Acetoselle o “sucamèli”

sucameli, foto dell'amica Daphnee

Non è il giallo dei limoni montaliani.
Ha un che di elettrico.
Se si potessero togliere le briglie all’immaginazione, si favoleggerebbe che l’artefice è il sole.
Novello Prometeo, ruba ai nobili elementi dell’atmosfera il neon e illumina le corolle dei sucameli.
Accecanti per la loro luminescenza, ricoprono le zolle di terra gravide della pioggia primaverile, abbelliscono i cigli delle strade e qualche ciuffo sbuca dalle fenditure dei muri di tufo.
Sono dei fiori delicatissimi.
Da fanciullo mi disperavo quando, dopo averli colti, li riponevo dentro un vaso.
La vividezza avvizziva languidamente, scolorando in giallume, lo stelo si incurvava pateticamente; a nulla serviva l’acqua e le mie larvali conoscenze di botanica svaporavano insieme al profumo e alla luce floreale.
I sucameli, infatti, si alloggiano o tra i musi umidicci di capre, pecore e vacche o tra i denti dei piccoli campagnoli; con i compagni di strada, nei pomeriggi primaverili, se ne faceva razzia tra i manti erbosi delle colline. Si faceva a gara tra chi riuscisse a suggerne dallo stelo le midolla aspre e pizzicanti al palato.
Ora, soltanto se posseduto dal demone bambinesco, li potrei strappare dalla terra e rituffarmi con la memoria nei sapori della fanciullezza.
Li miro, invece, accoccolati bordi delle strade, sotto le chiome degli agrumi, mentre mescolano il loro giallo elettrico al candore delle zagare primaverili.
Ora non è più tempo.
 
(Dedico il post a DAPHNEE che gentilmente mi ha donato l’immagine dei sucameli; il nome scientifico non lo conosco)

19 thoughts on “Acetoselle o “sucamèli”

  1. Sono senza parole.Meravigliosi sucameli che da noi (come tante altre ricchezze) non ci sono. O almeno credo. Certo non abbiamo le zagare.Confesso che letto il titolo del post per un attimo mi ” ‘ngiarmai” pensando a “cose vastase”, eh eh.
    Beato te tra tanta bellezza!

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  2. Questi vivaci fiorellini ti hanno ispirato un post scritto benissimo, non è solo scritto bene, “suonano” bene insieme le parole, cosa che accade spesso, nella tua scrittura 🙂

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  3. Ricordo dalla cara Daphnee che fosti tu a definirli col nome siciliano; ce ne sono a milioni per le strade che percorro questi giorni, ma come te mi dispiacquo di non riuscire più a goderne appieno. Sì, elettrici sono! Quasi “acidi”, così sfacciati … 🙂

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  4. arrivo sulla scia dei tuoi commenti lasciati da perlasmarrita, dodo, amalteo … incuriosita entro e già resto incantata da questo delicatissimo post 🙂

    scorgo qualche altro scritto e mi trattengo sul tuo “lasciar andare i tuoi ragazzi …” verso il viaggio che non solo metaforicamente percorranno da soli, futuri adulti, cui hai contribuito a gettare idee di fondamenta.

    con piacere ti seguirò

    un saluto ed un sorriso 🙂

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  5. Mi sono incantata a leggere il tuo post Mel! Lo trovo poetico, dolcissimo , esattamente come quei fiori gialli che, essendo noi due “vicini di casa”, abbelliscono anche da me i prati.
    Non sapevo si chiamassero così, ho chimato mia mamma , le ho chiesto, anche da me si chiamano “sucamedi”, il senso è uguale… contengono un nettare simile al miele nella loro corolla, e sono chiamati così per questo.
    Ma il nome scientifico neppureio lo conosco :..

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  6. @Tres, in effetti il nome fa pensare a “cose trubole”; avrei dovuto aggiungere un accento… “sucaméli”. Grazie!

    @Bene, Chichita!

    @Grazie, Flalia! Mi hanno ispirato i fiori.

    @Marcello, “Primavera d’intorno brilla nell’aria…”; la primavera è una stagione splendida, almeno per me.

    @Ray, mi piace “acidi”. Così è.

    @Grazie, Sisempre, avremo modo di confrontarci. 🙂

    @Perla, ti ringrazio. Hai colto il senso di dolcezza. Aspetto che qualcuno mi dica il nome scientifico.
    🙂

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  7. Ciao, Mel! Che piacere riaprire il tuo blog e trovare, ancora una volta, un inno alla Bellezza.
    Io questi bei fiori non li conosco, oppure non li riconosco. Non so se crescono, dalle mie parti.

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  8. Nei tuoi ricordi ritrovo i miei caro Mel,anch’io da bambina li raccoglievo e li portavo a mia madre,ma appassivano…eppure nel loro abitat naturale sono così resistenti.
    Sono contenta che ti sia piaciuta la foto e ti ringrazio per la dedica 🙂
    Sono rimasta sorpresa leggendo i commenti degli altri blogger, pensavo crescessero ovunque questi fiorellini
    Sto cercando il loro vero nome,spero di trovarlo, ti farò sapere
    Grazie 🙂

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  9. @Sono ovunque in Sicilia, Gipsy.

    @GRAZIE Sisempre! E dire che sul libro di Osservazioni scientifiche delle medie c’era il disegno dell’acetosella! Grazie!

    @Grazie a te, Daphnee. Il tuo dono mi ha fatto scrivere “poeticamente”. 🙂

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  10. Io li conosco come “aghirazzi”, per via del sapore aspro, mentre per sucameli conosco dei fiori a capanellina bianchi e viola dai quali si può realmente succhiare un po’ di nettare.
    Un saluto

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  11. @Mi sa che hai ragione, Kappadue. Anche con quelli ho familiarità. I fiori bianchi di cui parli furono una scoperta delle medie inferiori. Dolcissimi, infatti “suca”… “meli”, melos.
    🙂
    Intanto si sa che sono acetoselle.

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