Quo usque tandem abutere?
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 A scrivere è una carissima collega, distaccata niente meno che in Polonia:
 
«Qui gli studenti sono timidissimi a livello patologico, ma insomma ora si sono abituati a me e quindi posso dire che qualche progresso lo avverto. Alla settimana di cultura italiana alcuni hanno recitato brani da "Amore e Psiche " di Apuleio, anche Angiolieri " Si fossi foco " a memoria e di Giordano Bruno " Degli Infiniti mondi " e pare sia stato un successone, per fortuna».
 
Che fanno gli studenti italiani, oltre a non studiare?
Una giovincella può afferrare per la coda un topo* morto, rinvenuto nell’atrio, e mostrarlo ai compagni, provocando loro ribrezzo e orrore o ripassarsi la matita sugli occhi, mentre l’insegnante, rivolto alla lavagna, si impiastriccia le mani di gesso.
Un maturando può candidamente dichiarare che Recanati è in provincia di Milano.
Non meno sconvolgente il versante dei docenti.
Un membro interno può candidamente comunicare ai suoi allievi le due domande oggetto del colloquio per l’imminente esame di stato( è notizia fresca di questo pomeriggio).
 
E ancora scrive:
«Mi manca quell'atmosfera familiare che si respirava a scuola, seppure poi, per certi versi, qui respiro di piú e sono piú libera, quindi non c'è da fare paragone».
 
Ma la Polonia non è un ex paese dell’Est sovietico?
 
*A proposito di topi.
In campagna m’è toccato assistere ad un inseguimento mozzafiato: una biscia rincorreva un topolino, che s’è difeso abbastanza bene.
La curiosità ha superato il disgusto.

A.A.A. tesina cercasi
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All’approssimarsi dell’esame di stato è semplicemente mortificante lo strazio che viene operato sulla letteratura.

Da ogni parte giungono richieste becere, superficiali e banali sui possibili collegamenti tra le discipline del curriculum.
Ci si sente autorizzati a connettere la luna di Leopardi con il satellite della geografia astronomica, il vento di Quasimodo con il corrispondente fenomeno meteorologico, il suicidio degli stoici con le problematiche sartriane.
Di tutto, di più.
Ovunque è un fiorire di mappe e mappine(in palermitano sono gli strofinacci da cucina), tesi e tesine, stando alle quali si ignorano fondamenti epistemologici e linguaggi differenti delle discipline, indagine scientifica e fantasmi dell’immaginario, cultura collettiva e scelte individuali.
E potrei continuare.
 
Vorrei che questa fase finale dell’anno non arrivasse mai.
Desiderei anche sapere quale mente brillante abbia alimentato e diffuso la leggenda metropolitana secondo cui agli esami di stato si presenta una tesina o una mappa/mappina.
La legislazione scolastica prevede che l’esordio dell’esame orale sia affidato all’alunno che sceglie un argomento da cui avviare il colloquio, ma tra questo e la tesina c’è un abisso.
Cosa si vuole dimostrare?
Di avere studiato tutte le discipline?
Di saper collegare le conoscenze?
 
No, proprio no.
Semplicemente si tratta di un ulteriore meccanismo con cui cerchiamo di mascherare la realtà:
1)Non si studia seriamente, perciò si propongono confetture di conoscenze, pillole di nozioni multicolore.
2)Dare una mano agli incapaci, agli intelligenti e dalle mirabolanti capacità, ma pigri, a chi non sa, ma spaccia di sapere, all’incivile che non rispetta le regole, ma che col tempo  maturerà.
La capacità previsionale dei docenti è straordinaria!
Tutti, infatti, devono passare.
Quante volte i Presidenti di Commissione esordiscono dicendo di non volere grane e ricorsi!
Aiutate, aiutate, aiutate!
 
Studiare seriamente è rintanarsi in casa e studiare pomeriggio, sera e notte e i collegamenti sorgeranno spontanei.
Insegnare seriamente è accettare anche il fallimento.
E iniziare da capo.

