Giugno. Il cielo da Piazza Marina(PA)

museo 053

Non c'è proprio nulla di celeste a conclusione dell'anno scolastico.
Quindi il cielo di stamani è stato un po' come camomilla per lo spirito.
Gli ultimi giorni di scuola rotolano rapinosi.
Per i compiti in classe sono riuscito a organizzarmi con razionalità, distillandoli tra la seconda quindicina di maggio e i primi di giugno.
Un laboratorio a tutto gas con prodotti o disastrosi o eccellenti; per la prima volta nella mia carriera ho assegnato tre dieci, un nove, tre otto, quattro sette in latino scritto, una sfilza di sei e un'insufficienza grave.
Per un'altra classe i risultati non sono così eccellenti, anzi disastrosi.
Eppure io sono sempre lo stesso docente nell'una e nell'altra classe.
Cosa ipotizzare?
I bravi lo sono già in partenza?
Gli asinelli pure?
Non posso accettare tale determinismo.
Se fosse tutto già determinato in partenza(i bravi sono bravi, gli asini sono asini), l'insegnamento allora sarebbe nullo.

Meglio pensare che i bravi, dopo un anno, lo siano di più, mentre gli asini siano asini di meno.

5 thoughts on “Giugno. Il cielo da Piazza Marina(PA)

  1. Io penso che quello che fa la differenza sia la motivazione.
    Essere motivati dà quell'energia in più per ottenere risulatti migliori, in tutti gli aspetti della vita, quindi anche nello studio.

    E' certo che una parte importante l'abbiano anche gli insegnanti nello stimolare e motivare gli alunni, ma come si evince dala tua esperienza può non bastare.

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  2. Io penso che quello che fa la differenza sia la motivazione.
    Essere motivati dà quell'energia in più per ottenere risulatti migliori, in tutti gli aspetti della vita, quindi anche nello studio.

    E' certo che una parte importante l'abbiano anche gli insegnanti nello stimolare e motivare gli alunni, ma come si evince dala tua esperienza può non bastare.

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  3. Che strano: per me le ultime tre settimane di scuola – non ci avevo pensato ma la tua definizione calza a pennello – sono solo celesti. Folli e celesti. Sarà che io chiudo la questione compiti e interrogazioni, possibilmente, alla terza settimana di maggio. Il resto è rituale, didattica altra, approfondimenti e addii… Quest'anno più che mai, le ombre (celesti) sotto gli occhi si allungano, le ore di sonno si accorciano, il delirio è tanto, il buco cosmico pure. Ma non cambierei questi giorni con nulla al mondo…

    Condivido anche la tua osservazione antideterministica: credo anche io che ci sia ovviamente una base soggettiva degli alunni, e però che l'insegnamento, in ogni caso, contribuisca a coltivare…

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  4. @Kappadue, ritengo che la motivazione nasca da dentro. Io agli ispiratori di motivazione non credo. Certamente l'atteggiamento di un insegnante non può essere sciatto e sbiadito, tuttavia spesso, anche con il massimo sforzo, i risultati sono pedestri.

    @Povna, io cancellerei gli ultimi giorni; di solito vado in ferie, ma quest'anno non posso.

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  5. Eggià se tutto fosse determinato in partenza, non ci sarebbe neanche bisogno della scuola. Basterebbe fare un test d'ingresso che stabilirebbe, creando una selezione, chi è già bravo e chi no. E invece l'idea su cui si regge la scuola è proprio questa, che la scuola serve a far sì che quelli che sembrerebbero svantaggiati lo siano un po' meno.

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