Acetoselle o “sucamèli”

sucameli, foto dell'amica Daphnee

Non è il giallo dei limoni montaliani.
Ha un che di elettrico.
Se si potessero togliere le briglie all’immaginazione, si favoleggerebbe che l’artefice è il sole.
Novello Prometeo, ruba ai nobili elementi dell’atmosfera il neon e illumina le corolle dei sucameli.
Accecanti per la loro luminescenza, ricoprono le zolle di terra gravide della pioggia primaverile, abbelliscono i cigli delle strade e qualche ciuffo sbuca dalle fenditure dei muri di tufo.
Sono dei fiori delicatissimi.
Da fanciullo mi disperavo quando, dopo averli colti, li riponevo dentro un vaso.
La vividezza avvizziva languidamente, scolorando in giallume, lo stelo si incurvava pateticamente; a nulla serviva l’acqua e le mie larvali conoscenze di botanica svaporavano insieme al profumo e alla luce floreale.
I sucameli, infatti, si alloggiano o tra i musi umidicci di capre, pecore e vacche o tra i denti dei piccoli campagnoli; con i compagni di strada, nei pomeriggi primaverili, se ne faceva razzia tra i manti erbosi delle colline. Si faceva a gara tra chi riuscisse a suggerne dallo stelo le midolla aspre e pizzicanti al palato.
Ora, soltanto se posseduto dal demone bambinesco, li potrei strappare dalla terra e rituffarmi con la memoria nei sapori della fanciullezza.
Li miro, invece, accoccolati bordi delle strade, sotto le chiome degli agrumi, mentre mescolano il loro giallo elettrico al candore delle zagare primaverili.
Ora non è più tempo.
 
(Dedico il post a DAPHNEE che gentilmente mi ha donato l’immagine dei sucameli; il nome scientifico non lo conosco)

19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. tresnovios
    Apr 02, 2009 @ 18:45:00

    Sono senza parole.Meravigliosi sucameli che da noi (come tante altre ricchezze) non ci sono. O almeno credo. Certo non abbiamo le zagare.Confesso che letto il titolo del post per un attimo mi ” ‘ngiarmai” pensando a “cose vastase”, eh eh.
    Beato te tra tanta bellezza!

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  2. chichita
    Apr 02, 2009 @ 19:30:00

    Il giallo è il mio colore preferito.

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  3. flalia
    Apr 02, 2009 @ 21:26:00

    Questi vivaci fiorellini ti hanno ispirato un post scritto benissimo, non è solo scritto bene, “suonano” bene insieme le parole, cosa che accade spesso, nella tua scrittura 🙂

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  4. latendarossa
    Apr 02, 2009 @ 22:40:00

    L’adulto ha un’esitazione là dove il ragazzo si tuffava spensieratamente. Ma ha un taglio primaverile questo post, sa di scampagnata, di gita all’aria aperta.

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  5. Raymond
    Apr 02, 2009 @ 23:03:00

    Ricordo dalla cara Daphnee che fosti tu a definirli col nome siciliano; ce ne sono a milioni per le strade che percorro questi giorni, ma come te mi dispiacquo di non riuscire più a goderne appieno. Sì, elettrici sono! Quasi “acidi”, così sfacciati … 🙂

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  6. sisempre
    Apr 03, 2009 @ 06:44:00

    arrivo sulla scia dei tuoi commenti lasciati da perlasmarrita, dodo, amalteo … incuriosita entro e già resto incantata da questo delicatissimo post 🙂

    scorgo qualche altro scritto e mi trattengo sul tuo “lasciar andare i tuoi ragazzi …” verso il viaggio che non solo metaforicamente percorranno da soli, futuri adulti, cui hai contribuito a gettare idee di fondamenta.

    con piacere ti seguirò

    un saluto ed un sorriso 🙂

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  7. perlasmarrita
    Apr 03, 2009 @ 07:27:00

    Mi sono incantata a leggere il tuo post Mel! Lo trovo poetico, dolcissimo , esattamente come quei fiori gialli che, essendo noi due “vicini di casa”, abbelliscono anche da me i prati.
    Non sapevo si chiamassero così, ho chimato mia mamma , le ho chiesto, anche da me si chiamano “sucamedi”, il senso è uguale… contengono un nettare simile al miele nella loro corolla, e sono chiamati così per questo.
    Ma il nome scientifico neppureio lo conosco :..