Di notte, a Roma

Con la testa penzoloni, gli occhi fiammeggianti, fuori dalle orbite.
E un torrente di alcool e succhi gastrici sul selciato del giardino della discoteca.
L’amico che chiama gli amici per aiuto.
Non sa cosa fare; i due disgraziati non riescono a riprendersi.
Stanno con le teste curve sulle ginocchia; ad ogni richiamo un sussulto, gli occhi strabuzzanti e un nuovo attacco di vomito.
Nella penombra non si riesce a distinguere il colore del liquido gastrico, né si potrebbe, per fortuna, assorbirne con le narici l’inevitabile acidulo, perché curve di fumo coprono ogni odore.
La brezza notturna, poi, spazza via ogni residuo.

I due non si riprendono.
Biascicano qualche sillaba incomprensibile, vogliono essere lasciati in pace, mentre le teste, sempre più curve, toccano i piedi.
Due omaccioni buttafuori, dopo aver indugiato passando e spassando con aria indifferente davanti ai due debosciati, intervengono, chiedono all’amico cosa stia succedendo e imperiosi intimano ai tre di uscire dal locale.
Non è possibile carpire in modo chiaro le parole che si scambiano, ma i gesti delle mani sono indicativi: “Fuori da qui! Non vogliamo grane”.
I ragazzi, però, continuano a star male, mimando un no con le mani.
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Non so esattamente come si sia evoluta la serata, perché ho abbandonato la discoteca subito dopo.
Me ne sono andato via intristito, preoccupato della sorte dei due giovani.
Più volte sono stato sul punto di formulare il 118, ma un amico romano mi ha frenato:
“Succede sempre così. Si fanno tutti e ingeriscono di tutto. Il Tevere è stracolmo di stupefacenti. Si riprenderanno. Andiamo via!”

Sospetti

Un post di malafede, di dietrologia poco raffinata, ma mi sia concesso!
Sospetti, soltanto sospetti, sospetti scaturiti da innumerevoli cocci dispersi qua e là, raccolti e malamente connessi.
 
Ieri pomeriggio il sito del MIUR, ex Ministero della Pubblica Istruzione, ha diramato on line i commissari esterni per l’imminente esame di stato.
Non sono informato sui criteri di selezione del personale, né sulle procedure di nomina dei commissari esterni; so che tutti i docenti, all’incirca a metà anno scolastico, siamo obbligati a presentare domanda, tranne quelli delle discipline interne.
Non sono informato sulla relazione tra i CSA(ex Provveditorati) delle singole province e il MIUR centrale.
Mi spiego.
Ipotesi.
Ogni singolo CSA invia al MIUR le domande degli aspiranti commissari esterni e il MIUR sceglie?
In base a quali criteri? Stile gioco dei dadi?
Oppure le domande degli aspiranti vengono selezionate dai singoli CSA, dopo che il MIUR le ha filtrate?
Se sì, in base a quali criteri la selezione e il filtro?
 
Nell’attesa di un’eventuale risposta annoto, dopo un’analisi non scientifica delle nomine, alcuni dati,  che ho raccattato in meno di ventiquattro ore.
 
-Nomine di commissari in degenza presso sale intensive negli ospedali.
-Nomine di commissarie appena sgravate.
 
Da chi saranno sostituiti?
Questo lo so.
Dai CSA locali.
 
-Nomine di commissari che fanno ipotizzare conflitti d’interesse a vario titolo.
-Docenti aspiranti e in pieno diritto non vengono mai nominati.
-Presidenti a vita, magari nelle medesime scuole.
 
Soltanto sospetti.
Magari qualcuno me li fugherà.
Io attendo.

Romae

Avevo perso memoria dei tramonti di Roma, né mi ero mai disteso su una spiaggia della costa di Ostia, né tanto meno mi sarei mai figurato di fare il primo bagno a maggio e per giunta fuori dalla mia isola.
Il mio sguardo si è perso spesso nel Tevere fangoso, il cui scorrere sonnolento è a tratti interrotto da impercettibili gorgheggi, mentre qualche ramo mima un girotondo festoso.
Mi ha colto della grandine come ciliegie e un sole abbacinante tra le strade istoriate.
Ogni angolo ricorda un nome e un evento, un sussulto di memoria e un’emozione.
Poi il calore umano e la simpatia degli amici e dei conoscenti.
Anche quelli in cui ti imbatti per caso.
Il romanesco che si condensa in chicche espressive da imparare a memoria, come “Anvediii, er bue che dice cornuto all’asinello, i mieiiii coglioooniii”.
E poi il solito ritornello: “Non sembri siciliano”.

dal bassorosaserafuoco di seratutto un fuocoroma 020sostaroma 083roma 082