Gabbiani in città

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Da tempo strombazzano i loro acuti gridi su per il cielo di città.
Nei giorni di tempesta a mare, migrano a terra.
Li osservi volare forsennati da un tetto all’altro, in sosta temporanea ora su una tegola, ora su una canna fumaria.
Sfrecciano insieme i gabbiani in direzioni opposte, ma sembrano prediligere la solitudine o stare in coppia, quando le palme toccano cemento.
Ogni tentativo di fotografarli mi è riuscito vano o pressocché inconsistente, come si deduce dall’immagine telefonica; non avevo con me la macchina fotografica, né potevo stare appostato come un paparazzo di uccelli.
Stamani uno mi è passato fulmineamente dinanzi agli occhi, mentre ero sul balcone della mia scuola.
Nel becco stringeva un ciuffo di erba rinsecchita.
Sta costruendo il nido sul tetto della scuola.
Ci potrei scommettere.
 
M’è parso un annuncio di tempo mite, perché a Palermo piove da giorni.
Il cielo ha aperto le sue cateratte e finanche lo smilzo fiume Oreto è gonfio d’acqua torrenziale, limacciosa e gorgogliante.
***
Da una ricerca effettuata sul sito della LIPU di Palermo ho scoperto che l’esemplare è un gabbiano reale o Larus cachinnans.

14 pensieri su “Gabbiani in città

  1. Complice un parco che hanno aperto vicino alla facoltà, i gabbiani sono diventati una presenza costante in prossimità delle finestre della mia stanza. Anche io ho provato qualche volta ad immortalarne un esemplare mediante macchina digitale o telefonino. Impossibile! Non amano mettersi in posa 🙂

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  2. @Marcello, ormai i gabbiani popolano le città di mare. Aveva ragione Leopardi nell'”Elogio degli uccelli”. Essi assumono sempre più “costumi” umani.

    @Chichita, essì, ih ih ih! Questo ci manca! 🙂

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  3. purtroppo ora non riesco a vedere la foto, ma le tue parole mi ricordano un esame sostenuto a suo tempo, la discussione, accesa e dura, fu interrota da un suono ritmico sul vetro di una delle finestre.
    Era un gabbiano reale, immenso e bellissimo che in qualche modo chiamava attenzione bussando con il suo potente becco.

    Restammo sorridenti e zitti a guardarlo come una apparizione, stemperò la discussione e la spostò su toni più aperti e avvicinanti, ancora oggi so che quella lode la devo alla sua naturale maestosa e semplice attrazione

    La natura è culla, spesso ce ne dimentichiamo
    🙂

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  4. Gabbiani se ne vedono anche qui da noi, lungo il Tevere. Vederli in volo ispira un senso di libertà. Al contrario delle cornacchie che, ahimè, invadono i cieli di Roma: goffe e nere, con il loro verso stridulo. Meglio i pappagalli verdi che hanno colonizzato roma est, ci sono scorci del Parco dell’Appia in cui sembra di essere nella foresta. Chissà a chi sfuggirono gli antichi pennuti progenitori?
    Buona domenica.
    Lory

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  5. Larus CACHINNANS? cioè cachinnante, come i diavoli delle Malebolge? anche Umberto Eco usa questa buffa parola per definire le parole di un Vescovo, che schiamazzava malevolo nel “Nome della Rosa”… inutile dirti che io sono vissuta in mezzo ai gabbiani, tanto a Venezia quanto a Trieste, ma vivono anche molto nell’entroterra, fino a Udine, e mi pare fino al lago di Garda se ricordo bene.

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  6. Leggevo da qualche parte che si stanno inurbando, in molte realtà territoriali, dato che dopo qualche secolo hanno capito che corrono meno pericoli in zone popolate che lungo le coste marine ed i grandi corsi d’acqua. Sarà…..comunque a me fa piacere vederli, mentre non sono mai riuscito a fotografarne….

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  7. @Sisempre, i gabbiani di questo tipo sono molto aggressivi, specie gli inurbati.

    @Eco la sa lunga, cara Ombra. Immagino nella tua regione cosa siano capaci di fare.

    @Masso, un’impresa immortalarli. Tenterò di nuovo.

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  8. Che strano, per me, pensare ai gabbiani in città… Io li collego (e li vedo) solo al mare, in estate, quando a volte li vedi che si riposano sazi galleggiando sul mare, ma se poi vai in barca e osi mangiare del pesce è la fine, perché può arrivare uno stormo di gabbiani famelici pronti a rubarti il cibo! Aiuto! Sono furiosi, i gabbiani, nonostante la poetica apparenza, non come i piccioni che sono rotti a tutto e gigioneggiano pigri ovunque… quelli è facile fotografarli! 🙂 Mi fa ridere il gabbiano minuscolo nella tua foto circondato col cerchietto!

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