Visioni estive

Ho visto due film bellissimi, positivi, lontani dai piagnistei italiani.
Due film diversissimi fra loro.
Uno è degli anni '50, Il mago della pioggia, con Burt Lancaster e Katharine Hepburn: un cialtrone, Lancaster, dimostra con le sue strampalerie da saltimbanco(fa credere per cento dollari che è in grado di far piovere, spezzando una tremenda siccità che incombe sul Kansas), che la zitella Hepburn potrà trovare marito a patto che decida di amare se stessa e soprattutto a condizione che sia se stessa. Infatti in qualche scena del film Lizzie è indecisa se fare l'oca giuliva con gli uomini o mostrare realmente ciò che è. Attraverso i due personaggi si oppongono due concezioni, il sogno grandioso ai limiti dell'utopia e il modesto desiderio di una giovane in età ormai da marito.
Alla fine del film la spunteranno entrambi, perciò c'è da pensare che un sogno nella propria vita, piccolo o grande che sia, comunque vada coltivato.
A meno di vegetare.
Il film si impone per la recitazione, che è magistrale.
L'altro è del 2007, L'ospite inatteso; uno stanco professore universitario, Walter Vale, coltiva di nascosto la sua passione per la musica, tentando a tutti i costi di imparare a suonare il piano, ma si tratta di un continuo fallimento.
L'occasione per fare musica gli sarà offerta durante una trasferta a New York, dove scopre che la sua casa è stata data in subaffitto a due giovani clandestini, una senegalese e un siriano, esperto nell'arte della percussione.
Fra i tre nasce una bella amicizia, preceduta da un certo imbarazzo iniziale: i due giovani sono infatti stupiti dell'accoglienza riservata loro dal professore, un uomo dall'apparenza pacifica, ma attraversato da una profonda inquietudine esistenziale. Proprio grazie al giovanotto il professore scoprirà quale sia la sua vera passione musicale. Mentre tutto va per il meglio, Tarek viene arrestato per clandestinità e Walter farà di tutto per tirarlo fuori dai guai; ancora una volta, il personaggio vincente sembra essere Walter. Con Tarek ha conosciuto la percussione, con il suo arresto entra in scena la madre del giovane, Mouna, intenzionata ad aiutare a tutti i costi il figlio. Con Mouna Walter subisce un'ulteriore evoluzione: dopo la morte della moglie sembrava che non potesse più provare affetto e dolcezza per qualcuno, invece il suo cuore si scioglie sempre più.
Non è però da credere che il finale sia tutto rose e fiori d'arancio: il film è coerente, per l'intera trama, nell'insistenza sui temi dell'incontro fra culture diverse, della solidarietà gratuita, della delicatezza dei sentimenti umani.
Molto è affidato al non detto, alle espressioni degli occhi, ai gesti.
E il finale è un condensato di realismo poetico da brivido.
 

6 pensieri su “Visioni estive

  1. Visti entrambi (il primo in TV). Il mago della pioggia mi piace, L'ospite silenzioso invece medio, l'ho trovato un po' espressione di quella tipologia di film che, con Zivago, chiamavamo 'cala la pasta, butta la pasta' (definizione presa da una scena di Sous la sable con un piano sequenze di cinque minuti su una mano che butta nell'acqua gli spaghetti…).Non un brutto film, sicuramente, ma non correrei a rivederlo domani.

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  2. Un mio limite riguardo ai film degli anni '50 consiste nel non sopportare la voce dei doppiatori di quel periodo, ma quando un film merita cerco di andare oltre questo limite. Il messaggio comunque sembrerebbe sempre attuale, ed alla prima occasione cercherò di vederlo.
     
    Dell'altro film non avevo mai sentito parlare.

    Quando Andrea crescerà, avrò davvero un sacco di film da recuperare…

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  3. Sì, capisco in che senso. Anche se sull'idea dell'apertura del sé al mondo (inattesa e non sempre facile, né a lieto fine) forse consiglierei Welcome (noi quest'anno lo abbiamo visto ed è andata parecchio bene)

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