Tea

TEA

Tea

Tea sarebbe finita schiacciata sotto la pressa del compattatore della nettezza urbana o soffocata, se Denise non si fosse accorta del gestaccio.

 

I fatti risalgono a sei anni fa.

Un giorno di settembre, come un altro, se non fosse che a settembre in Sicilia il sole picchia come ad agosto ed è usuale prolungare la villeggiatura.

Ma quello non era un giorno come un altro.

Denise e un amico avevano sfidato l’afa; qualcuno doveva pur andare in pasticceria per ritirare la torta.

Era, infatti, il compleanno di Simona, sorella di Denise.

Si sarebbe festeggiato allegramente, ma nessuno sospettava fino a che punto, men che meno Simona.

 

Lungo la strada del ritorno, Denise sbarrò gli occhi e il fiato le bastò per urlare all’amico di piantare i freni.

Scese dalla macchina e corse.

Due manigoldi avevano scaraventato dentro un cassonetto qualcosa che si muoveva.

Denise perse la ragione in quel momento e chiese retoricamente ai due bellimbusti cosa avessero lanciato dentro l’immondizia con così grande foga, sicura, in cuor suo, che di vivente doveva trattarsi.

Quelli prima farfugliarono quattro parole, poi all’insistenza di Denise alzarono la voce, facendosi ragione del misfatto.

La cosa prese una brutta piega.

Si era avvicinato l’amico di Denise e in certi contesti di disumanità e di ignoranza è facile venire alle mani.

Denise se ne rese conto e perciò decise di ignorare quei due e, detto fatto, si tuffò dentro il contenitore ad acciuffare ciò che per lei era vivente, e si muoveva, e palpitava, e guaiva.

Debolmente a dire il vero.

 

Rincasarono in ritardo.

Con la torta e un cucciolo di cane.

Un oh corale fu subito sommerso dai perché, dal dove, dal come.

Seguì poi il basimento generale per la tragedia evitata.

Le candeline, quel giorno, si spensero per due.

 

Tea, oggi, è una signorina.

Simona ci tiene a precisarlo e declina gli inviti dei cani cavalieri che corrono appresso alla sua cagnolina.

Finanche ieri sera un categorico no alla proposta di accoppiamento del cane di un’amica.

Tea è elegante, agile e snella.

Si accomoda compita sul divano e accavalla le zampe.

Salta giù e si rifugia sotto il tavolo, mentre la coda, scodinzolando freneticamente, batte i suoi colpetti sui ginocchi di chi è seduto.

Un neurologo non lo farebbe così bene.

Le orecchie non hanno pace.

Scattano in su velocemente per poi piegarsi ad ogni minima percezione.

È una buongustaia, ma la padrona la tiene a dieta.

Soltanto croccantini.

Tea è pure monellaccia.

Se qualcuno le fa troppa festa, lei cosa fa?

Per la contentezza si piscia addosso.

Il punto forte di Tea è, tuttavia, lo sguardo.

Nei suoi occhi c’è soltanto tenerezza.

Forse la tenerezza dell’essere stata abbandonata.

 

Ci sono cose che neanche un cane riesce a scordare.

 


Tea lettrice

Tea lettrice

(Le immagini appartengono a Simona, che ringrazio)

21 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. flaviablog
    Gen 12, 2009 @ 11:19:00

    Tea colta e sensibile! 🙂
    Mi piace Tea, mi piacciono tutti i cani. Sono persone. La sua storia è commovente, ma con un lietissimo fine. Mi spalanca il cuore. Mi fa stare bene. Bravi 🙂

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  2. perlasmarrita
    Gen 12, 2009 @ 11:27:00

    Dolcisima storia d’amore e di bellezza che rinfranca – in parte – dalle brutture del mondo in cui viviamo e che parte prio da una di queste brutture per evolversi (almeno per una volta) in maniera positiva.
    Tea, poi, è bellissima.
    L’amore per gli animali è un qualcosa che nn si insegna, credo io… è un sentimento spontaneo che nasce dal cuore.
    Bel post, Mel 🙂

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  3. lanoisette
    Gen 12, 2009 @ 13:14:00

    che meraviglioso regalo di compleanno!

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  4. Masso57
    Gen 12, 2009 @ 15:07:00

    Brava Denise: ci vuole coraggio e forza d’animo. Soprattutto, ci vuole un’anima, e lei ne ha.

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  5. tresnovios
    Gen 12, 2009 @ 16:49:00

    Tenera Tea, grandi Denise e Simona!

