Come gli arcieri prudenti

Mi sono fatto una bella chiacchierata con la redattrice di una notissima casa editrice italiana; in realtà è stata una telefonata-indagine sulla validità di un testo di grammatica latina, adottato già da qualche nel liceo dove insegno.
Molto gentilmente e più di una volta la redattrice si è scusata per avermi disturbato; poi, avendo compreso che non ero per nulla infastidito, si è lanciata in una lunga e fruttuosa intervista sugli aspetti fondanti che deve possedere un libro di grammatica latina: sintassi, lessico e civiltà.
L’intervista è servita a lei perché potesse raccogliere notizie sulla funzionalità del libro e a me perché esprimessi una valutazione, delle perplessità e dei suggerimenti.
È rimasta alquanto stupita, quando, su sua richiesta, l’ho informata sul programma di grammatica svolto finora nelle mie classi.
E la (Contro)Riforma? – mi ha chiesto-  E i Nuovi Ordinamenti? Non hanno intaccato il suo lavoro?
In parte sì, nello spirito; di fatto no, – ho risposto- perché ho ridotto il tempo, ma la “quantità” è la stessa di prima.
Credo non si debbano penalizzare gli alunni, ai quali spetta comunque una buona preparazione-formazione.
Uno dei pericoli serpeggianti nella scuola pubblica è proprio l’abbassamento del livello, considerato il terremoto in atto.
Prima il donmilanismo di sinistra, poi l’omogeneizzato di destra.
Basta!
Alziamo il livello!
Facciamo “come gli arcieri prudenti, e quali parendo el loco dove disegnano ferire troppo lontano e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiungere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere con l’aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro.”
(dal capitolo VI del “De Principatibus”, di Niccolò Machiavelli)

11 pensieri su “Come gli arcieri prudenti

  1. è proprio vero, caro Mel. Aggiungo anche che il primo e più ovvio sprone per i ragazzi è proprio far loro vedere, nei fatti, che si presume che loro siano in grado di affrontare prove e questioni difficili. Troppo abituati a essere trattati molto male da tutti, loro stessi superficialmente contestano, ma nei fatti si abituano a pensare di essere scemi, che non ce la faranno mai. 

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  2. è proprio vero, caro Mel. Aggiungo anche che il primo e più ovvio sprone per i ragazzi è proprio far loro vedere, nei fatti, che si presume che loro siano in grado di affrontare prove e questioni difficili. Troppo abituati a essere trattati molto male da tutti, loro stessi superficialmente contestano, ma nei fatti si abituano a pensare di essere scemi, che non ce la faranno mai. 

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  3. Parole sante, Mel! Ho già espresso più volte io stessa il penoso abbassamento del livello nei libri di testo. Per preparare le verifiche, verifiche che siano decenti, mi servo di testi editi perlomeno una decina di anni fa.

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  4. ottima metafora, mel!

    come è accaduto oggi, quando in una seconda ho detto: lasciate perdere quello che dice il libro, che l'endecasillabo ha undici sillabe, perché è una semplificazione da scuole elementari!
    e mi son omessa lì con loro a contar sillabe e accanti e tronche e piane e sdruccille e bisdrucciole. e loro ne erano entusiasti.

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  5. Confermo l'osservazione di Gipsy2007. Il livello dei libri di testo ha subito uno spaventoso abbassamento di qualità a livello dei contenuti.
    Anche in questo campo ( e io parlo , badate bene, di scuola elementare , o primaria, come si debba poi chiamare , ma tanto è sempre la stessa) si è puntato tutto sulla grafica, accattivante e rutilante di colore, a tutto discapito della qualità dei testi. Con qualche eccezione, naturalmente. Ma queste eccezioni vanno cercate con pazienza, i testi vanno letti, oltre che guardati. E non tutti lo fanno . In più , da quando si lavora per team  (ma che bella parola) spesso il libro di testo lo devi condividere con la collega,. oppure si invitano caldamente i docenti a operare scelte unitarie ( = uguali) per i diversi plessi, e allora, cari miei, provati a scegliere quello che piace a te !  Negli anni ottanta il vicario della scuola di campagna dove insegnavo, sindacalista e assessore comunale, convocò una seconda riunione di sabato pomeriggio, nel corso della quale , mi fu precisato , avrei dovuto giustificare con opportuni argomenti la mia scelta di sussidiario e lettura, diversa dalle altre due classi seconde presenti nel plesso. Ma l'ho vinta io, quella volta esisteva ancora la libertà di insegnamento, nessuno poteva costringermi e, sai, a volte divento davvero cattiva, quando mi ci tirano per i capelli! 

    Chiedo scusa per lo sproloquio. 

    Ornella 

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  6. Scusate , aggiungo le scuse per la doppia punteggiatura e una chicca  che ho dimenticato nella mia precedente.
    Una delle obiezioni che mi venne presentata fu questa:  il libro da me scelto era troppo difficile, per dei bambini di campagna , i quali evidentemente a giudizio dei colleghi, badate bene,  tutti abitanti nel  paese, erano dotati di minori capacità intellettiva dei loro coetanei cittadini! 

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