Code & Co

Quando l’ingegno umano può essere definito maligno…

lingue di fuoco 
I piromani, non so se professionisti o patologici, forse entrambi, intridono di benzina, o comunque di materiale altamente infiammabile, della stoffa, che legano alla coda di un coniglio o di un gatto. Appiccata la fiamma, i miseri animali divengono delle torce animate.
È facilmente intuibile, considerata la velocità del leporide e del felino, che il tempo occorrente a ridurre in cenere la vittima è abbastanza sufficiente perché si possa propagare un incendio per un raggio più o meno vasto.
Lo raccontava, ieri sera, un ex vigile del fuoco, ormai in pensione, mentre si mirava tutti insieme questo presepe sul mare e le sirene dei mezzi di soccorso si mescolavano al concerto del vento di scirocco.

presepe sul mare
Se non fossi civile, saprei io a quale coda dei debosciati attaccare la stoffa con il combustibile; le pene ci sono, magari occorrerebbe inasprirle, ma non basta.
Personalmente punto sull'educazione e la cultura.
O mi illudo.

Nelle foto un incendio nei pressi di Giardinello(Pa) catturato mentre l'automobile era in corsa(non ero io a guidare), quindi la qualità è pessima, nell'altra il porto di Castellamare del Golfo(TP), un presepe sul mare.

11 pensieri su “Code & Co

  1. Ahimé!Lo  conoscevo , questo metodo, purtroppo, ma sentirlo ancora fa rabbrividire. Io non sarei tanto civile. Li butterei nel fuoco da loro stessi appiccato , punto e basta. La cultura e l'educazione possono fare molto poco, quando ci sono di mezzo interessi economici o puro vandalismo. In Calabria si diceva che gli incendi venissero appiccati perché la Regione avrebbe provveduto ad assumere guardie forestali in più, o persone che aiutassero a spegnere le fiamme. Il risultato è che territori un tempo verdi diventano deserti, le montagne brulle; in ogni caso le cicatrici procurate al bosco impiegano decenni per risanarsi. Ho smesso di trascorrere le vacanze in Calabria dopo un mese di luglio funestato da incendi quotidiani. Di notte venivo svegliata dall'odore del fumo, il mare era coperto di cenere. Ho visto con i miei occhi una allegra famigliola che si godeva lo spettacolo dell'oliveto sottostante la loro terrazza che bruciava. Perché,  non dovevano ? Mica era roba loro ! (risposta letterale).Questo atteggiamento di incuria ( Tra l'altro era normale , in quei luoghi, gettare le carte dei formaggini e le cicche direttamente in mare.  Il mare è grande! Altra risposta letterale) che denota una mancanza assoluta di coscienza civile, difficilmente potrà essere corretto in breve tempo. E intanto della Calabria  si ritroveranno solo le ceneri!Se qualcuno avesse  notizie migliori da darmi , lo ringrazio in anticipo . Buon ferragosto a tutti (tranne agli incendiari)Ornella 

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  2. @Anch'io, Flalia, sono rimasto pietrificato.@Ornella, tutto ciò che facciamo nasce da una forma di "cultura", che può essere anche "incultura" e subcultura.  La coscienza civile? E' vero, c'è appunto molto da fare, molto.

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  3. Caro Melchisedec, hai ragione, come sempre. Dobbiamo rimboccarci le maniche, tutti e in ogni settore. Cosa vuoi, devo riconoscere che l'età mi ha reso  cinica, ho perso la fiducia nel genere umano e la speranza di cambiare il mondo e confesso che questo mi spaventa. Non riesco a rassegnarmi alla malvagità umana, anche se giustificata (in parte) dall'ignoranza.O magari è che l'estate mi è diventata talmente odiosa che vedo tutto nero.Mi auguro che questa ondata di fuoco finisca presto. Buona notte, Ornella 

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  4. Personalmente, sono convinto che definirli “piromani” non aiuti. Questi sono delinquenti a tutti gli effetti, ed il loro ricorrere anche a poveri animali indifesi è una ulteriore dimostrazione della loro ferocia. E, da garantista e per mia natura nonviolento, auspico per questi farabutti la legge del taglione, pensa un po’. E la mia rabbia si estende anche a chi vede e non fa nulla per impedire: a tutti i livelli, intendo, compreso il tizio che riempe loro le taniche, ma anche chi pensa, come nel commento precedente, che “tanto non è roba mia”.

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  5. la metodologia è agghiacciante almeno quanto il risultato. c'è qualcosa di perturbante nel riguardare quella tua foto (bella) dopo aver letto il tuo racconto e la tua spiegazione… 😦

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