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  6. flalia
    Gen 12, 2009 @ 17:09:00

    Eh eh… una collega di lettura (bellissima foto) ;-))
    Bellissima storia, l’indignazione e la commozione tenute a bada dal sapere che Tea sta bene e che esistono persone come Denise 🙂

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  7. daphnee
    Gen 12, 2009 @ 17:58:00

    Che bella storia Mel e quanto è dolce Tea,una vera signorina :)))
    Sai dove abito io, essendo una zona un pò isolata, spesso vengono abbandonati cani. Fin’ora ne abbiamo salvati due.Uno l’ha adottato un muratore che a quel tempo ci stava facendo dei lavori ,l’altro è recentissimo,qualche mese fa. L’abbiamo chiamato jerry.Era terrorizzato, ci sono voluti due mesi perchè si fidasse giocando e facendosi finalmente accarezzare.I vicini stanno facendo storie,non lo vogliono, noi gli abbiamo fatto un rifugio, ma è libero e non possiamo tenerlo,abbiamo tre cani e due gatti.Lo stiamo curando e stiamo cercando qualcuno che lo ami. E’ vero Mel quegli occhi non dimenticano…

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  8. Murasakishikibu
    Gen 12, 2009 @ 19:36:00

    Molto bella mentre legge ^__^
    E complimenti a Denise, naturalmente.

    Murasaki

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  9. melchisedec
    Gen 12, 2009 @ 21:03:00

    Mentre Denise mi raccontava il fatto, io ero a bocca aperta. Poi, a casa, mentre riflettevo, è venuto fuori il post.
    Io ho un rapporto problematico con i cani, li temo, ma Tea mi ha incoraggiato ad amarli di più, insomma un’esperienza di crescita che, se non vissuta, non è possibile capire.
    Tea è quasi un essere umano. Sente, ascolta, obbedisce, dà affetto, gioca.
    Una meraviglia!
    La foto è eloquente.

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  10. marzia
    Gen 12, 2009 @ 22:00:00

    Cavolo, Mel, mi ha fatto commuovere.
    Non mi capita facilmente nei miei 53 anni, come m fossi indurita, ma questa storia mi ha fatto tenerezza infinita.
    Devo farla leggere a mio figlio …

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  11. marzia
    Gen 12, 2009 @ 22:02:00

    Leggo ora che hai un rapporto con i cani simile al mio..
    Temo perchè avverto, sento molto la loro istintività e la mia.

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    Rispondi

  12. Altair74S
    Gen 12, 2009 @ 22:32:00

    Lei è qui, adesso, seduta dietro di me. Sì sì, dietro. Io sono sulla poltroncina rossa davanti al pc, e siccome non ci siam viste tutto il giorno a causa del lavoro, adesso mi sta appiccicata. Ora che ci penso, anche quando son libera e quindi sto tutto il giorno in casa, mi sta appiccicata, questa piattolina.
    E’ bellissimo, il tuo post, e sono bellissimi anche i commenti. Li ho letti ad alta voce, e sembra che la pupetta abbia capito, mi guardava col suo solito sguardo languido…
    Io la adoro, è la mia figlioletta pelosa. Siamo sempre “abbarbicate”, io e Tea. E sono contenta che anche tutti quelli che la conoscono, se ne innamorino, perchè se lo merita. Così come lo meriterebbero tutti i canuzzi abbandonati, maltrattati, seviziati, uccisi.
    Quando mia sorella se n’è spuntata con questa palluzza fitusa, piena di pulci, zecche e piaghe (sì, piaghe…) insieme alla torta, non ho pensato più a nulla. Solo a lei.
    Alla fine, com’era logico, me la son portata io a casa. Anche perchè avevo esaurito le “scorte umane” alle quali “affibbiare” i canuzzi che salvavo.
    In tanti anni di volontariato nei rifugi, nei canili, nella LAV e via dicendo, ne ho viste di tutti i colori, ed è impossibile salvarli tutti. Ma goccia a goccia, è possibile riempire bicchieri, bottiglie, vasche…
    La conoscenza risveglia la coscienza. Ma deve esserci Amore.
    “Possiamo giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali…”
    E’ vero, assolutamente.
    Grazie Mel, da parte mia, e di Tea.
    BAU a tutti!

