Le storture del sistema fiscale
 
Il sig. Rossiverdi abita con moglie e tre figli in un appartamento di 90 metri quadrati; la famigliuola produce una considerevole quantità di spazzatura.
Tra scatolame, confezioni, plastica e organico umido si riempiono, laddove non è prevista la differenziata, almeno due sacchi al giorno.

Il sig. Fessopatentato vive da solo in un appartamento di 90 metri quadrati; è single, mangia spesso fuori, produce una quantità irrisoria di spazzatura.
Rossiverdi e Fessopatentato pagano alla Tarsu la medesima quota.
Si può parlare di equità?
O si deve ipotizzare un poderoso business intorno alla monnezza?

 
Il macellaio, nei giorni festivi, fa bella mostra del suo Suv nel comune dove vive e taglia carne.
Il costo è quarantacinquemila euro.
Però risulta che il Suv è adibito, che ne so, al trasporto della carne e che, probabilmente, di mezzo, c’è pure una società.
Mai goccia di sangue imporporò la moquette.

Pensate che lo abbia pagato quarantacinquemila euro?
 
Luciano è disoccupato e riscuote pure l’assegno.
Però possiede un appartamento di 120 metri quadrati, tre macchine e compra soltanto prodotti di marca.
Un novello Mida?
 
Ecco cosa vorrei si chiarisse nella manovra!
Invece viene congelato lo stipendio per tre anni.
Se si vuole ammettere che i docenti sono(siamo)scioperati* e che godono di tre mesi di vacanza, bisogna ammettere pure che c’è il ladro legittimato.

*Così per conoscenza, ho prestato il mio ultimo giorno di servizio a scuola proprio ieri.

 
Firmato
Fessopatentato

 

Come un piccolo continente

La Sicilia è come un piccolo continente: racchiude in sé quasi tutte le bellezze geografiche.

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Uno squarcio delle Terme Segestane. Le acque sulfuree vengono pompate e convogliate in un’apposita piscina, dove sembra di sguazzare in un liquido ottenuto dalla centrifuga di uova marce; però l’acqua è limpida. Dopo il bagno, il mio è durato un’ora, il corpo sembra una formetta di burro fusa al forno. Qualche ardito, invece, più a valle, si immerge nel fiume caldo. Di giorno e ancora meglio di notte con sopra un tappeto di stelle.

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Tramonto ad Alcamo Marina. L’oro sulla battigia.

Il re è nudo

scansione0002Del saggio L'uomo senza inconscio ho dato qualche coordinata all’inizio di quest’anno; è un libro da leggere e studiare a piccole dosi, un dolce farmaco con effetto mitridatico che non poco sta intaccando la mia personale visione del mondo e delle relazioni tra gli esseri umani. Affinchè si possa manducare senza correre il rischio di compromettere l’apparato masticatorio, occorre almeno un’infarinatura sulle teorie psicanalitiche di Freud e Lacan; inoltre è necessario procedere ad un quasi totale azzeramento delle trite banalizzazioni sulla teoria freudiana, presupposto fondamentale per accedere a quella lacaniana.
 
Nell’immagine tento di semplificare al massimo il funzionamento della catena linguistica lineare, che è tale soltanto perché obbediente alle regole del discorso linguistico, frutto di convenzione umana.
Dove si manifesta, però,  il Desiderio?
Nell’illusione narcisistica dell’Io Ideale?
O si trova al di sotto della catena linguistica?
Se invece è sopra, in quale punto del segmento emerge?
Il regno del Desiderio è in pericolo e il Re è nudo.
Eppure la nostalgia c’è, almeno sul piano simbolico.
Non deve stupire, allora, una così lunga fila per guardare da vicino l' 
Amorphophallus Titanum.

Pronto? Sono Brigida

santa BrigidaChi desiderasse essere informato sulla data della propria morte può cominciare, da oggi e per un totale di 12 anni, a recitare le preghiere scritte da Santa Brigida di Svezia, una delle patrone d'Europa.
Se si dovesse defungere prima che siano trascorsi 12 anni, faranno profitto, ugualmente, le preghiere recitate, come fossero un elastico.
Una preghiera figlia del crepuscolo del Medioevo.
Per noi contemporanei il problema neanche si pone, o meglio ci prepariamo ad affrontare la morte obliandola con tutti gli strumenti possibili e immaginabili.

Dill pickle

donna e lunaUn tavolino di bambù, un’arancia da sbucciare, un vasetto con narcisi di carta, sguardi che s’incontrano in una storia di presente e passato, di sussulti e di ricordi.
Un uomo e una donna si rivedono dopo sei anni.
Lei, Vera, ancorata al passato, vittima ancora del suo immaginario romantico.
Lui ha conservato quell’aria trasognata di sempre, la stessa che lo fece adagiare sul grembo di lei, desiderando quasi di bere del veleno per morirvi… su quel corpo.
Un incontro che afferra il lettore e lo trascina ad osservare i due, a impregnarsi dell’aroma d’arancia, della fragranza dei fiori che lei conosce a menadito e che furono, un tempo, per la tempra maschile oggetto di fastidio, e ora, invece, nel presente, di dolce ricordo misto ad ammirazione per così grande erudizione, doviziosa di particolari.
Domande e ricordi che pennellano in un breve incontro una verità inossidabile: rivedersi dopo anni dal distacco potrebbe far scaturire l’illusione che tutto sia rimasto come prima, che si è dentro come sei anni fa. In realtà il pianoforte che si è adorato è ormai muto da tempo, la bimba col giglio gocciolante che osserva da un cespuglio è diventata una donna e il dill pickle russo non si avrà mai la possibilità di assaggiarlo.
La sorpresa più stupefacente è che, con il passare del tempo, si è diventati peggiori, ancora più egoisti di prima, anche nelle banalità: nel soffrire tremendamente il freddo o nella taccagneria davanti al tavolino di un bar.
Il bene, allora, può risiedere soltanto nella dolcezza del ricordo.

O anche questa è un’illusione?

Sono questi gli ingredienti di Dill pickle, uno degli straordinari racconti di Katherine Mansfield ; la traduzione da me ascoltata è di Emilio Ceretti per la Mondadori, la lettura di Iaia Forte.
Qui il podcast.