Non se se per effetto della crisi o per un ringalluzimento della microcriminalità, ma di questi tempi a Palermo troppo spesso ho sentito di scippi.
L’altra sera un medico letteralmente spogliato a Piazza Politeama: portafogli, cellulare, borsa.
Tre mesi fa è toccato a un mio zio, ottantenne, ma arzillo e autonomo.
Sotto casa: scippato, scaraventato a terra.
Femore fratturato.
Sembrava avere superato il colpo, ma la sosta a letto, aggravata da complicanze cardiache e renali, lo ha prostrato.
Depressione, voglia di morire, perdita d’interesse per tutto.
Ieri si è improvvisamente aggravato.
Domattina le esequie.
Di lui ho un bel ricordo.
Per me, bimbo di collina, lui era lo zio di città: elegante, di buon gusto, scherzosissimo.
Aveva lavorato una vita intera all’hotel Delle Palme.
E in fatto di sciccherie era, perciò, imbattibile.