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  8. melchisedec
    Apr 03, 2009 @ 07:36:00

    @Tres, in effetti il nome fa pensare a “cose trubole”; avrei dovuto aggiungere un accento… “sucaméli”. Grazie!

    @Bene, Chichita!

    @Grazie, Flalia! Mi hanno ispirato i fiori.

    @Marcello, “Primavera d’intorno brilla nell’aria…”; la primavera è una stagione splendida, almeno per me.

    @Ray, mi piace “acidi”. Così è.

    @Grazie, Sisempre, avremo modo di confrontarci. 🙂

    @Perla, ti ringrazio. Hai colto il senso di dolcezza. Aspetto che qualcuno mi dica il nome scientifico.
    🙂

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  9. gipsy2007
    Apr 03, 2009 @ 08:43:00

    Ciao, Mel! Che piacere riaprire il tuo blog e trovare, ancora una volta, un inno alla Bellezza.
    Io questi bei fiori non li conosco, oppure non li riconosco. Non so se crescono, dalle mie parti.

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  10. sisempre
    Apr 03, 2009 @ 10:36:00

    io la conosco con il nome di “acetosella gialla”, credo che abbia a che vedere con i trifogli

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  11. daphnee
    Apr 03, 2009 @ 13:53:00

    Nei tuoi ricordi ritrovo i miei caro Mel,anch’io da bambina li raccoglievo e li portavo a mia madre,ma appassivano…eppure nel loro abitat naturale sono così resistenti.
    Sono contenta che ti sia piaciuta la foto e ti ringrazio per la dedica 🙂
    Sono rimasta sorpresa leggendo i commenti degli altri blogger, pensavo crescessero ovunque questi fiorellini
    Sto cercando il loro vero nome,spero di trovarlo, ti farò sapere
    Grazie 🙂

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  12. daphnee
    Apr 03, 2009 @ 14:05:00

    Ha ragione sisempre,ho cercato il nome che lei ha scritto e guarda che ho trovato :))http://www.lentinionline.it/erbe/acetosella.htm

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  13. sisempre
    Apr 03, 2009 @ 15:10:00

    ohhh :)))

    quante proprietà nascoste in quel primaverile bel sorriso di campo

    dietro quel fresco gusto acidulo anche risvolti depurativi … mi piace qusto aspetto

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  14. melchisedec
    Apr 03, 2009 @ 16:37:00

    @Sono ovunque in Sicilia, Gipsy.

    @GRAZIE Sisempre! E dire che sul libro di Osservazioni scientifiche delle medie c’era il disegno dell’acetosella! Grazie!

    @Grazie a te, Daphnee. Il tuo dono mi ha fatto scrivere “poeticamente”. 🙂

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  15. Kappadue72
    Apr 03, 2009 @ 18:35:00

    Io li conosco come “aghirazzi”, per via del sapore aspro, mentre per sucameli conosco dei fiori a capanellina bianchi e viola dai quali si può realmente succhiare un po’ di nettare.
    Un saluto

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  16. melchisedec
    Apr 03, 2009 @ 18:42:00

    @Mi sa che hai ragione, Kappadue. Anche con quelli ho familiarità. I fiori bianchi di cui parli furono una scoperta delle medie inferiori. Dolcissimi, infatti “suca”… “meli”, melos.
    🙂
    Intanto si sa che sono acetoselle.

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  17. Floripedis
    Apr 04, 2009 @ 19:10:00

    Infatti dalle mie parti li chiamiamo “ialaduci”…..
    E da piccola nei campi quando andavo in campagna coi noni ne mangiavamo a bizzeffe……ti lascia un sapore agreste belissimo…

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  18. ClotildeBlog
    Apr 04, 2009 @ 23:20:00

    Dalle mie parti sono noti come “aculiddra” per il sapore aspro, e non ti nascondo che anche ora, se mi capita, non disdegno certo il loro sapore.

    Notte, Clotilde

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  19. melchisedec
    Apr 05, 2009 @ 09:07:00

    @Floris aggiunge un altro tassello. Grazie!

    @Da tempo non provo, Clotilde.

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