Godimento senza Desiderio

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Un post lungo oggi, frutto della lettura, in corso, del saggio L’uomo senza inconscio di Massimo Recalcati.
Riporto di seguito qualche frammento dell’intervista de-aipoidizzata(che brutto hapax!) da me attraverso il sito di radiorai3. Quindi pregasi il lettore di prendere con le pinze la trascrizione che ne ho fatto attraverso una specie di discorso indiretto libero.
 
L’identità e il nostro tempo
Da una parte è il tempo della liquidità, del naufragio dell’identità, del godimento smarrito, mancano i binari simbolico-ideali entro cui ordinare l’esperienza umana.
Dall’altra parte ci sono zone di solidità eccessiva, di identificazioni solide: si è come monadi chiuse, autosufficienti, compatte e senza desideri.
Un esempio può essere fornito dall’anoressia: il soggetto si compatta, il corpo diventa acciaio, smarrisce la dimensione della mancanza, rifugiandosi nel vuoto della pancia.
Scansa il desiderio, si mummifica nell’immagine pelle-ossa.
Liquidità e solidità: l’effetto è lo sbriciolamento dei legami sociali.
La dimensione dell’incontro con l’a(A)ltro viene meno o per liquidità o per solidificazione, per sbriciolamento o compattamento.
Le manifestazioni del malessere giovanile oscillano tra un eccesso di conformismo(un io senza inconscio) e di familismo e trasgressione, adattamento passivo ai modelli di normalità da un lato e la spinta a consumare, a trasgredire, a sovvertire costantemente la dimensione del limite.
Insomma un soggetto senza inconscio tende ad abolire l’esperienza del desiderio.
Il naufragio dell’inconscio
Che vuol dire?
È il tempo attuale che tende ad abolire il soggetto del desiderio, l’esperienza del desiderio.
Siamo invece abituati a pensare alla società nostra come desiderante, come la migliore mai esistita per la realizzazione dei nostri desideri.
Si impone una distinzione di termini per capire.
La dimensione del Desiderio è creativa, la dimensione del Godimento è conformistica secondo Lacan.
La prima è creativa e complessa, ha a che fare con la mancanza, con l’incontro con l’Altro, il godimento, invece, tende ad escludere l’altro, il legame, lo scambio, è un godimento dell’uno senza l’altro.
Unianolo definisce Lacan: godimento dell’uno senza l’altro, è un godimento chiuso su se stesso.
Le forme giovanili della soddisfazione prendono la via del godimento rispetto a quella, più tormentata e problematica,  del desiderio.
L’uso di sostanze stupefacenti in generale è un uso che non ha a che fare con la liberazione del desiderio.
Non c’è esperienza nel consumo di sostanze da parte del tossicomane, il soggetto consuma la sostanza senza che nessuno dei paradisi artificiali dia luogo ad una memoria, ad una stratificazione del vissuto.
Il tossicomane, in senso stretto e lato, è  colui che non sa aspettare.
Distruzione del tempo, della memoria, dell’esperienza.
La tossicomania si può estendere all’uomo di oggi, ipermoderno e consumatore.
L’inconscio non è un ente metastorico.
L’inconscio
Cos’è?
Non è un oggetto sovrastorico, né  obbedisce alle leggi della natura, non è una presenza, non è un bicchiere o una pipa.
Non si può studiare, misurare, quantificare.
Per Freud è un incontro che può darsi o non darsi, può trasformarci, è un accadimento.
Incontro con che cosa?
Lo incontriamo col fallimento, l’errore, l’inciampo.
Ad esempio attraverso il lapsus, il motto, le battute di spirito, le barzellette.
Saperlo cogliere, ascoltarlo, attraverso la forma dell’errore, gli sbandamenti, gli errori.
L’inconscio dice la verità attraverso l’errore.
Siamo sempre meno nella posizione di sperimentare il fallimento, l’errore e l’inciampo, darci tempo per capire dove va il nostro desiderio è perciò l’imperativo categorico.
Già i bambini vengono educati a non sperimentare il fallimento.
Siamo coartati dal principio della prestazione e degli obiettivi da raggiungere.
La politica e l’inconscio
SB introduce una cesura nel rapporto tra la Legge e il Godimento.
La Legge di solito ordina, castra il godimento; è necessaria perché si attivi il Desiderio.
Oggi la Legge non frena il godimento, ma è una sua espressione.
Le critiche(sgrammaticate) di Tonino su SB sono ancora frutto di un ragionamento umanistico: i mass-media come strumento che lo fanno apparire quello che non è.
Secondo Recalcati SB appare come è, è ciò che gli fa ottenere il consenso, la gente è affascinata dal godimento illimitato che egli rappresenta.
Il potere non ha più bisogno tanto di sudditi, quanto di consumatori, come già aveva profetizzato il Pasolini corsaro.
Il nucleo centrale del discorso del capitalista è questo: il capitalista democratizza falsamente il campo sociale assicurando una possibilità di accesso a tutti al godimento dell’oggetto(ma non dell’Oggetto) senza limite e senza limiti.
Anzi la legge se ne fa garante.
 
Quante riflessioni!


6 pensieri su “Godimento senza Desiderio

  1.  grazie melchisedec
    recalcati segue le orme del compianto mauro mancia
    è davvero utile ascoltare con attenzione le lori riflessini
    il pensiero è talvolta arduo. ma il risultato è spesso illuminante
    mi autorizzi a linkare questo tuo post (anche se in fieri) sulla nostra antologia del tenmpo che resta?
    ciao
    Paolo Amalteo

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  2. @Grazie a te, Paolo.
    Non è molto masticabile il post.
    Eppure ci consentirebbe di sgombrare la nostra visuale da tanta nebbia inutile.
    Occorre coraggio, però.
    E poi bisogna conoscere la meravigliosa tesi di Lacan.
    Altrimenti è arabo.

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  3. Pingback: Melchisedec pre-scheda sul libro L’uomo senza inconscio di Massimo Recalcati – Antologia del tempo che resta

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