Consiglio, che è stato ed è un elemento del sistema, non il Sistema.
 
 
 

Inversione di organi

Ci sono esseri umani che hanno i genitali al posto del cervello. Messaline Lisisca
Risaputo, no?
Non parlo degli schemi mentali al femminile o al maschile, ma di quegli individui che vivono annusando ormoni a destra e a manca, quelli che eleggono la passera o l’uccello a computer di bordo delle relazioni umane.
Snervati dalla morbosità patologica dei loro desideri, intravedono sbrodolamenti e sudore d’eccitazione ovunque.
Capita pure, a detti soggetti, meglio definirli ectoplasmi sul piano dell’essere, di non avere risolto dentro di sé quei meccanismi di crescita equilibrata, che permettono di distinguere la persona dall’animale, che comunque c’è in ognuno.
Se a ciò si aggiungono i pregiudizi circa la facilità delle ragazze nordiche a spennare uccelli, la noia come incapacità di vivere il dramma della vita, la spregiudicatezza nel mostrare parti del corpo, che da talune menti malate è percepita come autorizzazione alla copulazione coatta, si producono certe mostruosità, che in questi giorni hanno un solo nome: il delitto di Meredith.