ScannedImage-4Prendo spunto da un arricchente scambio di opinioni con Perlasmarrita (nei links Agorà e Anime in immagini) e riporto lo stralcio di un mio pensiero buttato così: << La scelta di un’immagine può seguire vie razionali e culturali o intime o entrambe le vie… Ultimamente inizio a dubitare sulla possibilità del linguaggio di rendere effettivamente il senso che ognuno trova in un’immagine, di spiegarlo, di illustrarlo. Ognuno segue vie proprie, a volte inedite, a volte scontate>>.
A dimostrazione di ciò, l’immagine postata.
Potrei dire <<mi piace>>, ma non trovo le parole; anzi, se dovessi verbalizzare, direi <<assolutamente insignificante>>.

12 pensieri su “

  1. L’immagine è immediata. E’ un linguaggio non parlato che arriva a chiunque da qualsiasi parte arrivi.
    L’immagine che hai postato mi porta immediatamente l’idea della transumanza, della vita pastorale, della natura.
    Può piacere o non piacere darle un altissimo significato o meno ma il senso arriva, più o meno univoco.
    La parola ha invece bisogno dello svolgimento, della spiegazione.
    Ma non per questo è meno potente dell’immagine.
    Tanto è vero che le prime “immagini” ci arrivano da molto lontano. Quando non esisteva la scrittura o la pittura come strumenti di consapevole trasmissione culturale.
    Bene, in quei contest l trasmissione era orale, lo sappiemo. Quel che meno si sa è che le immagini venivano trasmesse attraverso la rappresentazione visiva del corpo umano sapientemente guidata dallo sciamano o dal capo tribù.
    In definitiva o non trovo nessuna delle due (immagine e parola) subalterna all’altra.
    Grazie :))

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  2. Noi umani diamo voce a noi stessi, con tutti i linguaggi a noi noti ed inventandone sempre di nuovi.
    Dando voce (e immagine) a noi stessi crediamo di dar voce agli dei, alla natura, alle stelle…
    Siamo sempre e solo dei Narcisi, inevitabilmente prolissi ed autoreferenziali.
    La comunicazione grafica comunica di per sé, come la musica.
    Eppure noi siamo metalinguisti, così illustriamo le parole, raccontiamo le immagini, sottotitoliamo, spieghiamo…
    Chiediamo o diamo spiegazioni su tutto.
    I giovani sono più diretti, più intuitivi, più percettivi, almeno riguardo i nuovi linguaggi ed i loro media.
    Un po’ l’invidio.
    🙂

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  3. No che non ti bacchettiamo.
    (in realtà qui ti si ama in maniera quasi imbarazzante)
    Ognuno di noi deve aiutare se stesso e gli altri cui tiene. Un modo è ricordarci a vicenda del semplice.
    Basta che ci ricordiamo che potrebbe essere più importante lasciare un filo di lana per un nido che scrivere una poesia.
    L’ossessione umana del descrivere, raccontare, fermare, indagare, analizzare…non deve farci perdere il piacere del “semplice” guardare, annusare, toccare.
    🙂

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