Inamidare

Prima che in ambito profano il verbo inamidare, ossia bagnare un tessuto in una salda d’amido perché diventi rigido e lucido quando lo si stira, nasce in ambito ecclesiastico.
Soltanto delle monache potevano escogitare un sistema, per impedire che, durante la consacrazione, una pur minima particola di ostia consacrata potesse incunearsi tra gli interstizi del corporale e della palla.
Ho scoperto che corporale e palla subiscono un trattamento speciale, prima che siano messi in commercio: vengono, infatti, immersi in una soluzione di acqua e amido per un paio di giorni e fatti asciugare su lastre di vetro. Le mani provvedono a stendere quanto più uniformemente possibile l’amido soluto e contemporaneamente a stirare corporale e palla.
Oggi provvedono le industrie tessili, ma nei monasteri di clausura sono ancora le monache a dedicarsi certosinamente alle operazioni.
Tanto di elogio! 

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