Immaturi

È sempre con un certo grado di soddisfazione poter leggere notizie del genere. Si tratta certamente di scalfiture, che non intaccano in profondità il tumore della corruzione, dilagante anche nelle scuole, private e pubbliche. Inaccettabile, infatti, è la tesi di chi ritiene che la scuola pubblica e statale sia indenne da atti e fenomeni di corruttela; se corrompere in modo palese o sotterraneo i commissari e le figure istituzionali, deputati allo svolgimento degli esami di stato, è quasi sempre norma in alcuni diplomifici privati, tuttavia non è infrequente che la longa manus della dinonestà possa pilotare anche nelle scuole statali lo svolgimento delle prove scritte e orali e quindi il medesimo risultato degli esami. Sicuramente lo si fa in modo più raffinato. E si comincia proprio dalle ammissioni: alunni con più di un'insufficienza, inoperosi per un intero anno scolastico, vengono ugualmente lanciati agli esami per voto di consiglio; professori, ora di greco e latino, ora di matematica(parlo dei licei), suggeriscono e traducono infischiandosene del presidente e degli altri commissari. Quindi ritengo che la corruzione non sia di esclusiva pertinenza del privato, come non è del pubblico. Essa si radica nei singoli, nella collettività, nel sistema. È un modo come un altro per semplificare, ridurre e banalizzare il complesso, mortificare l'equità, cancellare la giustizia.
Non ho, purtroppo, prove oggettive, ma molti sospetti.
Di sicuro c'è che, quando mi capita di essere nominato commissario, combatto una lotta estenuante.
La corruzione serpeggia ovunque: sorride, può nascondersi dentro una tazza di caffé, occhieggiare dalla scollatura di una commissaria o dal cicibeismo di un cinquantenne fashion.
Proteiforme e cangiante.
E provenire da infinite e sempre inedite direzioni.
Il corrompente, infatti, sperimenta tutte le strade per agganciare il malcapitato; di solito comincia con la ricostruzione dell'identità personale e professionale del corrotto in pectore. Poi, più abile di un ragno, tesse la trama delle conoscenze, studia la preda e zacchete!

2 thoughts on “Immaturi

  1. ricordo ancora lo sconcerto tra i piùcheretti quando, qualche anno fa, chiesi di fissarmi il giorno di sorveglianza per la maturità (non ero commissario, così come non lo sono ora, stante il part-time) nel giorno della seconda prova (per noi tecnica, e dunque not my cup of tea).
    "Ma come, ma tu che se di italiano, non vuoi stare il primo giorno, così magari ti chiediamo di suggerire un po'!"
    "Appunto…" – ho risposto io che sono sempre simpatica.
    L'anno dopo non mi hanno chiamato…

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