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  13. Raymond
    Gen 12, 2009 @ 23:00:00

    sai Mel… se è persino monellaccia vuol dire che il piccolo miracolo si è compiuto in pieno, perchè se poteva essere la vittima di un gran brutto capriccio, ora essa stessa …pardon meglio lei, è spunto di speranza per tanti altri gesti molto più equilibrati, dove serve sempre però un gran bel carattere, come quello della padroncina 🙂

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  14. AMALTEO
    Gen 13, 2009 @ 01:20:00

    caro mel
    quando leggo queste storie (e ce ne sono davvero molte) penso ad una frase che ho letto al museo mart di rovereto:
    “noi siamo il male”
    l’ eccesso di antropocentrismo ha prodotto l’estinzione di moltissime forme viventi.
    tu sai che ogni anno io e mia moglie scegliamo dei pensieri che ci sembrano definire il segno dei tempi.
    nel 2004 fu questo
    (commento successivo)

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  15. AMALTEO
    Gen 13, 2009 @ 01:22:00

    La fine di questo apocalittico 2004 (dopo Beslan, i rapimenti, le decapitazioni anche lo Tsunami …)

    non porta a festeggiare, ma a meditazioni solitarie.

    Proviamo, senza festa e con pensiero tragico, ad augurare comunque a tutti un migliore 2005, proponendo un paradossale “esercizio filosofico”.

    Paolo e Luciana

    31 Dicembre 2004

    Considerare l’umanità come un errore

    Durata: circa un’ora

    Materiale: nessuno

    Effetto: tonico

    Ci hanno tanto detto che siamo eccezionali! Il centro del mondo, figli di Dio, coscienza del tutto, sale della terra, intelligenza, esseri parlanti, anima della scienza, vettore del progresso. La nostra esistenza fu cosi tanto acclamata da miti, religioni, filosofie, discorsi compiacenti che non capiamo più i nostri fallimenti, le nostre bassezze, le nostre interminabili guerre e il fango senza fine di cui siamo ricoperti. Sono state cercate soluzioni dì ripiego che permettano di spiegare la nostra caduta, la nostra maledizione e la nostra doppia personalità.

    Provate allora a sperimentare una disillusione più radicale, indubbiamente più benefica.

    Disfatevi di ogni considerazione di tipo esistenziale. Considerate l’umanità solo pura casualità, un fiasco, un incidente biologico. Essa si è sviluppata senza ordine, su una pietra, in un angolo infinitesimale. Un giorno scomparirà per sempre senza che nessuno ne conservi memoria e ne parli mai più. Nel corso delle decine di migliaia di anni in cui questa strana specie è sopravvissuta, non ha fatto altro che languire. Poi si è riprodotta in modo sconsiderato saccheggiando il luogo dove vive. Prima di estinguersi avrà accumulato un’indicibile quantità di sofferenze inimmaginabili e inutili, di massacri e carestie, di schiavitù e oppressioni.

    Osservate con lucidità questa specie assurda e violenta. Guardate in faccia l’assoluta mancanza di giustificazioni, la sua esistenza effimera e insensata. Esercitatevi a sopportare l’idea che l’umanità non ha fondamentalmente né ragione dì essere né alcun avvenire.

    Ciò dovrebbe contribuire a rendervi sereni.

    Perché su questo fondo di nonsenso e di orrore, il bagliore di tutto quanto è sublime spicca come un dono senza pari. La perfezione della musica, i quadri indimenticabili, la gloria delle basiliche, le lacrime dei poemi, le risate degli amanti… Altrettante conseguenze dell’errore. Altrettante ineffabili sorprese.

    Da: Roger-Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano

    Rizzoli, p. 171 – 172

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  16. Ombraserena
    Gen 13, 2009 @ 10:04:00

    CHE MERAVIGLIA DI POST… che meraviglia di fotografie!!!! guarda caso, il mio ultimo post riguarda proprio una vergognosa storia di cani. Un bacione virtuale a Tea!!!

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  17. castoretpollux
    Gen 13, 2009 @ 10:51:00

    La foto mentre legge è veramente eccezionale!!!! Ha un profilo da quadro quel cane… 🙂

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  18. melchisedec
    Gen 13, 2009 @ 14:42:00

    Di presenza Tea è ancora più bella, oltre che affettuosa.

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  19. latendarossa
    Gen 13, 2009 @ 16:19:00

    Diciamo che i 2 manigoldi sono la prova vivente che non necessariamente essere umani significa essere intelligenti. Viva Tea e poi…è una cagnolina lettrice! 🙂

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  20. melchisedec
    Gen 13, 2009 @ 18:50:00

    Tea, Marcello, possiede un’intelligenza che m’ha lasciato senza parole.

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  21. Altair74S
    Gen 20, 2009 @ 22:47:00

    Tea[..] Tea sarebbe finita schiacciata sotto la pressa del compattatore della nettezza urbana o soffocata, se Denise non si fosse accorta del gestaccio. I fatti risalgono a sei anni fa. Un giorno di settembre, come un altro, se non fosse che a settembre in S [..]

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