Lontana lontana

L’allunaggio non mi ha mai emozionato; a un anno e mezzo neanche sapevo che esistesse la luna. E alle scuole medie ho sempre caldamente snobbato le pagine epiche riservate ai lunauti. Invece ho sempre amato risentire la voce di Tito Stagno e il suo “ha toccato”. Per me la luna rimane quella dei poeti e, ancora meglio, la splendida faccia che, al tramonto del sole, si leva a illuminare il silenzio, la solitudine, le colline. Altresì confesso che la luna ha un potere fortemente rinvigorente sul mio corpo.
Leopardi, da poeta non banale, ce ne ha lasciato un meraviglioso tramonto.
 
Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là ‘ve zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l’ombre lontane
Infra l’onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell’infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l’ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L’estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;
Tal si dilegua, e tale
Lascia l’età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l’ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s’appoggia la mortal natura.
(G. Leopardi, Il tramonto della luna)

6 thoughts on “Lontana lontana

  1. Avevo dieci anni ed ho un vago ricordo di quella sera, lì davanti alla televisione insieme ai miei genitori e mia sorella…un ricordo molto sbiadito che si anima quando sento la voce di Tito Stagno.

    La luna anche per me è quella dei poeti…ma questo non è un segreto 🙂

    Posso stare ore con il naso all’insù…ed ha una notevole influenza su di me…spesso è fonte di ispirazione.

    Grazie per questa splendida pagina di Leopardi.

    Blue

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  2. @Lo so, cara Blue.
    Ho postato soltanto una parte del testo, vabbé che di per sé è incompiuta.

    @Come si fa a non portarselo appresso Leopardi, cara Chichita?
    🙂

    @Non c’è dubbio, Lanoisette. 🙂

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  3. Mel, piacevole la rievocazione di quel giorno del ’69 e la voce di Tito Stagno, ma io spesso mi domando: a che è servito tutto questo? Tutti quei milioni di miliardi spesi, che potevano servire a qualcosa di utile, solo per la sete di conquista, per poter dire “siamo stati noi i primi?” Mio padre mi diceva “vedrai, lassù forse troveranno qualcosa che servirà al progresso dell’umanità”. In molti lo pensavano. Non è stato trovato nulla. Non è servito a nulla.

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